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Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic

02/04/2026 | Press release | Archived content

Interrogazione a risposta scritta 4-02626 Sen. De Cristofaro (AVS) sul diniego al gemellaggio tra il Comune di Riace e la città di Gaza.


Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02626


presentata da

PEPPE DE CRISTOFARO
sabato 27 dicembre 2025, seduta n.376

DE CRISTOFARO, CUCCHI, MAGNI - Ai Ministri degli affari esteri e della cooperazione internazionale e per gli affari regionali e le autonomie - Premesso che:

in data 24 dicembre 2025 il Ministro per gli affari regionali e le autonomie ha formalmente comunicato al sindaco di Riace (Reggio Calabria) il diniego del prescritto assenso governativo alla sottoscrizione di un accordo di gemellaggio tra il Comune di Riace e la città di Gaza in Palestina;

il diniego si fonda su un parere negativo espresso dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, secondo cui il gemellaggio recherebbe un presunto "grave pregiudizio alla politica estera italiana", in ragione di asseriti legami tra le istituzioni locali di Gaza e l'organizzazione Hamas, soggetta a sanzioni da parte dell'Unione europea;

nel provvedimento si afferma che "sussistono rilevanti motivi ostativi, connessi al legame esistente tra consiglieri locali e sindaci di Gaza e l'organizzazione terroristica Hamas", senza tuttavia indicare elementi fattuali specifici, atti ufficiali, riscontri documentali o valutazioni giuridicamente circostanziate a supporto di tali affermazioni;

il gemellaggio proposto dal Comune di Riace è stato presentato pubblicamente come iniziativa di carattere umanitario, culturale e simbolico, volta a manifestare solidarietà e fraternità istituzionale verso una popolazione civile duramente colpita dal conflitto in corso nella striscia di Gaza, e non risulta in alcun modo riconducibile a finalità politiche, di sostegno a soggetti armati o di interferenza con la politica estera dello Stato;

considerato che è noto che il sindaco di Gaza, Yahya al-Sarraj, insieme ad altre personalità della società civile palestinese, ha recentemente sottoscritto una lettera indirizzata al Presidente degli Stati Uniti d'America, chiedendo un impegno della comunità internazionale per la pace e per la tutela dei civili, presa di posizione che numerosi osservatori internazionali hanno interpretato come una chiara presa di distanza da Hamas;

ritenuto che:

la decisione del Governo italiano appare dunque agli interroganti fondata su un'assimilazione generalizzata e indimostrata tra istituzioni civili locali e organizzazioni terroristiche, con il rischio di legittimare una forma di responsabilità collettiva incompatibile con i principi del diritto internazionale, del diritto costituzionale e dell'ordinamento europeo;

l'atto di diniego solleva inoltre, a parere degli interroganti, un rilevante problema di equilibrio tra autonomia degli enti locali e indirizzo di politica estera, ponendo un precedente che potrebbe comprimere in modo arbitrario iniziative di cooperazione decentrata, solidarietà internazionale e diplomazia delle città, storicamente riconosciute e praticate anche dallo Stato italiano;

il provvedimento ha suscitato ampia preoccupazione e critiche nell'opinione pubblica e tra amministratori locali, in quanto percepito come una scelta politicamente unilaterale, priva di adeguata istruttoria pubblica e fortemente condizionata dal contesto geopolitico e dalle relazioni con il Governo israeliano,

si chiede di sapere:

quali elementi concreti, documentati e verificabili abbiano condotto i Ministri in indirizzo a ritenere sussistenti legami tra le istituzioni locali della città di Gaza e l'organizzazione Hamas tali da giustificare il diniego al gemellaggio;

se non ritengano che l'assimilazione tra amministrazioni civili locali e organizzazioni terroristiche, in assenza di prove specifiche, configuri una forzatura giuridica e politica, lesiva dei principi di distinzione tra autorità civili e gruppi armati;

se non considerino che il diniego opposto al Comune di Riace rappresenti un precedente pericoloso idoneo a limitare l'autonomia degli enti locali e a scoraggiare iniziative di cooperazione umanitaria e solidarietà internazionale;

quali siano i criteri generali adottati per valutare i gemellaggi internazionali degli enti locali e se tali criteri vengano applicati in modo uniforme o selettivo in base ai contesti geopolitici e alle alleanze internazionali;

se non ritengano opportuno riesaminare il provvedimento di diniego, anche alla luce delle prese di posizione pubbliche di rappresentanti istituzionali e della società civile palestinese che si sono esplicitamente espressi per la pace e contro ogni forma di violenza;

se non intendano riferire in modo puntuale sulle implicazioni politiche e diplomatiche di tale decisione, chiarendo in che modo essa sia coerente con i principi costituzionali di pace, cooperazione internazionale e promozione dei diritti umani sanciti dall'articolo 11 della Costituzione.

