06/19/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/19/2026 01:18
Cagliari, 19 giugno 2026 - Cosa succede ai dati online delle persone che non ci sono più? Nella maggior parte dei casi l'identità digitale continua a restare in rete per anni e spesso né i parenti né i gestori delle stesse piattaforme riescono ad accedervi o ad evitare che qualcuno vi acceda furtivamente o con finalità illegali. Attualmente nel mondo esistono oltre 400 milioni di profili online appartenenti a persone defunte e si prevede che nel 2060 possano arrivare addirittura a 9 miliardi. Per contrastare l'esposizione mediatica incontrollata causata dalla morte dei titolari dei profili, la Regione Sardegna, tramite l'Assessorato degli Affari generali, intende avviare un progetto precursore, a livello nazionale, che consenta di erogare servizi di supporto ai cittadini in materia di eredità digitale per la tutela della privacy e la salvaguardia dei diritti in capo agli eredi o agli aventi causa.
È emerso durante l'incontro formativo sulla "Sovranità digitale ed eredità digitale" rivolto ai facilitatori digitali che operano nei comuni della Sardegna, rivolto ai facilitatori digitali che operano nei comuni della Sardegna, che si è svolto nella sala riunioni della direzione generale dell'Innovazione Digitale dell'Assessorato degli Affari generali.
"In una regione come la Sardegna dove abbondano gli anziani e mancano i giovani è fondamentale pensare alla salvaguardia dei diritti degli individui senza però dimenticare i nostri cari che non sono più tra noi o che verranno a mancare nel futuro", ha spiegato l'assessore degli Affari Generali, Sebastian Cocco. "Oggi le nostre esistenze viaggiano online con una velocità di condivisione dei dati personali che è impressionante e tutti ci preoccupiamo di garantire sicurezza a questi dati finché siamo in vita. Ma occorre tutelare i dati anche quando le persone non sono più in vita. Il tema non è banale e pone importanti problemi di tutela della privacy, soprattutto oggi con l'impiego crescente di nuove tecnologie come l'IA e per l'uso incontrollato dei così detti deepfake".
L'incontro di ieri è stato l'occasione per un report sui servizi erogati e sul numero di prestazioni rese ma soprattutto per introdurre ed affrontare nuove tematiche di grande rilevanza come appunto l'eredità digitale. Ad oggi sono circa 40 mila i sardi assistiti dagli oltre 120 punti di facilitazione attivati dalla Regione Sardegna nell'isola. I centri, finanziati con la Misura 1.7.2 del PNRR e con risorse regionali, hanno supportato i comuni nell'erogazione di quasi 65 mila servizi ai cittadini, servizi che spaziano dal supporto alla compilazione di domande destinate ad Enti ed Agenzie come l'INPS o l'Agenzia delle Entrate, fino all'assistenza nella ricerca di offerte di lavoro o di alloggi. Fondamentale per il loro funzionamento è stata la collaborazione con l'Aspal e i Centri per l'impiego. "Sono molto soddisfatto dell'attività svolta dai facilitatori digitali", ha aggiunto l'assessore Cocco. "Ad oggi abbiamo raggiunto una buona percentuale degli obiettivi posti dal PNRR sia rispetto ai servizi resi che riguardo al numero di accessi agli sportelli. Considerando le prossime scadenze imposte dalla chiusura del PNRR, è nostro intendimento garantire la prosecuzione dell'offerta di questi importanti servizi a supporto dei cittadini e dei comuni, con la previsione di ampliare la sfera di competenze, ad esempio, in materia di eredità digitale".