06/03/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/03/2026 08:56
(Arv) Venezia, 3 giugno 2026
"È bene chiarire ai cittadini un aspetto fondamentale: l'eventuale chiusura del Punto nascita di Castelfranco Veneto non nasce da una scelta del Governo Meloni, né della Giunta regionale guidata da Alberto Stefani. Si tratta, invece, dell'applicazione di una normativa nazionale introdotta dall'allora Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, durante il Governo Renzi, che ha fissato precisi standard minimi per il mantenimento dei punti nascita sul territorio". A dichiararlo è Claudio Borgia, capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale del Veneto.
"Il dibattito di queste ore - puntualizza il capogruppo - rischia dunque di essere condizionato da ricostruzioni che omettono il contesto normativo che ha portato il Ministero della Salute a contestare alla Regione del Veneto la permanenza dei Punti nascita sotto la soglia dei 500 parti annui. Parliamo di una stagione politica nel corso della quale il principio dominante era quello della razionalizzazione della spesa sanitaria. Il disegno avviato dal Governo Monti, e proseguito dal Governo Renzi, prevedeva infatti la progressiva concentrazione delle prestazioni nei grandi ospedali riducendo i presìdi considerati meno sostenibili. Le regole che oggi vengono richiamate dal Ministero sono quindi figlie di quella impostazione. Inoltre, c'è una contraddizione nelle critiche rivolte in queste ore al centrodestra: fa sorridere che oggi, ad attaccare il centrodestra, siano esponenti politici e civici che si collocano nella stessa area che allora sosteneva quelle scelte. Tra l'altro, il caso vuole che il Ministro Lorenzin, che firmò quelle disposizioni normative in materia di salute, abbia successivamente condiviso un percorso politico con il centrosinistra. Anche lei, prima, era una "civica" alleata della sinistra. Chi oggi punta il dito contro Regione e Governo dovrebbe dunque spiegare ai cittadini chi ha scritto le regole che oggi vengono applicate".
Per Borgia, tuttavia, il confronto "non può limitarsi alle decisioni assunte oltre dieci anni fa, ma deve guardare anche all'evoluzione delle politiche sanitarie nazionali degli ultimi anni. Con il Governo Meloni, e con il ministro Orazio Schillaci, è stato invertito il paradigma che aveva caratterizzato la sanità italiana per molti anni. Oggi non si ragiona più soltanto in termini di tagli e concentrazione dei servizi, ma si investe sulla sanità territoriale e sulla prossimità delle cure. Difatti, noi crediamo che i cittadini debbano trovare risposte vicino a casa e non essere costretti a rivolgersi esclusivamente ai grandi poli ospedalieri. In quest'ottica, intendo richiamare gli investimenti che la Regione del Veneto sta realizzando proprio sul territorio castellano: la realizzazione delle nuove Case di Comunità rappresenta la dimostrazione effettiva di questo cambio di approccio. Ad esempio, proprio a Castelfranco Veneto sorgerà la più grande Casa di Comunità della provincia di Treviso, un'infrastruttura sanitaria che rafforzerà i servizi territoriali per offrire nuove opportunità di assistenza ai cittadini".
"La salute dei cittadini - conclude Borgia - merita serietà e onestà intellettuale. Si possono avere opinioni diverse sulle scelte compiute negli anni, ma non si può riscrivere la storia. Le norme che oggi producono questi effetti sono state volute da Governi tecnici e di centrosinistra. Il centrodestra, al contrario, sta lavorando per rafforzare la presenza della sanità sul territorio e per garantire servizi sempre più vicini alle persone".