05/22/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/22/2026 03:39
22 Maggio 2026
Si è inaugurata ieri a Palazzo Valentini la mostra di Antonio Taschini "Non Homo", con il patrocinio della Città metropolitana di Roma e promossa dall'Associazione Oltreforma APS con la curatela di Rosanna Accordino e la direzione artistica di Roberto Dominelli (Galleria L2Arte).
La mostra è un percorso attraverso l'animo umano, le sue spinte verso l'altro, il mondo, e le "gabbie" entro le quali siamo - ognuno a modo suo- stretti. Taschini, attraverso un uso sapiente, di ceramica, metalli, legno, con le sue opere scultoreee racconta le radici dell'umanità, la lotta tra l'uomo a cui ci rimanda il "Leviatano" di Thomas Hobbes" teso al potere, alla sopraffazione verso il simile da sé, "Homo homini lupus" e l'uomo che agisce spinto dalla ricerca della libertà, di una giustizia per sé e gli altri, l' "Homo homini deus" spinoziano. «Le opere metalliche, i busti, le corazze, vogliono rappresentare proprio questo: le due spinte che ci portiamo dentro, una che ci porta verso l'altro, verso un atteggiamento di fiducia, l'altro che, per i molti aspetti del carattere di ognuno di noi, sembra bloccarci. Eppure queste "corazze" in qualche modo di aiutano, ci proteggono», ha spiegato l'artista.
Immersi in un mondo dove tutto corre, dove l'immagine, l'algoritmo, le piattaforme digitali ci proiettano in una connessione perenne che tuttavia non ci connette emotivamente ed empaticamente con l'altro, ci si ritrova sospesi in una condizione di solitudine nella moltitudine, spesso incapaci di cogliere il complesso sistema nel quale agiamo su questo pianeta. Taschini, artista romano, affonda le radici della sua arte in questa romanità, nell'arte e nella storia di cui è intrisa la città eterna, ma cala le sue opere - che rimandano ad antichi richiami - nel nostro tempo. Un minuzioso, «quasi ossessivo», come lo definisce lui stesso, racconto figurativo impresso sulla ceramica, un volto che sembra ricordarci di aver visto, affacciato sulla storia, il moto perpetuo in cui l'uomo prova ad elevarsi ad Homo homini deus ma troppo spesso cade nella tentazione della sopraffazione.
«Ci stiamo abituando a vedere cose che fino a poco tempo fa ci avrebbero fatto ribellare. Pensiamo al sangue versato, all'infanzia negata nei luoghi di guerra, come Gaza, l'Ucraina e nei molti posti dimenticati. Lo sforzo che siamo chiamati a fare costantemente oggi è quello di superare paura e ignoranza. Spesso ciò che non conosciamo ci spaventa ma è soltanto attraverso lo sguardo verso l'altro, la consapevolezza di essere parte di un unico sistema e l'uso della razionalità possono fermare gli orrori a cui assistiamo in questo nostro tempo. Taschini con le sue opere ci trasmette la tensione tra questi due lati dell'umanità: la necessità di liberarci da ciò che ci impedisce di avvicinarci all'altro. Uscire dalla corazza e provare a superare bellum omnium contra omnes» ha detto il Capo di Gabinetto metropolitano Francesco Nazzaro.
La mostra sarà visitabile fino all'8 giugno nella Sala della Pace di Palazzo Valentini (Via IV Novembre 119/A, Roma).