Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation of the Italian Republic

03/10/2026 | Press release | Archived content

Interrogazione a risposta scritta 4-02711 Sen. De Cristofaro (AVS) sulla crisi nel Nordest della Siria e le iniziative per la tutela umanitaria e la sicurezza regionale.


Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-02711


presentata da

PEPPE DE CRISTOFARO
mercoledì 28 gennaio 2026, seduta n.386

DE CRISTOFARO, MAGNI - Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Premesso che:

nelle ultime settimane la situazione nel Nordest della Siria ha conosciuto un drammatico deterioramento, a seguito del collasso dei negoziati tra il Governo di Damasco e le Forze democratiche siriane (SDF) e della conseguente offensiva militare nelle aree amministrate dall'Amministrazione autonoma democratica della Siria del Nord-Est (DAANES);

il timore diffuso è che si possano ripetere contro la popolazione curda, da parte delle milizie affiliate al Governo di Damasco e dello stesso esercito siriano, pogrom e stragi come quelli consumati nel marzo 2025 contro la minoranza alauita nella città costiera di Banias e quelli contro la minoranza drusa nella provincia di Suwayda nel luglio dello stesso anno;

la città di Kobane, simbolo della resistenza contro l'ISIS nel 2014, risulta infatti completamente accerchiata dalle forze del nuovo esercito siriano e da milizie affiliate, mentre il confine settentrionale con la Turchia è totalmente militarizzato e chiuso, impedendo ogni accesso umanitario;

secondo quanto denunciato dalla "Mezzaluna rossa curda siriana", la città è priva di elettricità, acqua, riscaldamento, carburante e collegamenti internet, con tutte le vie di accesso interrotte;

migliaia di civili provenienti dai villaggi circostanti hanno trovato rifugio a Kobane, aggravando una situazione già al collasso, mentre le strutture sanitarie operano in condizioni estreme, senza elettricità e senza adeguate forniture mediche;

negli ultimi giorni almeno 5 bambini sarebbero morti per congelamento, a causa delle rigide temperature, della mancanza di ripari adeguati e dell'assenza di combustibile, coperte e beni di prima necessità;

la Mezzaluna rossa curda siriana ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale, alle Nazioni Unite e all'Unione europea, affinché venga aperto immediatamente un corridoio umanitario sicuro verso Kobane per consentire l'ingresso di aiuti salvavita;

parallelamente alla crisi umanitaria, l'avanzata militare ha provocato il collasso del sistema di detenzione dei prigionieri dell'ISIS, con la fuga o il rilascio di migliaia di affiliati dalle prigioni di Shaddadi, Raqqa e dal campo di Hol, rappresentando un grave rischio per la sicurezza regionale ed europea;

la DAANES e le SDF hanno più volte ribadito di non perseguire obiettivi secessionisti, ma di sostenere un progetto di Siria democratica e decentralizzata, basata sul riconoscimento costituzionale delle minoranze, sull'uguaglianza di genere e sull'autogoverno locale, progetto che ha costituito negli ultimi 10 anni uno dei principali argini al jihadismo;

l'assedio di Kobane e il blocco degli aiuti umanitari costituiscono una grave violazione del diritto internazionale umanitario, colpendo direttamente la popolazione civile;

considerato che il 10 gennaio 2026 a Damasco il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha incontrato il Presidente siriano Ahmad al-Sharaa, candidando l'Italia ad essere ponte tra la Siria e l'Unione europea,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della gravissima situazione umanitaria in corso a Kobane e più in generale nelle aree del Nordest della Siria amministrate dalla DAANES e quali iniziative urgenti intenda assumere, anche in sede ONU e Unione europea, per ottenere l'apertura immediata di un corridoio umanitario sicuro verso la stessa Kobane e le altre aree assediate;

se intenda promuovere un forte intervento politico e diplomatico dell'Unione europea per far cessare le ostilità, garantire la protezione dei civili e delle infrastrutture essenziali, oltre a far riprendere il negoziato tra le parti per arrivare ad una Costituzione veramente inclusiva e rispettosa dei diritti delle minoranze;

quali valutazioni il Governo esprima in merito ai rischi per la sicurezza regionale ed europea derivanti dalla liberazione di migliaia di prigionieri affiliati all'ISIS, conseguenza diretta dell'attuale offensiva militare.

