Ministry of the Interior of the Italian Republic

10/27/2025 | Press release | Archived content

L’intervento del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Quirinale in occasione dell’incontro dei prefetti con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

27 Ottobre 2025
Tema
Territorio

Signor Presidente della Repubblica,

il nostro deferente e sincero grazie per averci consentito di rinnovare una occasione speciale che vede uniti, oggi, in un ideale abbraccio generazionale, i Prefetti della Repubblica e 193 Consiglieri di Prefettura di nuova nomina.

Giovani neo consiglieri che, all'entusiasmo e alla consapevolezza di avviarsi a svolgere una funzione radicata nel servizio al cittadino, oggi aggiungono l'emozione di trovarsi al cospetto della massima carica della Repubblica: questa giornata farà per sempre parte del loro patrimonio culturale e valoriale.
Questi giovani già sanno - e presto lo sperimenteranno sul campo - cosa significhi appartenere a un Corpo di alti dirigenti dello Stato a cui sono affidate responsabilità particolarmente complesse e delicate.

E per delineare l'essenza della funzione prefettizia, Ella ha utilizzato un'immagine evocativa, quella di "operatori della Costituzione".

Signor Presidente, come in ogni occasione, ci ha insegnato molto con poche parole. "Operatore della Costituzione" è espressione ricca di significato perché unisce il sapore "antico" di quanto di più sacro racchiude il cuore della nostra Repubblica (la Carta costituzionale) a un invito a essere agenti di rinnovamento declinando i valori in essa contenuti.

Nel messaggio ai Prefetti (in occasione della ricorrenza del 2 giugno scorso) Ella ha ricordato che "attuare in concreto gli ideali costituzionali, renderli vivi nella società" rappresenta una missione "mai esaurita".

È proprio in questa missione, vitale per la nostra democrazia, che il lavoro dei Prefetti, spesso silenzioso e lontano dai riflettori, trova la sua ragion d'essere.

Quello del Prefetto - e mi rivolgo soprattutto ai più giovani - è un compito gravoso, che non richiede solo competenza e preparazione, ma anche fermezza e sensibilità, rigore e umanità. In una parola: equilibrio.

L'esperienza mi porta a ritenere che il termine "compito" non sempre consente di comprendere appieno l'azione che ogni giorno si svolge nei nostri uffici, da quelli centrali a quelli territoriali, nell'attività ordinaria come in quella d'emergenza.

L'idea, che anche personalmente ho maturato, è quella di un "pubblico servizio" che, attraverso il rispetto di regole determinate e principi consolidati, si fa ogni giorno creazione, progetto, visione.
Il nostro è un Paese ricco di diversità culturali, sociali e territoriali. Questa ricchezza è una risorsa, ma al contempo richiede un impegno costante per garantire coesione, inclusione ed attenzione alle differenze.

E mai come in questo momento, la situazione geopolitica internazionale e i suoi risvolti sul piano interno richiamano ciascuno di noi alla responsabilità di servire lo Stato con equilibrio e senso delle istituzioni.

Di fronte a sfide complesse sul piano sociale ed economico, l'interesse generale, la sicurezza, la leale collaborazione, la mediazione sono luoghi in cui, ogni giorno, vive l'essenza della nostra democrazia.
Signor Presidente, questi tempi eccezionali interpellano le nostre coscienze. Come Ella ha ricordato in occasione del recente incontro con Sua Santità Leone XIV, molti dei capisaldi, faticosamente costruiti nel secondo dopoguerra, come il multilateralismo e il dialogo, paiono accantonati a favore della logica del più forte.

E così, talvolta, anche umanità e dignità, rischiano di retrocedere, di perdere quella centralità conquistata a fatica.

In questo scenario, Signor Presidente, Ella rappresenta per tutti la guida preziosa e salda, espressione massima dei valori repubblicani e democratici. Quei valori che, anche grazie a questo incontro, incoraggeranno i Prefetti a proseguire nel loro silenzioso quanto prezioso lavoro quotidiano e sosterranno ciascuno di questi giovani Consiglieri nel loro percorso professionale e umano.

Grazie.

Chi
Matteo Piantedosi
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