WWF Italia Onlus

10/09/2026 | Press release | Distributed by Public on 10/09/2026 11:22

Il 10 ottobre è la Giornata Mondiale degli uccelli migratori

Le aree umide al centro delle rotte migratorie

Dalle riserve naturali e Oasi WWF delle Saline di Trapani e Valpredina, nelle prealpi bergamasche, due storie sorprendenti che ci raccontano i grandi viaggi dei migratori alati e l'importanza di tutelare le rotte migratorie dalla caccia (e bracconaggio) e attraverso la tutela delle aree di sosta e svernamento: tra tutti, le aree umide.

La storia del biancone che sembrava spacciato

Il 31 luglio 2025, il C.R.A.S. WWF di Valpredina riceve un biancone (Circaetus gallicus), proveniente da Sedrina, in Val Brembana (BG). Alla prima visita, le condizioni dell'animale appaiono subito serie: presenta una profonda lesione lacero-contusa, una frattura del radio sinistro. Il rapace è fortemente debilitato. Gli esami radiografici evidenziano la presenza di frammenti di piombo, compatibili con il probabile passaggio di un pallino da caccia. Inizia così un lungo percorso di cure e riabilitazione. Lo staff veterinario esegue due interventi chirurgici per rimuovere i tessuti necrotici e ricostruire la parte cutanea danneggiata.
Rimangono, però, forti sospetti di lesioni a carico dei tendini e l'animale viene sottoposto a diversi trattamenti farmacologici per contrastare il rischio di infezioni. Dopo circa tre mesi di cure, il biancone continua a non utilizzare correttamente l'ala e la sua capacità di volo appare compromessa. Dopo altri due mesi, in assenza di miglioramenti significativi, si decide quindi di trasferirlo in una voliera destinata agli animali non più recuperabili. La storia, però, non è ancora finita.

Nella primavera del 2026 la sorpresa

gli operatori osservano un inatteso e importante miglioramento della mobilità dell'ala. Il rapace viene trasferito in una voliera più grande, per verificare le sue reali capacità di volo. La sorpresa è straordinaria: il biancone ricomincia a volare correttamente, senza evidenti deficit. Nel giro di pochi mesi recupera anche una buona tonicità muscolare.
Si decide così di programmarne la liberazione, non prima di aver acquistato un dispositivo GPS per seguirne gli spostamenti. Dopo l'inanellamento da parte di ISPRA, che permette di stabilire che si tratta di un maschio adulto, arriva finalmente il momento tanto atteso. Nel luglio 2026, dopo 344 giorni di degenza, il biancone viene restituito alla natura. Il GPS racconta così una nuova pagina della sua storia: dopo alcuni giorni trascorsi nella media Val Seriana, il 29 agosto inizia una lunga migrazione verso sud-ovest. Attraversa la pianura padana, le Alpi occidentali, la Francia, supera i Pirenei e, il 9 settembre alle 16:00, affronta lo stretto di Gibilterra, raggiungendo l'Africa in appena 30 minuti. Il percorso prosegue quindi dritto verso sud e, il 20 settembre, il biancone è ormai in Mali, dove cambia direzione e si sposta verso est, esplorando il territorio fino a raggiungere le sponde del fiume Niger, dove si trova attualmente. Ma la storia continua…

La storia di Icaro

Nella Riserva Naturale Regionale "Saline di Trapani e Paceco", gestita dal WWF Italia, tra le migliaia di uccelli che ogni anno arrivano, partono, sostano o trascorrono l'inverno, ce n'è una che ormai conosciamo quasi per nome. La sigla è ICLK, il nome che gli è stato affibbiato è Icaro. È una spatola (Platalea leucorodia), riconoscibile grazie alla sigla riportata sull'anello colorato che porta alla zampa, osservata e fotografata lo scorso 22 settembre dall'ornitologo Andrea Cusmano.

Una storia lunga 18 anni

Icaro è stato inanellato il 16 aprile 2008 a Valle Mandriole, nel Ravennate, all'interno del sistema delle zone umide del Delta del Po. Nel febbraio 2011 viene osservata per la prima volta nella Riserva delle Saline di Trapani e Paceco, a centinaia di chilometri dal luogo in cui era nata. Ma è la sequenza degli avvistamenti successivi a rendere particolarmente significativa la sua storia: nel settembre 2011 Icaro viene nuovamente osservato nel ravennate e appena due mesi dopo, nel novembre dello stesso anno, è di nuovo alle Saline di Paceco.
Una successione di spostamenti che rende visibile, attraverso la storia di un singolo individuo, il collegamento ecologico tra le zone umide del Delta del Po e quelle della Sicilia occidentale. Oggi, diciotto anni dopo la nascita, Icaro continua a tornare alle Saline di Trapani. La nuova osservazione del settembre 2026 aggiunge un altro importante tassello alla sua storia di vita e conferma il legame di questo individuo con le zone umide del trapanese, uno dei luoghi che evidentemente fanno parte della geografia della sua vita.

La conservazione non può farsi a compartimenti stagni

Icaro ci mostra concretamente come gli uccelli migratori non conoscano confini amministrativi e come la loro conservazione dipenda dall'esistenza di una rete di ambienti idonei (la Rete Natura 2000) distribuiti lungo le rotte migratorie. La biodiversità, infatti, non può essere tutelata pensando ai territori come isole separate: la conservazione richiede connessioni ecologiche, collaborazione tra aree protette, condivisione dei dati scientifici e scambio di buone pratiche.

WWF Italia Onlus published this content on October 09, 2026, and is solely responsible for the information contained herein. Distributed via Public Technologies (PUBT), unedited and unaltered, on October 09, 2026 at 17:23 UTC. If you believe the information included in the content is inaccurate or outdated and requires editing or removal, please contact us at [email protected]