08/26/2026 | Press release | Distributed by Public on 08/26/2026 03:43
È scomparso domenica 23 agosto Fabrizio Plessi, protagonista dell'arte contemporanea, nato a Reggio Emilia nel 1940. Artista poliedrico e grande sperimentatore delle possibilità offerte dalla tecnologia all'arte, Plessi ha progressivamente trasformato, nel corso della sua attività, il video e i suoi supporti in materia delle sue installazioni, dando forma a un linguaggio e a una poetica del tutto personali, di cui Reggio Emilia custodisce traccia.
"Di Fabrizio Plessi si dice, in queste ore e molto giustamente, che è stato un artista 'visionario'. Le città hanno bisogno di artisti visionari perché hanno bisogno di futuro e di essere spinte a immaginare ciò che ancora non esiste - così commenta l'assessore alla Cultura Marco Mietto la recente scomparsa dell'artista - Fabrizio Plessi ha dato a Reggio Emilia e al mondo immagini di un nostro possibile e imminente futuro, facendo degli elementi primordiali - acqua, fuoco...- materia di ricerca tecnologica, videoarte e grandi installazioni. Ha assunto la natura in una lingua nuova, sospesa fra memoria, tecnologia e immaginazione. Esattamente di questo abbiamo urgenza"
Reggio Emilia ha dedicato a Plessi una grande mostra nel marzo del 1990, articolata in tre sedi: Cavallerizza, ex Foro Boario e Palazzo dei Musei. In quell'occasione, Plessi ha donato ai Musei civici di Reggio Emilia "L'Armadio dell'arte": una grande struttura metallica contenente materiali reali e "virtuali" (video), appartenente alla serie "Armadi della memoria", che Omar Calabrese ha definito «le variabili (…) di una sola Grande Opera, la carriera dell'artista».
"L'Armadio dell'arte ci appare oggi come il testamento che l'artista ha lasciato alla sua città natale: una riflessione che, tra tradizione, memoria personale e "inconscio tecnologico", è testimonianza della sua ricerca e della sua eredità - sottolinea Alessandro Gazzotti, responsabile delle collezioni artistiche dei musei cittadini - I Musei civici intendono continuare a custodirla e valorizzarla, individuando le modalità più appropriate per renderla nuovamente fruibile al pubblico".
A partire dagli anni Settanta Plessi ha esposto i suoi lavori nelle più importanti sedi internazionali, dalla Biennale di Venezia al Centre Pompidou, fino a Documenta a Kassel. La sua ricerca si è rivolta anche alla scenografia: tra le numerose realizzazioni si ricordano quelle per Aterballetto e per il concerto di Luciano Pavarotti a Central Park.
Ultimo aggiornamento: 26-08-2026, 09:46