WWF Italia Onlus

10/29/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/29/2026 09:01

Rapporto Luiss-WWF: lo Stretto di Sicilia al centro del futuro del Mediterraneo

Lo Stretto di Sicilia si conferma uno dei luoghi più strategici del Mediterraneo, non solo per la sua straordinaria biodiversità ma anche per il suo ruolo nelle dinamiche economiche, energetiche e geopolitiche della regione. È il messaggio emerso dall'evento "Mediterraneo Mare Protetto", organizzato ieri dal WWF Italia e WWF Mediterraneo al MAXXI di Roma nell'ambito di "Rivoluzione Naturale", la mostra che ripercorre sessant'anni di campagne dell'Associazione, visitabile gratuitamente fino all'8 novembre, durante il quale sono stati presentati il rapporto "Protezione Ambientale e Interesse Nazionale. Il Canale di Sicilia come risorsa strategica per l'Italia e il Mediterraneo", realizzato dal Centro di Ricerca in Studi Internazionali e Strategici (CISS) dell'Università LUISS Guido Carli con il supporto di WWF Mediterranean Marine Initiative, e la designazione da parte di Mission Blue del nuovo Hope Spot " Canale di Sicilia e Plateau Tunisino".

Le parole di Sylvia Earle

Come ha sottolineato la scienziata Sylvia Earle, fondatrice di Mission Blue e oceanografa di fama mondiale ospite dell'evento, "L'oceano non riconosce i confini che tracciamo sulle mappe. Il Canale di Sicilia e il Plateau Tunisino rappresentano un unico sistema interconnesso, fondamentale per la salute del Mediterraneo. Questo nuovo Hope Spot conferisce un riconoscimento internazionale a uno degli ecosistemi marini più importanti della regione e richiama la necessità di rafforzare la cooperazione tra i Paesi che condividono questo mare".

Con una superficie di oltre 114.000 km², il nuovo Hope Spot comprende una straordinaria varietà di habitat marini. Importanti processi oceanografici, tra cui le correnti ascensionali ricche di nutrienti, sostengono praterie di Posidonia oceanica, habitat a coralligeno, fondali a maërl ed ecosistemi corallini di acque profonde. Questi ambienti costituiscono habitat essenziali per numerose specie marine, tra cui balenottere comuni, capodogli, delfini, tartarughe marine, tonni rossi e uccelli marini. Il Canale di di Sicilia riveste inoltre un'importanza cruciale per la conservazione di squali e razze, ospitando 32 specie di elasmobranchi.

L'importanza geopolitica

Oltre al suo valore ecologico, il Canale di Sicilia riveste un'importanza crescente sotto il profilo economico, energetico e geopolitico. Il rapporto LUISS-WWF evidenzia come quest'area rappresenti oggi uno spazio strategico in cui convergono tutela della biodiversità, pesca, trasporti marittimi, sicurezza energetica, relazioni tra Europa e Nord Africa e sviluppo delle comunità costiere. La protezione degli ecosistemi marini emerge quindi non soltanto come una priorità ambientale, ma anche come un investimento nella stabilità, nella sicurezza e nella prosperità della regione.

"Un'opportunità unica di cooperazione"

"Il Canale di Sicilia rappresenta un'opportunità unica di cooperazione tra i Paesi che condividono questo mare. Il riconoscimento come Hope Spot rafforza questa prospettiva e ci offre l'occasione di consolidare un percorso comune verso l'istituzione di un'Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (ASPIM), coinvolgendo governi, comunità scientifica, pescatori e comunità costiere" ha dichiarato Giuseppe Di Carlo, Direttore della WWF Mediterranean Marine Initiative.

"Nel Canale di Sicilia ambiente, energia, sicurezza e rapporti con la sponda sud si toccano. Un'area protetta condivisa permette all'Italia di tenerli insieme con uno strumento di cooperazione. La base giuridica c'è e il momento politico è favorevole", ha dichiarato Raffaele Marchetti, direttore del Luiss CISS.

Il riconoscimento come Hope Spot non introduce nuove normative o misure di protezione giuridicamente vincolanti. Offre invece una piattaforma internazionale per aumentare la visibilità dell'area, rafforzare la cooperazione tra i diversi attori coinvolti e costruire consenso attorno a una visione comune per il futuro dello Stretto di Sicilia.

"Per il WWF la blue economy del futuro non consiste nello sfruttare di più il mare, ma ottenere più valore mantenendo il mare in salute. Le esperienze dell'Area Marina Protetta di Torre Guaceto, dove la tutela ha prodotto benefici concreti per la pesca, del turismo subacqueo basato sulla ricchezza della biodiversità e del valore economico generato dagli ecosistemi della Posidonia oceanica dimostrano che la protezione della natura non è un freno allo sviluppo: è uno dei migliori investimenti che possiamo fare per garantire benessere, occupazione e resilienza economica alle comunità del Mediterraneo nel lungo periodo", dichiara Giulia Prato, responsabile Mare WWF Italia.

La designazione come Hope Spot rafforza le conclusioni del rapporto LUISS-WWF, che individua nel Canale di Sicilia un'area strategica in cui tutela ambientale, interesse nazionale e cooperazione regionale possono procedere insieme.

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