Marina Militare Italiana

03/26/2026 | News release | Distributed by Public on 03/26/2026 07:19

“Storia, Giustizia e Memoria”: a MARICAPITALE la conferenza sul Diritto Internazionale Umanitario nei conflitti armati (Statistics)

Procuratore Generale Militare De Paolis: "Gli ordini criminosi non si eseguono. C'è sempre una scelta, ma bisogna essere pronti a pagarne il prezzo"

26 marzo 2026 Viviana Passalacqua

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Roma, 25 marzo 2026 - "Nonostante il lungo tempo trascorso…". È l'incipit del provvedimento d'archiviazione provvisoria illegittima di 695 fascicoli sui crimini di guerra nazifascisti perpetrati contro la popolazione italiana durante la Guerra di Liberazione.

Rinvenuti a Roma nel 1994 all'interno del famigerato "armadio della vergogna", hanno puntato i riflettori sulle pagine buie del biennio 1943-1945: stragi come quelle di Marzabotto, Sant'Anna di Stazzema, Civitella in Val di Chiana, massacri consumati in totale spregio del Diritto Umanitario Internazionale, sono tornati a reclamare una sete di giustizia prepotente, mai placata. Qualche anno dopo, il riscatto: nel 2002, il dottor Marco De Paolis, Procuratore Generale Militare della Repubblica presso la Corte Militare d'Appello, dà il via a una fitta trama di interrogatori, indagini svolte in tutta Europa, ricostruzioni che si credevano impossibili, sfociate invece in ben 17 processi e 57 condanne all'ergastolo. "Perché - ha spiegato De Paolis - i crimini di guerra sono imprescrittibili". Nonostante, appunto, il lungo tempo trascorso.

Oggi, nella Sala Teatro del Comando Interregionale Marittimo del Centro e della Capitale della Marina Militare (MARICAPITALE), il Procuratore ha riaperto idealmente le ante dell'armadio della vergogna per gli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore "San Benedetto" di Cassino (Fr), "Statista Aldo Moro" di Fara in Sabina, "Meucci" di Nepi e "Marcantonio Colonna" di Roma, in occasione della conferenza "Storia, Giustizia e la Memoria", step finale del progetto educativo di Diritto Internazionale Umanitario (DIU) firmato Croce Rossa Italiana (CRI), che promuove la diffusione della conoscenza dei diritti e delle norme applicabili nei conflitti armati.

"Celebriamo la storia, la giustizia e la memoria - ha affermato l'ammiraglio di divisione Fabio Agostini, Comandante di MARICAPITALE - tre temi fondamentali per ogni società civile, complessi e profondamente intrecciati tra loro. Non c'è giustizia senza la memoria degli eventi passati; non c'è memoria senza una verità storica ricostruita con impegno, con coraggio e, spesso, con dolore, per dare voce a chi non può più raccontarla. E per restituire, appunto, giustizia a coloro ai quali è stata negata, ma anche a quanti, come noi, sono venuti dopo, affinché la coscienza di ciò che è stato continui a orientare il nostro pensiero e le nostre azioni".

Presente all'evento anche l'ammiraglio Pierluigi Rosati, Presidente dell'Associazione Nazionale Marinai d'Italia (ANMI), e una delegazione dell'Associazione, sempre disponibile agli incontri con le nuove generazioni per tramandare il patrimonio di tradizioni, esperienza e valori della Marina Militare.

Un viaggio nel passato senza precedenti, raccontato in viva voce ai ragazzi che parteciperanno alla Gara DIU, competizione aperta alle scuole di tutta Italia. "Attraverso la promozione del diritto internazionale umanitario, la cui violazione costituisce un crimine di guerra - ha dichiarato Francesca Tabacchi, Delegata Tecnico Regionale di Principi e Valori Umanitari CRI - Croce Rossa Italiana vuole educare i più giovani al senso critico, alla consapevolezza senza pregiudizi, alla libera scelta".

"Il tema - ha aggiunto De Paolis - è proprio quello della decisione personale. C'è sempre una scelta, in qualunque situazione, ma bisogna essere disposti a pagarne il prezzo. Un ordine militare, se criminoso, non va eseguito: a prescindere dal grado, la responsabilità dei delitti diventa personale. Gli eccidi ai danni dei civili inermi rappresentano azioni di massimo disvalore, e disonorano la divisa".

"I diritti - ha concluso rivolgendosi agli studenti Sorella Raffaella Vannuccini, Ispettrice Regionale Lazio del Corpo delle Infermiere Volontarie CRI - non sono qualcosa di astratto. Vivono nelle scelte compiute, nel rispetto degli altri. La storia non è solo passato, la storia è responsabilità, che passa anche per le nostre mani. Possiamo scrivere la storia di cui siamo parte. Siate vigili sulla storia di oggi, non dimenticate ciò che avete imparato qui".


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