04/08/2026 | News release | Distributed by Public on 04/08/2026 08:35
Mentre la guerra in Medio Oriente e le tensioni internazionali sono al centro del dibattito, mentre si parla di difesa, di equilibri geopolitici e di sicurezza, il prezzo del gasolio si impenna. Si discute, ci si confronta. Ma c'è un punto che non può essere messo in secondo piano: il futuro delle aziende agricole e, con esso, la sicurezza alimentare.
Nel Consiglio dei ministri del 3 aprile il Governo, accogliendo anche le forti richieste avanzate da Cia, ha introdotto nel nuovo decreto carburanti un credito d'imposta del 20% per l'acquisto di gasolio, esteso anche all'agricoltura. "È una misura che dà una boccata d'ossigeno alle aziende", afferma il presidente di Cia Grosseto, Edoardo Donato. "Ma il limite è evidente. Riguarda solo il mese di marzo e si basa su uno strumento che non è accessibile a tutti. Il credito d'imposta può essere utilizzato solo dalle aziende che hanno capienza fiscale. Di fatto, molte piccole imprese restano escluse". Quanto fatto dal Governo -spiega il presidente- non incide realmente sulla sostenibilità delle aziende agricole. "Serve intervenire alla fonte", sottolinea Donato. "È necessaria una riduzione del costo del gasolio agricolo già alla pompa".
Perché il problema non si ferma al carburante. Il gasolio è un fattore strategico. Quando aumenta, aumentano i fertilizzanti, i trasporti, tutte le forniture. Aumenta il costo di tutte le merci, mentre il valore delle produzioni diminuisce o rimane stabile. Le conseguenze sono dirette. "Se alle aziende agricole non viene riconosciuto il corretto valore nella filiera, sono messe, come oggi, nelle condizioni di lavorare in perdita".
Una situazione che apre un tema più ampio. "In questo modo si mette in discussione la capacità di garantire sicurezza alimentare", spiega Donato. "E quindi la stabilità economica e sociale del Paese e dell'Europa stessa". Per questo, la richiesta è chiara: servono misure strutturali, affrontate a livello europeo, con una piena consapevolezza politica. "Il punto è chiaro - aggiunge - senza agricoltura non c'è diritto al cibo. Non c'è sicurezza alimentare. E senza sicurezza alimentare non c'è stabilità".
Il richiamo è dunque all'Europa. "La pace e i valori su cui si è costruita l'Europa si reggono anche su questo -conclude Donato-.Se oggi vogliamo tornare a parlare di sicurezza, dobbiamo avere il coraggio di rimettere l'agricoltura al centro".