05/09/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/09/2026 06:22
50mo Sisma: Riccardi, in Pa serve comunicazione ad altezza complessità
Rosolen: l'intelligenza umana guidi l'uso delle tecnologie emergenti
Udine, 9 mag - "Nella Pubblica amministrazione il tema di una comunicazione che riesca a costruire consapevolezza e fiducia nella credibilità delle scelte delle istituzioni, oltre che a gestire le fasi di rischio e di emergenza, è cruciale soprattutto in un ambiente mediatico dominato dai social: la PA, soprattutto nei servizi primari, deve investire sulla formazione di profili di alta competenza perché la qualità della comunicazione determina anche la comprensione delle scelte pubbliche e la fiducia nei servizi, contribuendo a contrastare narrazioni distorte".
Lo ha affermato l'assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi intervenendo oggi - assieme all'assessore all'Università e Ricerca Alessia Rosolen - al convegno "Pianificazione dell'emergenza e comunicazione del rischio: proposte di lavoro a 50 anni dal terremoto e dalla grande risposta del Friuli".
Il convegno è organizzato dal master in "Intelligence and emerging technologies" con il Centro alti studi della difesa e dedicato ai temi della pianificazione dell'emergenza e della comunicazione del rischio a cinquant'anni dal terremoto del Friuli.
L'obiettivo è mettere a fuoco in un contesto segnato dalla moltiplicazione delle minacce - ambientali, belliche, sanitarie, tecnologiche, terroristiche - le competenze dell'analisi intelligence possono essere decisive per anticipare scenari critici, coordinare risposte istituzionali e comunicare efficacemente l'incertezza alle comunità.
Nel suo intervento Riccardi ha sottolineato come la competenza di creare connessioni e costruire fiducia rappresenti un elemento decisivo tanto nelle situazioni straordinarie quanto nella quotidianità.
"La capacità di mettere in contatto le persone e di capire ciò che accade nei teatri di rischio è determinante. Le tecnologie emergenti ci offrono strumenti nuovi e molto avanzati, ma il punto centrale resta la qualità della relazione con le persone e la capacità di fornire una comunicazione che trasmetta consapevolezza" ha osservato l'esponente della Giunta Fedriga.
"È importante fare il lavoro tecnico e ingegneristico, ma è altrettanto importante saperlo raccontare, spiegando le conseguenze delle scelte e orientando correttamente i comportamenti attraverso una comunicazione adeguata" ha aggiunto l'assessore, evidenziando la necessità di sviluppare nuove competenze professionali anche nella Pubblica amministrazione.
Per Riccardi il tema non riguarda soltanto le emergenze: "C'è un grande deficit anche nella comunicazione ordinaria" ha indicato Riccardi, richiamando la celebre riflessione di Umberto Eco sull'impatto dei social network: "Con l'avvento dei social abbiamo dato la parola a milioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno la stessa visibilità di un premio Nobel". Una provocazione che, secondo l'assessore, mette in evidenza "quanto i nuovi strumenti di comunicazione possano orientare o deformare convinzioni e comportamenti delle persone e quanto sia necessario che le istituzioni promuovano una narrazione di qualità della complessità".
L'assessore Rosolen ha incentrato il suo intervento con un focus sul tema dell'intelligence, evidenziando il valore strategico dell'investimento e dalla collaborazione attivata da Regione, Università di Udine e Centro alti studi della difesa.
"Fin dalla nascita del master la Regione è al fianco dell'Università di Udine in un percorso che affronta i temi dell'intelligence e delle tecnologie emergenti, ma soprattutto la riflessione sul loro utilizzo" ha spiegato Rosolen, sottolineando il ruolo degli atenei "nel delicato equilibrio tra rischi e opportunità legati allo sviluppo tecnologico".
Secondo l'assessore, la sfida centrale resta quella di valorizzare l'intelligenza umana nella lettura della complessità contemporanea. "Oggi non abbiamo bisogno di più dati, perché ne abbiamo già moltissimi, ma dell'intelligenza necessaria a sistematizzarli, interpretarli e renderli realmente fruibili alla società".
Rosolen ha quindi evidenziato come il lavoro sviluppato all'interno del master rappresenti un contributo concreto anche per il sistema produttivo e istituzionale regionale.
"L'Università di Udine sta lavorando da anni per costruire risposte che servano alla società e accompagnino le strategie europee sulle tecnologie STEM, puntando sulla capacità di rendere leggibili e interpretabili i dati che abbiamo a disposizione".
L'assessore ha inoltre ribadito che le tecnologie emergenti devono restare "coordinate dall'intelligenza umana", perché l'intelligence contemporanea non riguarda più soltanto scenari militari o geopolitici, ma la capacità di "anticipare le crisi, interpretare i segnali e supportare decisioni rapide" in contesti sempre più complessi.
Al convegno, assieme agli interventi - tra gli altri - del responsabile organizzazione e coordinamento, Francesco Zucconi, e del componente del consiglio scientifico, Gianluigi Sechi, è intervenuto il direttore centrale della Protezione civile regionale, Amedeo Aristei, illustrando le peculiarità che distinguono il sistema regionale nel panorama nazionale e transfrontaliero. La giornata ha visto anche il contributo di Manuela Farinosi, docente dell'Ateneo friulano e membro del Consiglio scientifico del master, coordinatrice del progetto europeo Sonar-Cities, guidato dall'Università di Udine. ARC/EP/gg