(4-02711)



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 133.
all'Interrogazione a risposta scritta 4-02711

Risposta. - Il Governo segue con attenzione quanto sta accadendo nel nordest della Siria. Il ruolo svolto dalle Syrian democratic forces (SDF) nella lotta contro lo Stato islamico è stato cruciale e, insieme ai partner europei e internazionali, non si è mai mancato di riconoscere come il coraggio e il sacrificio dei curdi siano stati determinanti per arrestare l'avanzata dell'Isis. Oggi la Siria ha intrapreso un nuovo percorso politico, non privo di ostacoli, che l'Italia sostiene attraverso un dialogo aperto, ma esigente, con le autorità di Damasco. Sin dal principio, l'Italia ha sostenuto in Europa, al G7 e in tutti i consessi internazionali l'importanza di una transizione pacifica e inclusiva, che garantisca i diritti di tutte le componenti della società siriana e una loro attiva partecipazione al processo politico. In questo contesto, i curdi rappresentano un elemento imprescindibile per una Siria stabile e unita. Il ministro Tajani lo ha ribadito in più occasioni sia al presidente al-Sharaa, sia al ministro degli esteri al-Shibani.

L'Italia ha seguito con forte preoccupazione l'evolversi degli scontri tra l'esercito siriano e le forze curde, che hanno provocato lo sfollamento di migliaia di civili ed esacerbato la crisi umanitaria in un contesto già fragile. Il ministro Tajani ne ha parlato con il leader curdo Masoud Barzani, in visita a Roma lo scorso 20 gennaio 2026, concordando che il dialogo tra le parti è l'unica via possibile. Una posizione ribadita anche in ambito UE, da ultimo in occasione del Consiglio affari esteri del 29 gennaio, nel quale il Ministro ha richiamato gli Stati membri a mantenere alta l'attenzione sulla stabilità e sull'integrità territoriale della Siria, quali condizioni essenziali per la sicurezza europea. in questo quadro, ha sottolineato la necessità di proseguire con determinazione la lotta al terrorismo e di assicurare che le autorità transitorie garantiscano la sicurezza dei campi e dei centri di detenzione, prevenendo ogni rischio di riorganizzazione di gruppi jihadisti e nuove destabilizzazioni. Adesso la priorità è consolidare la tregua, dando piena attuazione all'intesa raggiunta il 30 gennaio tra il presidente al-Sharaa e il generale Mazloum Abdi per l'integrazione dei curdi nell'amministrazione civile e militare dello Stato siriano, nel pieno rispetto dei loro diritti politici, culturali e linguistici. In tal senso, il decreto presidenziale del 16 gennaio, che riconosce l'identità culturale curda, aveva già rappresentato un significativo passo avanti.

Sul piano della risposta umanitaria e della ripresa economica, l'Italia è attiva con iniziative nel nortest a sostegno della popolazione siriana. Anche grazie al coordinamento assicurato dalla nostra ambasciata a Damasco, l'unica in un Paese del G7 operativa già al momento della caduta del regime di Assad, l'Italia si è attivata fin da subito, impegnando lo scorso anno 50 milioni di euro tra interventi per la ricostruzione del Paese e di emergenza deliberati dal vice ministro Cirielli. Da ultimo, lo scorso settembre è stato inviato a Damasco un carico umanitario per sostenere la ripresa del settore ospedaliero siriano, contribuendo così a garantire cure di qualità e la salvaguardia della salute delle popolazioni più vulnerabili. L'Italia è inoltre pronta a sostenere anche eventuali iniziative della Commissione europea nel nordest del Paese.

L'attenzione del Governo per la Siria e per l'evoluzione del contesto regionale resta forte e concreta: si continuerà a lavorare, in stretto raccordo co i partner dell'Unione europea e con gli attori internazionali, per sostenere una transizione inclusiva e rispettosa dei diritti di tutte le componenti della società siriana.

CIRIELLI EDMONDO Vice ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

10/03/2026

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