Marina Militare Italiana

09/22/2026 | News release | Distributed by Public on 09/22/2026 07:09

Corso Ordinario Palombari 2026: dodici mesi di attività formative (Statistics)

Tra le attività il corso di apnea e respirazione, un percorso tra esercizio e consapevolezza

22 settembre 2026 Mattia Sturniolo

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​Nel percorso formativo degli allievi dei Corso Ordinario Palombari, i primi mesi rappresentano una fase particolarmente delicata. È il momento in cui ciascun frequentatore è chiamato ad affrontare un progressivo aumento delle difficoltà, confrontandosi non soltanto con le esigenze fisiche e tecniche dell'addestramento, ma anche con la necessità di sviluppare quelle capacità mentali che saranno fondamentali per affrontare le fasi successive del corso.

È in questo contesto che si inserisce il corso di apnea e respirazione, della durata di tre giorni, svolto presso la piscina Y-40 di Montegrotto Terme (Padova), profonda 42,5 metri e sotto la guida dell'apneista, ricercatore e formatore di fama mondiale Mike Maric. Un'attività apparentemente concentrata sulla capacità di trattenere il respiro, ma che, per gli allievi, assume un significato molto più ampio. L'obiettivo del corso, infatti, non è soltanto quello di incrementare progressivamente i tempi di apnea. Attraverso esercizi specifici di respirazione, tecniche di rilassamento e attività finalizzate al controllo delle proprie reazioni, gli allievi vengono accompagnati in un percorso volto a sviluppare la consapevolezza del proprio corpo e, soprattutto, la capacità di gestire la pressione psicologica.

L'apnea porta inevitabilmente ciascun individuo a confrontarsi con una sensazione di disagio crescente. Quando il tempo trascorre e la necessità di respirare aumenta, il corpo invia segnali sempre più insistenti, mentre la mente deve imparare a mantenere il controllo e a non reagire impulsivamente. È proprio in questa fase che l'esercizio assume il proprio valore formativo: imparare a riconoscere la fatica, accettarla e continuare a mantenere lucidità e controllo.

Per un allievo palombaro, la capacità di gestire questo tipo di pressione rappresenta una componente fondamentale del percorso. Il corso ordinario richiede infatti un impegno costante e prolungato, nel quale le difficoltà fisiche si sommano alla necessità di assimilare numerose nozioni tecniche e di mantenere elevati livelli di concentrazione. A fronte di questo accumulo di stress, la componente psicologica assume inevitabilmente un valore fondamentale, e sarà proprio la sfida maggiore che i frequentatori dovranno affrontare. La resilienza mentale diventa quindi una qualità indispensabile. Non significa semplicemente essere in grado di sopportare la fatica, ma sviluppare la capacità di continuare a operare in maniera efficace anche quando le condizioni diventano difficili, quando la stanchezza aumenta e quando la mente suggerisce di interrompere lo sforzo.

La respirazione assume, in questo processo, un ruolo centrale. Imparare a controllarla significa infatti imparare a controllare anche la propria risposta allo stress. Attraverso una respirazione consapevole e tecniche specifiche, l'allievo acquisisce strumenti che potranno essere utilizzati anche al di fuori dell'attività di apnea, ogni volta che sarà necessario mantenere lucidità e concentrazione in situazioni caratterizzate da pressione e fatica. La scelta di collocare questo tipo di attività nei primi mesi del corso non è quindi casuale. Prima ancora di affrontare le fasi più avanzate dell'addestramento, gli allievi devono iniziare a costruire quella solidità mentale indispensabile per affrontare le successive fasi. Il corso di apnea rappresenta, in questo senso, uno dei primi momenti nei quali il frequentatore viene chiamato a comprendere quanto la mente possa influenzare la capacità di affrontare e superare una difficoltà. Al termine dell'attività, ciò che rimane non è soltanto il miglioramento delle prestazioni individuali o l'aumento dei tempi di apnea. Rimane soprattutto una maggiore consapevolezza dei propri limiti e di come imparare ad autogestirsi. Gli allievi portano con sé un'esperienza destinata a essere applicata nei mesi successivi, quando le prove diventeranno progressivamente più impegnative e la capacità di resistere alla pressione assumerà un ruolo sempre maggiore.

Per gli allievi palombari, quei tre giorni rappresentano quindi molto più di una parentesi dedicata all'apnea. Sono una prima occasione per imparare che, in un percorso nel quale il corpo viene costantemente messo alla prova, la vera capacità di resistere nasce dall'equilibrio tra corpo e mente. Imparare a controllare il respiro, in questo caso, significa soprattutto imparare a mantenere il controllo quando respirare diventa la cosa che si desidera di più.


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