WWF Italia Onlus

05/03/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/03/2026 02:19

Grave incendio al Monte Faeta in Toscana

Evacuate migliaia di persone fra le provincie di Lucca e Pisa e danni ingenti alla biodiversità

La previsione di qualche giorno fa, che i forti venti avrebbero fatto rapidamente propagare le fiamme, si è purtroppo avverata. E ciò che fa ancora più rabbia è sapere che i primi interventi sono avvenuti solo dopo alcune ore le prime allerte dei cittadini, e che anche questa volta come per tanti altri incendi boschivi le fiamme hanno causa antropica. Alcuni dicono piromane, altri un rogo in proprietà privata poi sfuggito al controllo. Poco cambia, il risultato è un intero versante del Monte Faeta, tra le province di Lucca e Pisa, ridotto completamente in cenere.

Decine di migliaia di alberi colpiti dalle fiamme

Le prime stime parlerebbero di oltre 500 ettari, ovvero decine di migliaia di alberi diventati fumo, e chissà quante centinaia di animali che hanno perso la propria casa e probabilmente anche la vita. I danni ambientali sono ingenti, così come quelli sociali (migliaia le persone evacuate dalle proprie case) ed economici. Serviranno anni per ripristinare i danni, e il costo sarà enormemente superiore di quello che avrebbe avuto una opportuna prevenzione.

Questo incendio infatti, come tutti d'altronde, andava spento anni fa attraverso opportuna gestione del territorio e sensibilizzazione della popolazione che lo vive. È impensabile, infatti, perdere l'ennesimo bosco per una pratica imprudente, per un bosco caratterizzato da una specie altamente infiammabile e introdotto dall'uomo, e per responsabilità frammentate che hanno probabilmente fatto tardare l'intervento.

WWF: "Necessario investire di più nella prevenzione"

Il lavoro di centinaia di volontari della Protezione Civile, di operatori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco - e addirittura sembrerebbe dell'esercito - e di quattro Canadair non è bastato per contenere il rogo. Come da tempo noto, anche a causa di condizioni di estrema siccità e vento favorevole, gli incendi boschivi sono ormai spesso indomabili. Eventi come quello del Monte Faeta riportano quindi con forza al centro dell'attenzione il tema della prevenzione su cui da tempo il WWF chiede a tutti di concentrarsi. Comportamenti umani imprudenti o colposi quali abbruciamenti non controllati possono trasformarsi in pochi minuti in emergenze devastanti; per questo motivo è indispensabile rafforzare le attività di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, promuovendo una cultura della responsabilità.

Proprio pochi giorni fa il Global Forest Watch ha evidenziato come, seppur la perdita di foreste tropicali globali sia calata nel 2025, è in aumento quella persa a causa degli incendi. Lo stresso trend si sta osservando nei Paesi del Mediterraneo, dove la durata della stagione ad alto rischio incendi e la percentuale di territorio interessato da condizioni "molto elevate" o "estreme" sta aumentando in modo sostanziale.

"Sta a noi scegliere se agire tempestivamente e in modo coordinato per prevenire queste emergenze, creando paesaggi e comunità più resilienti, o se perdere altri migliaia di Monti Faeta nei prossimi anni", afferma Edoardo Nevola, coordinatore del gruppo di lavoro internazionale del WWF sugli incendi boschivi.

WWF Italia Onlus published this content on May 03, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on May 03, 2026 at 08:19 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]