Council of Europe

03/25/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/26/2026 04:15

Nonostante i notevoli progressi nell’attuazione delle decisioni della Corte europea dei diritti dell’uomo, persistono diverse sfide

Molti paesi hanno compiuto progressi significativi nell'attuazione delle sentenze e delle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2025, ma persistono diverse sfide, secondo l'ultimo rapporto annuale del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa.

Il rapporto indica che il Comitato dei Ministri, incaricato di supervisionare l'esecuzione delle sentenze della Corte da parte degli Stati membri, ha chiuso un totale di 949 casi nel corso dell'anno, rispetto agli 894 casi del 2024 (un aumento del 6,2%).

Progressi in tutta Europa

Il Comitato dei Ministri ha chiuso nello specifico 194 casi principali, che spesso richiedono l'adozione di nuove leggi o pratiche per evitare che violazioni simili si ripetano, rispetto ai 161 casi principali dell'anno precedente (un aumento del 20%). I casi principali chiusi riguardavano 37 dei 46 Stati membri del Consiglio d'Europa, dimostrando progressi in tutto il continente.

"Nel 2025, il Comitato ha chiuso quasi 1.000 casi, tra cui quasi 200 casi principali che hanno portato a cambiamenti globali positivi negli Stati membri. Queste cifre non sono solo statistiche: dimostrano che è stata fatta giustizia e sono un forte segnale della vitalità e delle pertinenza di questo sistema", ha spiegato il Direttore generale per i diritti umani e lo Stato di diritto del Consiglio d'Europa, Gianluca Esposito.

Ucraina e Romania in primo piano

Il rapporto sottolinea in modo specifico gli sviluppi positivi registrati in Ucraina, che hanno consentito di chiudere 97 casi, tra cui 11 casi principali, nel 2025, nonostante le difficili circostanze causate dalla guerra di aggressione in corso condotta dalla Russia.

Secondo il rapporto, la Romania ha registrato la più importante riduzione del numero totale di casi pendenti e del numero di casi principali in attesa di un'esecuzione completa nel corso dell'anno (rispettivamente -124 e -27). L'Austria, l'Estonia, la Francia, la Germania e la Lituania hanno altresì registrato significative riduzioni del numero di casi principali pendenti.

Importanti sfide da affrontare

Al tempo stesso, persistono importanti sfide associate all'attuazione delle sentenze. Tra queste figurano la complessità dei nuovi casi, il continuo aumento del numero di casi principali pendenti e il fatto che oltre 500 casi principali sono pendenti da oltre cinque anni.

Alla luce della crescente complessità dei casi pendenti, il rapporto sottolinea quanto sia strategicamente importante che gli Stati rafforzino ulteriormente la loro capacità nazionale di esecuzione delle sentenze della Corte, evidenziando l'esempio positivo della Romania.

Il rapporto sottolinea inoltre come importante ostacolo sistemico la continua mancanza di partecipazione e comunicazione di informazioni da parte della Federazione russa. La Russia è stata esclusa dal Consiglio d'Europa nel 2022, ma resta giuridicamente obbligata ad attuare le decisioni della Corte che la riguardano.

Il Rapporto annuale 2025 sulla supervisione dell'esecuzione delle sentenze e delle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo contiene panoramiche paese per paese con informazioni sui nuovi casi, su quelli pendenti e su quelli chiusi per tutti i 46 Stati membri del Consiglio d'Europa, oltre a una panoramica dei principali sviluppi registrati durante l'anno

Impatto della Convenzione europea dei diritti dell'uomo

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Video: come il Consiglio d'Europa supervisiona l'esecuzione delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo

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