05/11/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/12/2026 01:33
Per il 79° Festival di Cannes sono state selezionate ventidue straordinarie coproduzioni cinematografiche internazionali, realizzate con il sostegno del Consiglio d'Europa, che si contendono una serie di premi del festival. I film sono stati realizzati grazie ai finanziamenti di Eurimages, fondo di sostegno alla cultura del Consiglio d'Europa, che incoraggia la produzione cinematografica indipendente fornendo sostegno finanziario a lungometraggi, film d'animazione e documentari, instaurando una cooperazione tra registi di diversi paesi.
Questa notevole presenza al festival, che si terrà dal 12 al 23 maggio, sottolinea ancora una volta la forza, la diversità e l'ambizione artistica del cinema europeo. Cinque dei ventidue film sostenuti da Eurimages e selezionati per Cannes quest'anno sono stati scelti per il concorso ufficiale e per la corsa alla prestigiosa Palma d'oro, la cui lista dei finalisti conta anch'essa un totale di ventidue film.
Per la Palma d'oro, che verrà assegnata l'ultimo giorno del festival, sono stati presentati in totale 2.541 film provenienti da 141 paesi. La giuria, composta da una serie di star di Hollywood e registi affermati per garantire un processo di selezione diversificato, sceglierà il vincitore del premio principale tra i ventidue film in gara, tra cui i seguenti cinque sostenuti da Eurimages:
Coward di Lukas Dhont (Belgio, Francia, Paesi Bassi)
Uno studio di carattere profondamente intimo, Coward esplora la vulnerabilità e l'identità attraverso la storia di un giovane che affronta l'isolamento emotivo e le aspettative della società.
Fatherland di Pawel Pawlikowski (Polonia, Italia, Germania, Francia)
Ambientato in un panorama europeo in continua evoluzione, Fatherland esamina i temi della memoria, dell'appartenenza e dell'eredità politica attraverso una narrazione familiare multigenerazionale.
Fjord di Cristian Mungiu (Romania, Francia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Svezia)
In questo dramma crudo e suggestivo, Mungiu approfondisce i dilemmi morali che si sviluppano all'interno di una remota comunità nordica plasmata dal silenzio, dalla natura e da tensioni nascoste.
Gentle Monster di Maria Kreutzer (Austria, Germania, Francia)
Kreutzer presenta uno sfaccettato ritratto psicologico della fama e del controllo, seguendo un personaggio pubblico alle prese con le pressioni dell'immagine, del potere e della libertà personale.
All of a Sudden di Ryūsuke Hamaguchi (Francia, Giappone, Germania, Belgio)
Noto per la sua narrazione sottile, Hamaguchi crea una storia ricca di stratificazioni emotive su incontri inaspettati e sulle silenziose trasformazioni che comportano. (segue...)
Osservatorio europeo dell'audiovisivo
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