08/17/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/17/2026 09:25
(Arv) Venezia, 17 agosto 2026
"E poi dicono a noi che siamo i nemici dell'Autonomia. La verità è che, a differenza di una maggioranza disposta a forzare qualsiasi regola pur di piantare bandierine propagandistiche, noi abbiamo preteso il rispetto delle leggi e dello Statuto. Col risultato che non solo avevamo ragione nel denunciare l'assenza del carattere di urgenza: abbiamo soprattutto evitato che il Consiglio regionale compisse un errore madornale, salvando il provvedimento stesso da un gravissimo rischio di illegittimità procedurale". A dirlo è Giovanni Manildo, presidente dell'Intergruppo di opposizione del centrosinistra in Consiglio regionale del Veneto formato da Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Movimento 5 Stelle, Riformisti Veneti in Azione e Le civiche Venete, commentando "il parere formalizzato dal Servizio affari giuridici e legislativi di palazzo Ferro Fini sull'iter di approvazione della Proposta di deliberazione amministrativa n.14, relativa agli schemi di intesa per l'Autonomia differenziata. Il parere tecnico parla chiaro e smonta pezzo per pezzo la narrazione della Giunta: il provvedimento sull'autonomia non è in alcun modo un "atto necessitato", non ha scadenze perentorie e non possiede alcun requisito per stravolgere i lavori del Consiglio. Anzi, l'Ufficio legislativo evidenzia, nero su bianco, come una forzatura nei lavori d'Aula avrebbe esposto lo stesso provvedimento a pesanti rilievi di illegittimità nella fase di approvazione finale. La realtà è ormai sotto gli occhi di tutti: questo blitz frettoloso, con la convocazione a tappe forzate delle commissioni in pieno agosto, nasceva unicamente da calcoli di sopravvivenza e dall'ossessione di arrivare per primi, tra le Regioni interessate, a questa approvazione. Dunque, nessuna indifferibilità istituzionale, ma solo un braccio di ferro tutto interno al Carroccio, con una guerra di potere e di posizionamento tra Alberto Stefani e Luca Zaia, unita alla paura di veder naufragare anche questo brandello di Autonomia di fronte al rischio di possibili elezioni politiche anticipate".
"Un mix - prosegue Manildo - che ha prodotto un corto circuito pesantissimo. Perché si è cercato di calpestare le regole pur di far passare l'Autonomia persino prima del delicatissimo Progetto di legge di iniziativa popolare sul fine vita, che ha diritto di precedenza per norma statutaria dopo i soli atti indifferibili di bilancio e Arpav. Nella Conferenza dei Capigruppo del 26 agosto si deciderà la calendarizzazione dei lavori d'Aula: ma sia chiaro, come confermano i tecnici, che il fine vita dovrà essere trattato prima dell'Autonomia. Domani mattina sarò comunque presente ai lavori della Prima commissione (Affari Istituzionali). Lo ritengo un dovere che intendo onorare, cosa che nelle altre commissioni, salvo oggettivo impedimento, faranno tutti i consiglieri dell'Intergruppo. Verificheremo se la maggioranza avrà i numeri per garantire il numero legale da sola o se assisteremo al ricorso smodato alle deleghe. Di certo, dopo questa pagina grottesca, nessuno potrà incolparci di boicottaggio".
"Resta il fatto che l'autonomia è una cosa seria: sarebbe ora che la Lega smettesse di propinarla in modo così raffazzonato", conclude Manildo.