06/26/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/26/2026 07:08
Gli scenari principali a Roccabianca (Pr), Villanova sull'Arda (Pc) e Cortemaggiore (Pc). Sul posto e nelle sale operative al lavoro i tecnici dell'Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile e circa 470 volontari
26 giugno 2026 14:54
Bologna - La piena del Po ha superato gli argini e invaso la campagna. Mentre l'acqua sale, alcuni capi di bestiame impauriti si disperdono nei campi durante l'evacuazione di una stalla. E in questa fase, così delicata, una mucca incapace di muoversi non può essere messo al sicuro lontana dall'allevamento: serve, dunque, l'intervento tempestivo dei Vigili del fuoco per recuperare gli animali fuggiti e azionare l'alzabestiame con cui mettere in salvo la mucca ferita. Nel frattempo, sono già state allestite speciali strutture logistiche di emergenza per dare alloggio temporaneo agli animali.
È lo scenario messo in campo oggi a Roccabianca, in provincia di Parma, nell'ambito dell'esercitazione nazionale di Protezione civile 'EXE PO 2026', iniziata ieri e in corso fino a domani, che simula una piena straordinaria del fiume Po, simile alla storica alluvione che, nell'ottobre del 2000, colpì il Nord-Ovest del Paese. Sempre a Roccabianca, si svolgono in contemporanea davanti al Coc (Centro operativo comunale) le operazioni di assistenza alla popolazione e tutela degli animali d'affezione grazie al nucleo specializzato Nisap (Nucleo integrato supporto assistenza popolazione), mentre il massiccio dispiegamento delle colonne mobili di tre Regioni per testare i nuovi moduli ad alta capacità di pompaggio ha come teatro Isola Giarola nel comune di Villanova D'Arda, nel Piacentino.
Coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e le Regioni Emilia-Romagna, Piemonte, Lombardia e Veneto, la mega esercitazione per il rischio alluvionale movimenta le colonne mobili delle quattro Regioni: particolarmente rilevante è il contributo del volontariato dell'Emilia-Romagna, che partecipa con circa 470 persone.
Gli obiettivi di 'EXE PO 2026' sono testare i flussi di comunicazione, i modelli di intervento, il sistema di allertamento nazionale e regionale e il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, consentendo di verificare, sul campo e per 'posti di comando', la capacità di risposta e la sinergia del Servizio nazionale della Protezione civile, a fronte di uno scenario meteorologico e idraulico complesso e su scala interregionale.
All'esercitazione hanno partecipato anche il capo dipartimento, Fabio Ciciliano, che questa mattina è salito da Bologna sul treno sanitario diretto a Poggio Rusco, nel Mantovano, e la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, ieri presente nella Sala operativa della Protezione civile regionale di Bologna durante le prime fasi della simulazione.
"Si tratta di un'occasione importante per testare tutto il sistema di Protezione civile, sia nazionale, sia regionale- ha sottolineato Rontini-, a partire dal coordinamento tra i diversi livelli istituzionali e dalla gestione dei flussi di comunicazione: un momento formativo per tutto il sistema del volontariato e di chi interviene in fase di emergenza per acquisire ogni giorno nuove competenze e accrescere la formazione. È chiaro- ha aggiunto la sottosegretaria- che avviene in un momento in cui sul Po stiamo vivendo un'emergenza opposta, a causa della scarsità di acqua dell'ingressione del cuneo salino, però anche in tempi ordinari dobbiamo essere sempre attenti a qualificare il nostro sistema, come abbiamo fatto anche con la riorganizzazione dell'Agenzia regionale".
