07/07/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/07/2026 10:43
(Arv) Venezia, 7 luglio 2026
Le consigliere regionali del Partito Democratico, Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo, sono intervenute oggi, nell'aula del Consiglio regionale del Veneto, nel corso del dibattito riguardante la risoluzione da loro sottoscritta per chiedere la tutela del principio del consenso libero e attuale nella disciplina del reato di violenza sessuale.
Luisetto ha evidenziato che "le parole di una legge non sono mai neutrali: dicono quali valori uno Stato tutela. Definire il consenso come libero, specifico e attuale significa affermare l'autodeterminazione della persona. Oggi diciamo che solo sì è sì. Sancire con chiarezza che una relazione sessuale richiede questo tipo di consenso, significa affermare un modello di relazioni fondato sul rispetto reciproco e sulla libertà. Significa dire alle ragazze e ai ragazzi che il rispetto dell'altra persona viene prima di qualsiasi presunzione, di qualsiasi abitudine, di qualsiasi stereotipo. Il consenso non è silenzio: la legge, quando lo scrive con chiarezza, orienta anche la cultura".
"I dati Istat sono drammatici: più di una donna su tre in Italia ha subìto violenza fisica o sessuale nel corso della vita - ha ricordato Bigon - e solo una minima parte denuncia. Davanti al terrore la reazione più comune è la paralisi, e l'assenza di un No non può mai essere interpretata come un Sì. Sostituire il consenso libero con la volontà contraria al dissenso significherebbe scaricare sulla vittima l'onere di provare di aver detto no, mentre Svezia, Spagna, Germania e Francia hanno già adeguato le loro leggi alla Convenzione di Istanbul".
"Vent'anni di giurisprudenza hanno già consolidato il principio del consenso - ha aggiunto Sambo - ma su questo tema la società è ancora indietro rispetto al Parlamento. Il patto bipartisan che alla Camera aveva blindato il consenso libero è stato rotto ed è un fatto grave. Chiediamo di spostare l'attenzione dalla vittima al carnefice: non più la prova del dissenso, ma la certezza del consenso. Con questa risoluzione chiediamo che il Veneto si faccia parte attiva perché il Parlamento non tradisca l'evoluzione culturale di questi anni".