03/06/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/06/2026 06:33
Un ospite di rilievo internazionale - Ospite e relatore dell'evento è stato Miguel Benasayag, filosofo e psicoanalista di origine argentina, oggi attivo in Francia, noto per le sue analisi critiche sul rapporto tra società contemporanea, sofferenza, tecnicizzazione della vita e costruzione di legami. Benasayag è autore di numerosi saggi tradotti anche in Italia. Tra i testi più conosciuti figurano "L'epoca delle passioni tristi" (con Gérard Schmit), che ha contribuito a renderlo un punto di riferimento nel dibattito sul malessere contemporaneo, e "Elogio del conflitto" (con Angélique del Rey), oltre a opere che interrogano direttamente le trasformazioni del vivere e del curare, come "La salute a ogni costo. Medicina e biopotere" e "Funzionare o esistere?".
La scelta di Benasayag, che ha dialogato con il dottor Paolo Vacondio, responsabile della Rete Locale di Cure Palliative della Provincia di Modena, si lega direttamente al tema emerso con forza durante l'incontro: la distanza tra l'esperienza delle cure palliative - dove si incontra la vulnerabilità "senza scorciatoie" - e un contesto socio-culturale che tende a rifugiarsi nell'imperativo della performance, con poca accoglienza per debolezza, fragilità e diversità.
In questo scenario, la cura palliativa diventa anche un presidio culturale oltre che clinico: un luogo in cui la persona non viene ridotta alla prestazione o all'efficienza, ma riconosciuta nella sua storia, nei suoi legami e nei suoi bisogni complessivi. È la stessa "mission professionale" richiamata nel percorso formativo: creare condizioni che aiutino paziente e familiari a dare senso all'esperienza della malattia e del fine vita.