09/02/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/02/2026 10:47
(Arv) Venezia, 2 settembre 2026
"Esprimo soddisfazione istituzionale per l'approvazione della legge regionale sulle procedure di assistenza sanitaria al suicidio medicalmente assistito. Dopo un percorso complesso e due giorni di confronto in Aula con un alto livello di dibattito, il Consiglio regionale ha compiuto una scelta di coraggio e responsabilità". Lo dichiara il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica), dopo il voto con cui oggi l'Assemblea legislativa veneta ha approvato il provvedimento con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti.
"Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato - sottolinea Morosin - a partire dal comitato promotore e dai colleghi che hanno lavorato al provvedimento, e in particolare il presidente della Giunta regionale per l'impegno profuso nel favorire un confronto serio e positivo che ha coinvolto propositivamente anche l'opposizione. Non è stato un percorso semplice né scontato, proprio per la delicatezza della materia".
"Non abbiamo approvato una legge manifesto - prosegue il consigliere - ma una disciplina che interviene, nell'ambito delle competenze regionali, sulle procedure organizzative e sanitarie relative a quanto già riconosciuto dalla Corte costituzionale. Questo, nel rispetto dei rigorosi presupposti, delle condizioni di merito e procedurali delineati dalla stessa Corte costituzionale. Non possiamo pensare che un diritto sia meno importante perché riguarda poche persone. È proprio nei casi più drammatici che si misura il livello di civiltà e di responsabilità di un'istituzione. In Veneto abbiamo già avuto tre casi di "fine vita", senza che vi fosse una regolamentazione ad hoc. Vi è circa un'altra trentina di casi ai quali è necessario dare una risposta adeguata".
"Mi auguro ora - conclude Morosin - che anche il Parlamento nazionale trovi il coraggio di approvare una disciplina organica sul fine vita. Oggi, intanto, il Veneto ha fatto la propria parte, mettendo al centro la persona, con la sua dignità e il suo diritto di autodeterminazione, peraltro già regolato dalla legge 219 del 2017".