05/07/2026 | News release | Distributed by Public on 05/07/2026 06:31
Quando gli aiuti scompaiono, scompare anche l'infanzia è il nuovo rapporto di Save the Children che rivela come il crollo dei finanziamenti internazionali per gli aiuti alla Somalia nel 2025 potrebbe presto portare a conseguenze catastrofiche per i bambini. Un Paese, la Somalia, già segnato da ripetute crisi - come la carestia del 2011, i conflitti e le epidemie -, che oggi si trova ad affrontare una siccità sempre più grave, con la fame e i bisogni umanitari in forte aumento.
«All'inizio del 2025 - si legge nel sito dell'organizzazione -, le proiezioni stimavano che 3,4 milioni di persone si trovassero ad affrontare un'insicurezza alimentare di livello critico. Un anno dopo, questa cifra è quasi raddoppiata, con una proiezione di 6,5 milioni di persone, un aumento direttamente correlato ai massicci tagli ai finanziamenti internazionali e alle scarse piogge tra ottobre e dicembre 2025. Inoltre, nel 2024 il Piano di risposta umanitaria della Somalia era finanziato al 57,7%, una percentuale ancora inferiore al fabbisogno complessivo, sufficiente a sostenere i programmi essenziali. Nel 2025 la copertura è scesa al 28,8%. Ora, nell'aprile 2026, solo circa il 15% del piano di risposta è finanziato, il livello più basso mai registrato in questo periodo dell'anno».
Questa situazione ha portato alla chiusura di oltre 300 centri nutrizionali in tutto il Paese, fondamentali per combattere la fame e la malnutrizione infantile, e al significativo ridimensionamento dei programmi di prevenzione.
Ciononostante le famiglie hanno dimostrato una straordinaria resilienza, condividendo le risorse, improvvisando per soddisfare i bisogni primari e sostenendosi reciprocamente, anche quando gli aiuti sono arrivati in ritardo, sono stati insufficienti o del tutto assenti.
Di fronte a una crisi così profonda Save the Children chiede un aumento urgente dei finanziamenti umanitari per rispondere ai bisogni di oltre 6,5 milioni di persone: «è fondamentale rafforzare i programmi di nutrizione e salute, sostenere l'istruzione e garantire che gli aiuti raggiungano le comunità più colpite».
Si può consultare il rapporto, in inglese, sul sito dell'organizzazione.
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