Regione Toscana

03/20/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/20/2026 08:57

Kristian Ghedina, la biografia di un campione. Giani:”Lo sport a viso aperto”

Una carriera iniziata nel 1988, tredici vittorie in Coppa del Mondo, trentatré podi, tre medaglie mondiali, la "spaccata" a sci aperti sulla Streif, la pista di Kitzbühel in Austria, fatta per una scommessa che valeva una pizza e una birra. Questo è il biglietto da visita di Kristian Ghedina, il più titolato discesista che lo sci italiano abbia visto sulle piste innevate dai tempi di Zeno Colò.

E di questo, e molto altro, parla "Non ho fretta ma vado veloce", la biografia del campione ampezzano scritta da Lorenzo Fabiano presentata ieri a Firenze a palazzo Strozzi Sacrati dall'autore assieme al presidente della Regione Eugenio Giani e al presidente regionale del Comitato Olimpico Nazionale Simone Cardullo con l'intervento di Maurizio Mancianti, presidente del Panathlon Club Firenze, del presidente di Pollicino ETS Matteo Mannelli e dello stesso Kristian Ghedina.

La disciplina della discesa libera, nell'ambito degli sport invernali, è considerata dagli esperti uno stato dell'anima dove la tecnica vale quanto la predisposizione naturale, l'istinto e il carattere individuale.

"Nella pratica sportiva - dichiara il presidente Giani - si dispiegano le naturali predisposizioni dell'atleta e la sua capacità di coltivarle in un contesto dove l'esperienza umana e le vicende personali hanno un ruolo importante. Niente si improvvisa o nasce casualmente: tutto diventa il risultato di un percorso dove l'istinto, cosa innata, ha un ruolo fondamentale, mentre la forza di saperlo tradurre in una consapevole applicazione capace di superare le difficoltà si apprende e diventa decisiva per raggiungere risultati di eccellenza. Questa capacità di vivere la vita a viso aperto nelle sfide e negli impegni che richiama e lo spirito libero che lo contraddistingue racconta bene quel Ghedina capace di scrivere pagine fondamentali dello sport e dello sci in Italia".

"Con la presentazione del libro su Ghedina - spiega Maurizio Mancianti - abbiamo pensato di costruire assieme alla Regione un percorso sportivo che partisse dalle Olimpiadi di Cortina del 1956 per arrivare a quelle di Milano Cortina disputate pochi mesi fa, ospitando a Firenze un racconto sportivo dei successi di allora e di oggi unito ad una riflessione sui cambiamenti della società e del costume intervenuti nell'arco di più di mezzo secolo".

Nelle pagine del libro la storia di una carriera divisa in due: quel che accade prima dell'incidente automobilistico che interruppe nel 1991 l'attività di Ghedina precede il racconto di una sorta di rinascita personale e sportiva che Lorenzo Fabiano, giornalista e scrittore e autore di libri di sport sui grandi campioni come Gustav Thöni e Jan Ingemar Stenmark, ripercorre con puntiglio e precisione.

"Ghedina - nelle parole di Fabiano - è un discesista, ma anche una persona che nella vita ha vinto in salita. Il suo successo più importante arriva una settimana dopo la morte di sua madre. Una settimana dopo il giovanissimo Ghedina avrebbe dovuto andare a fare un super gigante con il Comitato Veneto a Obereggen. Dopo quello che era successo, l'allenatore e il padre si parlarono e tutti e due erano dell'idea di non farlo gareggiare, perché il ragazzo non era nelle condizioni psicologiche ideali per affrontare una gara di velocità. Ghedina non ci sta, punta i piedi ed insiste per fare quella gara: vuole farla e vincerla proprio per sua madre. Una settimana dopo Ghedina va a Obereggen e quella gara la vince".

La storia di Kristian Ghedina inizia quel giorno.

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