09/25/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/25/2026 03:27
Confcommercio, Confesercenti, FIPE e Netcomm definiscono la linea condivisa: azzeramento commissioni sui micropagamenti, piena integrazione con i POS esistenti e massima trasparenza
Roma, 25 settembre 2026 - L'introduzione dell'euro digitale rappresenta un'opportunità strategica per rafforzare la concorrenza, aumentare la trasparenza e ridurre la dipendenza dai grandi circuiti internazionali. È questa la posizione congiunta di Confcommercio, Confesercenti, FIPE e Netcomm, che esprimono la visione unitaria delle imprese in un dialogo aperto e collaborativo con le istituzioni monetarie europee e nazionali.
La digitalizzazione dei pagamenti in Italia ha ormai raggiunto una dimensione strutturale: secondo l'Osservatorio Pagamenti Digitali del Politecnico di Milano, nel 2025 il valore delle transazioni digitali ha toccato i 518 miliardi di euro, arrivando a coprire il 45% dei consumi complessivi e superando il contante, con oltre 10 miliardi di operazioni effettuate sui terminali di cassa, secondo rilevazioni di Banca d'Italia.
In questo scenario di forte crescita, il mercato dei pagamenti in Europa - come rilevato nel report European Payments Landscape della BCE - risulta tuttavia concentrato nelle mani di appena 12 grandi operatori, che controllano il 78% delle transazioni, con ben il 43% riconducibile a soggetti extra-UE. Una dinamica che incide direttamente sul potere negoziale delle micro e piccole imprese, i cui costi commissionali risultano sproporzionatamente superiori a quelli sostenuti dalla grande distribuzione.
Per questa ragione, le quattro associazioni datoriali sottolineano come la definizione dei costi di accettazione della moneta pubblica non debba basarsi sulle medie commissionali delle carte di debito dei circuiti privati esistenti, ma su un benchmark europeo trasparente e orientato alle soluzioni più efficienti.
In particolare, per i micropagamenti la proposta condivisa punta all'azzeramento delle commissioni in ogni canale di vendita - dal negozio di quartiere all'e-commerce - per evitare che le quote fisse erodano i margini delle attività. Secondo dati della BCE, infatti, nei negozi dell'area euro il 54% delle transazioni è inferiore a 20 euro.
Questa linea di proposta condivisa sarà illustrata al convegno "Euro digitale: al lavoro per il futuro della moneta", in programma oggi, venerdì 25 settembre, a Roma nell'ambito della Rome Future Week con la partecipazione di Banca d'Italia.
Il confronto offrirà l'occasione per sottolineare anche il valore strategico della modalità offline, considerata dalle imprese un presidio fondamentale di continuità operativa contro guasti di rete e disservizi infrastrutturali.
Affinché la nuova moneta pubblica si traduca in un'effettiva resilienza europea dei pagamenti digitali, le associazioni auspicano infine che i rischi tecnologici rimangano a carico delle strutture centrali di sistema e che il nuovo strumento si integri in modo naturale sui quattro milioni di POS già operativi nel Paese, oltre che sui registratori telematici e sui retail online, senza determinare nuovi oneri di adeguamento per le imprese.