L'esercitazione in Emilia-Romagna: gli scenari operativi
Gli scenari operativi per testare la macchina dei soccorsi sul territorio emiliano-romagnolo interessano i tre Comuni, tra Parmense e Piacentino, di Roccabianca (Pr), Villanova sull'Arda (Pc) e Cortemaggiore come area di ammassamento mezzi (Pc), mentre per altri Comuni delle province di Reggio Emilia, Ferrara e Modena l'esercitazione si svolge con attività simulate. A Bologna e Parma sono attivati rispettivamente la Sala operativa regionale e il Centro coordinamento soccorsi (Ccs) presso le strutture dell'Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile. Complessivamente sono coinvolti 41 Comuni di cinque province.
I Centri operativi comunali (Coc) sono altrettanto attivi ed in particolare attorno a quello di Roccabianca si concentra l'attività del Nisap, un'unità operativa - sia fissa che mobile - formata da funzionari e volontari specializzati che raccoglie tutte le istanze della popolazione durante l'emergenza, offrendo un supporto concreto, e raccorda le esigenze dei cittadini colpiti dall'evento (saranno al lavoro dei figuranti), facilitando la gestione delle esigenze della popolazione. Il Nisap raccoglie anche le richieste della popolazione con al seguito animali d'affezione, che vengono accolti in apposite gabbie e recinti ed eventualmente curati presso l'ambulatorio veterinario da campo (tutti materiali della colonna mobile regionale), quando i proprietari costretti ad evacuare precauzionalmente le loro abitazioni non possono occuparsene.
Oltre al soccorso e assistenza di animali da reddito nelle campagne di Roccabianca, un altro scenario si sviluppa a nel Comune di Villanova d'Arda (Pc): le colonne mobili di tre Regioni con la partecipazione di oltre un centinaio di volontari provenienti da Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, si esercitano con un massiccio dispiegamento di mezzi, veicoli e attrezzature, nella messa in funzione - a Isola Giarola - dei nuovi moduli ad alta capacità di pompaggio, a disposizione del sistema di Protezione civile. L'attività esercitativa è simulata su 24 ore con turnazioni, basata sul lavoro cooperativo e il confronto tra le tre Regioni, e durante le giornate di attività sono previsti momenti formativi dedicati ai volontari coinvolti. La formazione si articolerà sia in una fase operativa sul campo - per apprendere il corretto posizionamento e l'utilizzo delle attrezzature - sia in sessioni teoriche in aula, dedicate alla conoscenza del Meccanismo unionale europeo e delle procedure di attivazione.
L'obiettivo è rafforzare le competenze operative e favorire una sempre maggiore integrazione tra i diversi attori del sistema, in vista di future attivazioni in ambito nazionale.
Altri aspetti rilevanti dell'esercitazione per l'Emilia-Romagna sono l'utilizzo di applicativi sviluppati attraverso convenzioni con Università e centri di ricerca per supportare le decisioni e la valutazione del rischio idraulico in base a predefiniti scenari di allagamento, la sperimentazione, in fase di allertamento, delle future zone di Allerta di Po, l'impiego di aeromobili e droni per il monitoraggio degli argini e la ricerca delle tane di animali, la verifica dei sistemi di telecomunicazione in emergenza. In collaborazione con la Regione Lombardia sarà testato l'impiego di un treno sanitario - in transito per le stazioni ferroviarie di Bologna e di Poggio Rusco (Mn), permette, tramite l'impiego di figuranti, il trasferimento in sicurezza dei pazienti evacuati dall'Ospedale di Pieve Coriano (Mn) - e il flusso di comunicazioni determinato dalla chiusura di alcuni ponti sulla viabilità di confine. A Polesine Zibello (Pr) sarà simulata l'evacuazione di un istituto scolastico con conseguente accoglienza degli studenti in una tensostruttura temporanea.
'EXE PO 2026' rappresenta un'importante occasione formativa per operatori, tecnici e volontari di protezione civile e per sensibilizzare la popolazione residente nelle aree limitrofe al fiume Po sui comportamenti corretti da adottare in caso di rischio alluvione, per proteggere se stessi e la propria comunità.
Red
In cartella stampa le immagini dell'esercitazione
Ultimo aggiornamento: 26-06-2026, 14:54