03/12/2026 | News release | Distributed by Public on 03/12/2026 03:01
Nave Fasan, Nel cuore del Mar Mediterraneo si è svolta Dynamic Manta 2026, la principale esercitazione antisommergibile della NATO, che dal 23 febbraio al 6 marzo ha riunito forze navali, subacquee e aeree di numerosi Paesi alleati in uno scenario operativo complesso e ad alto realismo. L'attività, conclusasi con successo dopo due settimane di intense manovre, ha rappresentato uno dei momenti centrali dell'addestramento marittimo dell'Alleanza, rafforzando la capacità collettiva di individuare, tracciare e contrastare minacce sottomarine in una delle aree più strategiche al mondo.
L'esercitazione si è svolta nel Mediterraneo centrale e ha coinvolto oltre 1.600 militari, sette navi di superficie, diversi sottomarini e 12 velivoli tra aerei da pattugliamento marittimo ed elicotteri. A partecipare sono stati undici Paesi della NATO: Canada, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. La presenza di assetti così diversificati ha consentito di simulare operazioni reali in un contesto "multidominio", integrando capacità aeree, di superficie e subacquee.
Obiettivo centrale di Dynamic Manta è migliorare l'interoperabilità tra le marine alleate e perfezionare le tecniche di guerra antisommergibile (ASW), una componente sempre più cruciale per la sicurezza marittima. Durante l'esercitazione i sottomarini partecipanti si sono alternati nel ruolo di "cacciatori" e di unità in evasione, mentre navi e velivoli hanno collaborato nella loro individuazione e tracciamento utilizzando sonar, sensori avanzati e sistemi di comunicazione tattica. Questo tipo di addestramento consente alle forze alleate di operare con procedure condivise e di coordinarsi efficacemente in scenari operativi complessi.
Il Mediterraneo rappresenta un ambiente particolarmente impegnativo per questo tipo di attività. La variabilità dei fondali, le condizioni acustiche e l'elevato traffico marittimo rendono infatti più difficile la localizzazione dei sottomarini. Proprio per queste caratteristiche il bacino mediterraneo è considerato uno scenario ideale per l'addestramento delle forze antisommergibile, capace di mettere alla prova tecnologie, tattiche e capacità decisionali degli equipaggi.
L'Italia ha svolto un ruolo di primo piano nell'esercitazione, grazie sia alla sua posizione geografica sia al contributo operativo della Marina Militare. Tra gli assetti impiegati figurano le fregate Virginio Fasan e Spartaco Schergat, la nave rifornitrice Vulcano e i sommergibili Pietro Venuti e Romeo Romei: unità che rappresentano alcune delle capacità più avanzate dell'Italia nel settore della guerra subacquea.
Nel corso dell'esercitazione, la fregata Virginio Fasan, al comando del capitano di fregata Simone Pitto e impiegata come nave ammiraglia dello Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2), ha svolto un ruolo centrale nel coordinamento delle operazioni, contribuendo in modo significativo alla piena integrazione tra le unità navali alleate.
Un ruolo chiave nell'esercitazione è stato infatti svolto proprio dallo Standing NATO Maritime Group Two (SNMG2), uno dei gruppi navali permanenti dell'Alleanza attivo nel Mediterraneo. Il gruppo ha garantito il comando e controllo delle operazioni e l'integrazione tra le diverse componenti coinvolte, assicurando il coordinamento tra unità di superficie, sottomarini e assetti aerei multinazionali.
Alla guida dello SNMG2 c'è il contrammiraglio italiano Cristian Nardone, che ha sottolineato il valore strategico dell'attività: "Dynamic Manta rappresenta una dimostrazione concreta dell'unità e della determinazione della NATO. Operare insieme in un ambiente marittimo impegnativo consente infatti di rafforzare la fiducia reciproca tra gli alleati e di perfezionare le capacità di combattimento, riaffermando l'impegno collettivo nella difesa dell'Alleanza."
L'esercitazione è stata coordinata dal Comando Sottomarini della NATO (COMSUBNATO) sotto la supervisione del Comando Marittimo Alleato (MARCOM), struttura responsabile della pianificazione e della conduzione delle operazioni marittime dell'Alleanza. Il MARCOM rappresenta il punto di riferimento strategico per la difesa navale della NATO e garantisce che le forze alleate possano operare in modo integrato ed efficace.
Tra le novità più rilevanti di questa edizione spicca l'integrazione di una Unità di Superficie Senza Equipaggio (USV). L'impiego di sistemi autonomi dimostra l'attenzione crescente della NATO verso le tecnologie emergenti, capaci di ampliare le capacità di sorveglianza e raccolta dati senza esporre direttamente il personale a rischi operativi. Queste innovazioni si inseriscono in una strategia più ampia di adattamento alle nuove sfide della sicurezza marittima, che includono minacce ibride e attività sottomarine sempre più sofisticate.
Secondo il contrammiraglio statunitense Bret Grabbe, comandante dei sottomarini della NATO, esercitazioni come Dynamic Manta sono fondamentali per sviluppare una capacità avanzata di contrasto alle minacce subacquee. La guerra antisommergibile, ha ricordato, richiede infatti l'impiego coordinato di diversi mezzi - aerei da pattugliamento marittimo, navi dotate di sonar e sottomarini - che devono operare come un'unica squadra.
Oltre all'aspetto tecnico-operativo, Dynamic Manta assume anche un chiaro significato strategico. La presenza costante delle forze alleate nel Mediterraneo rappresenta infatti un elemento di deterrenza e un segnale di rassicurazione per i Paesi membri, in un contesto internazionale caratterizzato da nuove tensioni e rischi emergenti.
Come ha evidenziato il contrammiraglio Francesco Milazzo, comandante dei sommergibili italiani, la dimensione subacquea è sempre più centrale per la sicurezza del mare. Pur essendo ancora in gran parte inesplorata, essa è cruciale per tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, sia per la protezione delle rotte commerciali sia per la tutela delle infrastrutture sottomarine.
Con la conclusione di Dynamic Manta 2026, la NATO ha quindi confermato l'elevato livello di prontezza operativa delle proprie forze marittime. Nel cuore del Mediterraneo, l'esercitazione ha dimostrato come cooperazione, tecnologia e addestramento congiunto restino elementi fondamentali per garantire la sicurezza delle acque e la stabilità di una regione strategica per l'intero sistema euro-atlantico.