06/17/2026 | News release | Distributed by Public on 06/17/2026 03:30
Quale contributo può offrire l'eolico offshore non solo alla transizione energetica, ma anche allo sviluppo industriale e alla competitività dell'Italia? A questa domanda risponde lo studio indipendente Il ruolo strategico dell'eolico offshore nella competitività del Paese. Sviluppo industriale, sicurezza energetica e politica economica, realizzato da Politecnico di Torino, Intesa Sanpaolo, Politecnico di Bari, Prometeia e OWEMES e presentato il 10 giugno a Roma, presso la Sala Capranichetta dell'Hotel Nazionale, nell'ambito del IV Convegno Nazionale dell'Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (AERO).
Nato su iniziativa di AERO, lo studio si propone di fornire una base quantitativa e tracciabile al dibattito pubblico e istituzionale sullo sviluppo dell'eolico offshore in Italia, analizzandone le potenziali ricadute economiche, occupazionali ed energetiche. Il lavoro è stato presentato da Enrico Giglio, ricercatore del Politecnico presso il Marine Offshore Renewable Energy Lab e l'Energy Center, insieme ad Alessandra Lanza, Head of Corporate & Government di Prometeia. Alla tavola rotonda hanno preso parte, tra gli altri, Giuliana Mattiazzo, Vicerettrice per l'Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico, Elisa Zambito Marsala e Giovanni Foresti per Intesa Sanpaolo, Alessandro Corsini per OWEMES e Lorenzo Ardito per il Politecnico di Bari.
Il punto di partenza dello studio è una domanda centrale per la programmazione energetica e industriale del Paese: l'eolico offshore può essere valutato soltanto come nuova produzione rinnovabile o può diventare anche una leva di politica industriale, sviluppo territoriale e sicurezza energetica? Per rispondere, il gruppo di lavoro ha adottato una metodologia bottom-up, ricostruendo la filiera lungo l'intero ciclo di vita degli impianti: componenti, materiali, lavorazioni, attività portuali, mezzi navali, professionalità, servizi tecnici, esercizio, manutenzione e dismissione.
L'analisi non si limita a quantificare gli investimenti necessari allo sviluppo dell'eolico offshore, ma approfondisce la capacità del sistema produttivo italiano di intercettare il valore generato da questa filiera emergente. Lo studio esamina, infatti, quali segmenti della domanda industriale attivata dai progetti offshore possano essere soddisfatti da imprese nazionali e quali, invece, rischino di essere coperti da operatori esteri. Si tratta di un aspetto cruciale, poiché lo sviluppo di una nuova tecnologia infrastrutturale non produce automaticamente filiere nazionali: richiede una visione di lungo periodo, investimenti mirati, competenze specialistiche, porti adeguati, e un quadro regolatorio stabile e una stretta collaborazione tra istituzioni, imprese, sistema finanziario, università e centri di ricerca.
In questo quadro si inserisce il ruolo del Politecnico che, attraverso il MOREnergy Lab e l'Energy Center, ha lavorato alla costruzione degli elementi tecnico-industriali dello studio, partecipando alla ricostruzione della filiera, alla definizione della domanda tecnologica e all'analisi del ruolo dell'eolico offshore nel sistema energetico nazionale. Per il Politecnico hanno partecipato allo studio la Vicerettrice per l'Innovazione scientifico-tecnologica Giuliana Mattiazzo, il ricercatore Enrico Giglio e i dottorandi in Ingegneria Meccanica Caterina Carà, Gabriele Mangia e Lorenzo Dutto.
Intesa Sanpaolo e Prometeia hanno invece svolto un ruolo centrale nella valutazione degli impatti economici, occupazionali e fiscali, traducendo la domanda industriale potenzialmente intercettabile in una stima delle ricadute per il Sistema Paese.