(4-02626)



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 129.
all'Interrogazione a risposta scritta 4-02626

Risposta. - Il Governo italiano riconosce massima importanza alle iniziative internazionali promosse dagli enti locali, sottolineando il valore della cooperazione decentrata, della solidarietà internazionale e della diplomazia delle città come espressione positiva del profilo umanitario e culturale del nostro Paese. In base all'articolo 6, comma 7, della legge n. 131 del 2003, i Comuni svolgono "attività di mero rilievo internazionale nelle materie loro attribuite, secondo l'ordinamento vigente, comunicando alle Regioni competenti ed alle amministrazioni di cui al comma 2 ogni iniziativa". Con tali attività, gli enti territoriali non possono esprimere valutazioni relative alla politica estera dello Stato. Il comma 2 indica il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri quale amministrazione capofila dell'istruttoria interministeriale e autorità competente per l'autorizzazione alla firma degli accordi di gemellaggio. Dopo aver ricevuto dal Comune la bozza di accordo, il Dipartimento avvia un'istruttoria interministeriale, coinvolgendo anche questo Ministero, per acquisire le necessarie osservazioni e valutazioni su cui basare la decisione di concessione o diniego dell'autorizzazione alla firma del testo di gemellaggio. Ai fini istruttori, il Ministero provvede quindi a esprimere il proprio parere coinvolgendo gli uffici e le sedi diplomatico-consolari competenti e considerando l'opportunità politica e la coerenza dell'accordo con le linee guida e l'indirizzo della politica estera italiana.

Nel caso specifico della proposta di gemellaggio tra il Comune di Riace e la città di Gaza, in fase istruttoria è stata innanzitutto segnalata, a livello formale, la difformità del testo proposto (nella forma più simile a una mozione di solidarietà o a un giuramento di fraternità) rispetto al modello standard di gemellaggio. Nella sostanza, attraverso contatti diplomatici con l'autorità palestinese, è stata accertata l'esistenza di un legame de facto tra Hamas e i vertici degli enti locali nella striscia di Gaza, nominati proprio da tale organizzazione in assenza di elezioni legittime.

Tali legami pongono l'iniziativa di gemellaggio in contrasto con gli sforzi diplomatici in atto volti a promuovere la pace e basati sul piano "del presidente Trump", recepito dalla risoluzione n. 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che il Governo italiano appoggia pienamente. Uno dei pilastri fondanti di questo percorso di pace risiede nel disarmo di Hamas e nella sua completa esclusione dal futuro politico della striscia, al fine di garantire le esigenze di sicurezza di Israele e della stessa popolazione palestinese. La conclusione di accordi di gemellaggio con istituzioni direttamente o indirettamente riconducibili ad Hamas si pone in contrapposizione con tale posizione e rischia di indebolire gli sforzi diplomatici in atto, legittimando l'organizzazione terroristica e andando così a detrimento, in primis, proprio della popolazione palestinese. Inoltre, con il regolamento n. 2580/2001 l'Unione europea aveva già inserito Hamas nella lista delle organizzazioni terroristiche, con la conseguente previsione di misure restrittive quali il congelamento dei beni e il divieto di fornire risorse, economiche e altre forme di sostegno ai soggetti designati. Per questi motivi, il progetto di gemellaggio è stato giudicato tale da poter comportare pregiudizio alla politica estera italiana e agli sforzi diplomatici attualmente in corso per la pacificazione del conflitto e il Ministero ha trasmesso al Dipartimento il proprio parere negativo alla conclusione dell'accordo.

Il Governo italiano continuerà a promuovere e incentivare iniziative degli enti locali coerenti con l'azione del nostro Paese a sostegno della pace. A dimostrazione di ciò, si segnala come negli ultimi anni siano stati autorizzati diversi gemellaggi tra Comuni italiani e città in Palestina, tra cui, solo nel 2025, tra il Comune di Missanello e il Comune di Beit Jala, il Comune di Sesto Fiorentino e il Comune di Tulkarem, il Comune di Bergamo e il Comune di Gerico, il Comune di San Casciano in val di Pesa e la città di Battir e, infine, tra il Comune di Arcore e la città di Betlemme.

TRIPODI MARIA Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale

04/02/2026

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