10/30/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/30/2026 07:44
Milano, 30 ottobre 2026 - L'industria dei videogiochi condivide l'obiettivo dell'EU Kids Act di rafforzare la tutela dei minori online, ma ritiene che le regole debbano essere proporzionate e su misura per i videogiochi. È questa la posizione che IIDEA, l'associazione che rappresenta l'industria dei videogiochi in Italia, ha portato all'audizione del 28 ottobre presso la XIV Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera dei Deputati, con la Direttrice Generale Thalita Malagò e il Policy & Public Affairs Manager Alberto Simonetti.
La protezione dei minori è al centro dell'impegno del settore da oltre vent'anni. PEGI, il sistema di classificazione per età dei videogiochi, è nato su richiesta delle istituzioni europee ed è oggi utilizzato in 40 paesi. Per questo l'industria accoglie con favore il riconoscimento di PEGI nel testo e auspica che diventi lo standard di riferimento per i videogiochi in Europa, offrendo alle famiglie etichette chiare e affidabili.
Secondo IIDEA, tuttavia, regole pensate per i social media non possono essere replicate sui videogiochi, che dispongono di tutele che i social non hanno.
In questo contesto, IIDEA sottolinea l'importanza di adottare un approccio proporzionato e coerente con le specificità del settore videoludico, a partire da una definizione precisa dell'ambito di applicazione delle nuove disposizioni, che tenga conto delle caratteristiche dei singoli titoli e non includa i videogiochi privi di funzionalità online o di interazione sociale. Un elemento centrale è rappresentato dal ruolo dei genitori, che attraverso gli strumenti di controllo parentale già disponibili possono gestire contenuti, spese, comunicazioni e tempi di gioco in funzione dell'età e della maturità dei propri figli. In quest'ottica, l'industria ritiene importante valorizzare tali strumenti e favorire scelte consapevoli da parte delle famiglie, anche attraverso soluzioni di safety by design, come impostazioni predefinite per acquisti e comunicazioni che contribuiscano a prevenire i rischi alla fonte. Per i minori di 13 anni, ad esempio, la chat con altri giocatori è disattivata per impostazione predefinita e può essere attivata dai genitori.
Per quanto riguarda la verifica dell'età, IIDEA invita a privilegiare un approccio basato sul rischio, in linea con i principi delle linee guida del Digital Services Act (DSA) sulla protezione dei minori, evitando controlli generalizzati che coinvolgano indistintamente ogni videogioco e ogni giocatore. Le verifiche potrebbero invece essere concentrate nei contesti in cui risultano effettivamente necessarie, ad esempio al momento dell'acquisto di videogiochi destinati a un pubblico adulto. In modo analogo, l'associazione evidenzia l'opportunità di evitare procedure formali per dimostrare la responsabilità genitoriale, che potrebbero comportare la raccolta di ulteriori dati personali e scoraggiare l'utilizzo dei controlli parentali. Infine, IIDEA richiama l'attenzione sull'importanza di garantire coerenza con i sistemi di classificazione già esistenti, come PEGI e USK, valorizzandone il ruolo ed evitando la sovrapposizione di nuovi codici europei che rischierebbero di generare frammentazione e confusione.
I videogiochi non sono soltanto una forma di intrattenimento, ma rappresentano anche un'importante espressione culturale e un'opportunità di svago. Come riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, i bambini hanno diritto alla protezione, ma anche al gioco e all'accesso ad attività culturali e ricreative. Questa prospettiva più ampia trova riscontro anche nel panorama italiano, dove 14,2 milioni di persone tra i 6 e i 64 anni giocano ai videogiochi: il 74% è maggiorenne e l'età media è di 31 anni (Rapporto IIDEA 2025).
Ha commentato Thalita Malagò, Direttrice Generale IIDEA: "Condividiamo pienamente l'obiettivo di rendere l'ambiente online più sicuro per i minori, ed è un impegno che l'industria porta avanti da oltre vent'anni. Servono però regole proporzionate e specifiche per i videogiochi, che valorizzino ciò che già funziona e il ruolo dei genitori, senza rinunciare alle opportunità di crescita, apprendimento e socializzazione che il digitale offre"