05/11/2026 | News release | Archived content
La 97a Adunata nazionale degli Alpini - che si è svolta a Genova dall'8 al 10 maggio - non ha mancato di rendere omaggio con affetto e riconoscenza all'amato cappellano don Carlo Gnocchi. Il beato don Carlo è stato ricordato anzitutto il 9 maggio dall'arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca, nel corso della Messa in suffragio ai Caduti di tutte le guerre, che ha presieduto nella Cattedrale di San Lorenzo, alla presenza di numerosi cappellani militari, autorità e moltissimi alpini e che è stata concelebrata da don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione Don Gnocchi.
Non sono mancati, nel corso della sfilata di domenica 10 maggio, tradizionale e suggestivo momento clou della manifestazione, con decine di migliaia di alpini in corteo alla presenza delle massime autorità civili e militari del Paese, i consueti segni a testimonianza del legame degli alpini con l'indimenticato cappellano don Gnocchi e con la sua "baracca". Su tutti, un grande striscione (nella foto sotto) che è stato fatto sfilare per le vie di Genova dalle penne nere della sezione di Parma, una delle sedi storiche della Fondazione.
Ma uno dei momenti più importanti dell'adunata si è svolto proprio il 9 maggio nella sala del Maggior Consiglio al palazzo Ducale, (nelle foto sotto) con il saluto della sindaca di Genova, Silvia Salis, del presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e del presidente nazionale Ana, Sebastiano Favero, a tutte le autorità, al Consiglio direttivo nazionale, ai presidenti di Sezione e agli ospiti, tra cui don Vincenzo Barbante, presidente della Fondazione Don Gnocchi. Presenti anche Stefano Pansini, presidente della sezione Ana di Genova, il generale Alberto Vezzoli, comandante delle Truppe Alpine, e il generale Franco Federici, consigliere militare del presidente del Consiglio.
L'affetto dell'Associazione nazionale alpini nell'occasione si è tradotto anche concreta generosità, visto che l'Ana ha confermato l'annuale borsa di studio di 24 mila euro - istituita dal 2011, in memoria di don Carlo - che sarà assegnata ad uno o più ricercatori della "Don Gnocchi" per studi di specializzazione in ambito medico e della ricerca scientifica. La borsa di studio è stata ritirata dal presidente don Vincenzo Barbante (nella prima foto), nel corso della cerimonia del 9 maggio a palazzo Ducale.
«Il nostro impegno - ha sottolineato nell'occasione il presidente don Vincenzo Barbante - è anzitutto quello di metterci al servizio degli altri, in particolare dei più deboli. E' questo uno degli aspetti che più ci lega amichevolmente all'Associazione nazionale alpini, che ringraziamo ancora una volta per la generosità . Grazie perché ci aiutate nella ricerca scientifica: questo contributo servirà a promuovere l'attività di quattro giovani impegnati su fronte alla ricerca. La Fondazione è presente oggi in 57 luoghi, operando in un contesto certamente di grande impegno e fatica, perché l'ambito dell'assistenza e della sanità deve affrontare grandissime sfide, ma ancora una volta cerchiamo di affiancare alla competenza, all'impegno e all'assistenza concreta anche il fondamentale aspetto della ricerca scientifica».
Il presidente ha inoltre ricordato che la Fondazione è presente anche in Liguria, con un Centro nella città di La Spezia: «In tempi recenti, proprio in quella struttura, abbiamo avuto modo di riabilitare con successo un paziente particolare, Paolo Sarullo, un ragazzo ligure che è stato vittima di violenza, che è stato in una situazione di coma e ha vissuto all'interno della nostra realtà un percorso di recupero che l'ha portato dall'essere in condizioni disperate, a poter tornare a parlare e a essere pienamente cosciente. E' un segno questo di come attraverso l'impegno e la costanza si possano ottenere grandissimi risultati. Più in generale, il nostro impegno a favore della fragilità si manifesta ogni giorno con il lavoro nelle strutture e siamo inoltre impegnati anche con nuove iniziative: abbiamo infatti in programma la costruzione di un nuovo Centro a Jesi, nelle Marche, e sul fronte internazionale abbiamo recentemente una nuova iniziativa di solidarietà in Togo».
In conclusione, il presidente nazionale dell'Ana, Sebastiano Favero, ha ringraziato tutti i presenti, le autorità e le realtà beneficiarie dei contributi: «Devo ammettere che prima di venire a Genova avevo qualche preoccupazione. Ma questa è svanita in poche ore grazie all'abbraccio collettivo che la città ci ha riservato. Questo è il segreto degli alpini: essere amati perché capaci sempre di condividere e di lavorare a favore di chiunque, lo ricordo, sempre in maniera assolutamente gratuita. Siamo qui per onorare il nostro Paese e per ringraziare la terra ligure».