05/19/2026 | News release | Distributed by Public on 05/19/2026 05:39
È entrata ufficialmente in vigore il 1° marzo la nuova Legge sul Commercio Estero della Repubblica Popolare Cinese. Il testo rappresenta un cambio di rotta significativo per Pechino, poiché, rispetto all'apertura agli scambi internazionali mantenuta finora, introduce misure più orientate alla protezione dell'economia locale. L'art. 1 della legge chiarisce questo mutamento di impostazione, indicando tra le finalità "la salvaguardia della sovranità nazionale, della sicurezza e degli interessi di sviluppo". Tale evoluzione si inserisce in un progressivo allineamento delle politiche commerciali cinesi alle valutazioni di sicurezza strategica, un percorso già avviato da Pechino attraverso le normative sul controllo delle esportazioni e sulla sicurezza dei dati e, più recentemente, rafforzato con la legge sulla cybersicurezza del 2025.
In linea con il nuovo approccio, la riforma attribuisce al Ministero del Commercio un perimetro più ampio di poteri sanzionatori e di controllo, riconoscendogli inoltre un ruolo di raccordo diretto con il Consiglio di Stato e con le autorità di sicurezza nazionale. Più in generale, si evidenzia un considerevole ampliamento degli strumenti amministrativi e giuridici a disposizione delle autorità per adottare misure di natura tariffaria e non tariffaria nei confronti di entità e individui che interrompono le normali relazioni commerciali con le imprese locali o che applicano pratiche ritenute discriminatorie. Tali disposizioni non si limitano allo scambio di merci, ma si estendono ai servizi, ai trasferimenti tecnologici e al commercio digitale.
L'accento sulla maggiore discrezionalità dell'Amministrazione cinese nell'adozione di contromisure si riflette nell'introduzione del principio di unilateralità delle misure difensive. In base alla nuova legge, Pechino potrà infatti adottare in autonomia restrizioni o divieti temporanei all'import-export, superando di fatto i meccanismi di risoluzione delle controversie previsti dagli accordi bilaterali o multilaterali, specialmente nei casi in cui tali meccanismi dovessero risultare paralizzati.
Infine, un ulteriore aspetto innovativo riguarda l'adeguamento delle norme alle attuali dinamiche degli scambi globali. Tra queste, la legge pone una marcata enfasi sulla tutela della proprietà intellettuale, sulla digitalizzazione degli scambi e sullo sviluppo del commercio verde, che le istituzioni intendono promuovere anche attraverso la definizione di nuovi standard di prodotto, specifiche certificazioni e sistemi di etichettatura.