04/10/2026 | News release | Distributed by Public on 04/10/2026 04:08
Un finanziamento da 1,2 milioni di euro del Fondo Italiano per la Scienza (FIS) riporta in Università Cattolica Esmeralda Colombo, principal investigator del progetto Governing AI for Innovation and Energy Justice (G-AI-A). Dopo quasi dieci anni all'estero, Esmeralda Colombo torna nel suo Ateneo dove si è laureata come vincitrice del prestigioso FIS 3 - Starting Grant (€1.181.107,93), il primo assegnato a una Facoltà di Giurisprudenza della Cattolica nell'ambito della Procedura Competitiva per lo Sviluppo delle Attività di Ricerca Fondamentale, a valere sul Fondo Italiano per la Scienza 2024-2025 (Bando FIS 3), promosso dal Ministero dell'Università e della Ricerca.
Il progetto mira a trasformare l'Intelligenza artificiale da "divoratrice di risorse" a leva per una transizione energetica che rimetta al centro la dignità dell'uomo e del pianeta. La ricerca parte da una constatazione: dopo oltre tre decenni di politiche climatiche i sistemi energetici rappresentano ancora oltre tre quarti delle emissioni globali. In un'Europa colpita dall'ennesima crisi energetica, dove l'abbondanza di rinnovabili si scontra con mercati frammentati e incentivi smorzati, emerge una nuova variabile critica: l'Intelligenza Artificiale. Pur essendo il motore dell'innovazione, l'IA "fagocita" energia in modo spesso incontrollato, rischiando di aggravare l'impatto ambientale. È in questa faglia che si inserisce il progetto G-AI-A che, attraverso un modello di riforma articolato su principi regolatori internazionali, definisce obblighi e incentivi che elevino l'innovazione tecnologica da mero esperimento di mercato a pilastro di una transizione energetica e digitale equa e normata. «L'attuale diritto internazionale si dimostra incapace di governare l'IA nel settore energetico, limitandosi a una regolamentazione reattiva e frammentata che privilegia la dimensione economica di breve periodo a discapito dell'innovazione e della giustizia energetica», spiega Colombo. «G-AI-A intende superare questa paralisi istituzionale trasformando l'IA in un potente volano per le tecnologie pulite, capace di catalizzare gli animal spirits delle imprese cleantech verso obiettivi al contempo di efficienza e sostenibilità».
L'obiettivo è ambizioso e include anche la definizione di una Carta Globale per l'IA nei sistemi energetici. Il progetto, che durerà cinque anni, si avvarrà della collaborazione di un Advisory Board internazionale (Australian National University, OECD Observatory of Public Sector Innovation, Harvard University, Politecnico di Milano, Centre for Research on Risk and Crises École des Mines - ParisTech, Università di Bergen, Norvegia) e si confronterà direttamente con l'ecosistema dell'innovazione milanese, testando i propri modelli con imprese e un incubatore universitario deep-tech, specializzato nell'analisi e nel percorso di sviluppo e valorizzazione di tecnologie di frontiera derivanti dalla ricerca scientifica avanzata.
Il progetto G-AI-A sarà incardinato presso la Facoltà di Giurisprudenza della sede di Milano, dove la dottoressa Colombo afferirà all'Istituto di Studi internazionali. La sua candidatura al FIS è stata sviluppata sotto la supervisione del professor Gabriele Della Morte, ordinario di Diritto internazionale nella Facoltà di Giurisprudenza, e Principal Investigator del progetto di Ateneo "Funzioni pubbliche, controllo privato. Profili interdisciplinari sulla governance senza governo della società algoritmica". È stato proprio il forte livello interdisciplinare della ricerca condotta in Cattolica a orientare la scelta scientifica di Esmeralda Colombo. Alumna dell'Ateneo, il fil rouge della sua attuale attività si ritrova già nella tesi di laurea in diritto penale e politica criminale, che le ha offerto basi umanistiche feconde per gli studi che sta portando avanti. «In ogni innovazione o riforma proposta, il centro resta la dignità della persona umana e la cura del pianeta: una prospettiva necessaria per governare tecnologie che altrimenti rischiano di sfuggire al controllo normativo ed etico», dice la giovane ricercatrice.
Entrando nel merito del progetto, il cuore di G-AI-A sta nel superamento dell'approccio tecnocratico all'IA. Colombo mette in guardia contro il rischio di una "scotomizzazione della condizione umana", una sorta di "punto cieco" dove l'automazione oscura il giudizio politico e la partecipazione democratica, anche nelle recenti iniziative ONU. «L'intelligenza artificiale non deve essere il fine, ma il mezzo, la leva per l'innovazione e la giustizia energetica. Il paradosso attuale è che l'IA consuma energia in modo largamente non regolato. G-AI-A nasce proprio per indagare se e come l'innovazione digitale possa, invece, abilitare sistemi energetici che siano allo stesso tempo sostenibili e socialmente equi».
Come racconta Colombo, a chi contrappone innovazione e diritto, la risposta è sotto gli occhi di tutti: senza norme mirate, rischiamo di non fare ciò che sappiamo essere giusto, ossia scegliere l'energia pulita e sistemi industriali più efficienti grazie all'innovazione offerta dall'IA, e non in alternativa ad essa. «L'attuale instabilità geopolitica ed energetica, infatti, conferma l'urgenza di una sovranità che non sia solo approvvigionamento, ma resilienza regolatoria». G-AI-A svilupperà il primo framework globale per la progettazione e l'impiego dell'IA nei sistemi energetici, fondato su diritti digitali, indicatori di giustizia e standard di conformità per la cosiddetta «transizione gemella» (digitale e green).
Il progetto si avvale di uno Scientific Advisory Board transatlantico e inter-istituzionale, che include, tra gli altri: Anthea Roberts (Australian National University), per i modelli di governance dell'AI nel diritto internazionale e le proposte di riforma ispirate al paradigma Risk-Reward-Resilience; Piret Tõnurist (OECD - Observatory of Public Sector Innovation), per le politiche di ecosistema dell'innovazione AI in ambito energetico; Shannon Vallor (The University of Edinburgh), per lo sviluppo di valutazioni d'impatto etico-legale; Mathias Risse (Harvard University), per lo sviluppo di una Global Charter' for AI legal research in energy systems; Enrico Zio (Politecnico di Milano / École des Mines ParisTech - PSL), per use cases su sandbox regolative e testbed; Kjersti Fløttum (Università di Bergen, Ordre national du mérite), per lo sviluppo di narrative di policy a supporto dell'AI Literacy Hub che verrà lanciato nel corso del progetto per politiche partecipative dell'AI per l'energia pulita; Giuseppe Riva e Gabriele Della Morte (Università Cattolica del Sacro Cuore), per consulenza scientifica sui profili di impatto umano, sociale e regolatorio dell'AI, in termini, rispettivamente, di Psicologia Generale e Diritto Internazionale.