07/23/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/23/2026 05:35
"Formazione, addestramento periodico, controllo interno e responsabilità individuale costituiscono presidi di sicurezza irrinunciabile, attuati secondo i più elevati standard operativi e normativi. Episodi incidentali, seppur gravi, devono essere affrontati con serietà e rigore, senza che da essi derivino giudizi sommari e generalizzazioni ideologiche sulla funzione e sulla professionalità dell'intero Corpo di Polizia Locale". Così l'assessore alla Polizia Locale del Comune di Siena, Fiamma Cardini, ha risposto, durante la seduta del Consiglio comunale di oggi, giovedì 23 luglio, all'interrogazione presentata dai consiglieri del gruppo Partito Democratico (Anna Ferretti, Alessandro Masi, Giulia Mazzarelli, Gabriella Piccinni e Luca Micheli) sul colpo di pistola accidentale all'interno del comando della Polizia Municipale.
"Sono a fornire un quadro - ha detto Cardini -circa i profili di responsabilità, le modalità di addestramento e formazione, i dispositivi di sicurezza, la gestione delle armi, e le iniziative adottate o in corso di adozione da parte dell'amministrazione. Come previsto dall'articolo 2 del Regolamento del Corpo, il Corpo di Polizia Locale della città di Siena svolge le funzioni e i compiti istituzionali previsti dalla vigente legislazione nazionale e regionale, nonché dallo Statuto comunale, esercitando, nei limiti delle proprie attribuzioni, funzioni di polizia amministrativa, giudiziaria e ausiliaria di pubblica sicurezza. Tale quadro normativo, ribadito anche dagli articoli 4, 5 e 6 del Regolamento, comporta che il personale del Corpo sia, nei limiti di legge, tenuto ad assolvere a compiti di prevenzione e repressione dei reati, oltre che a quelli amministrativi, con il conseguente obbligo e diritto all'armamento in determinate condizioni operative. L'articolo 43 del Regolamento disciplina l'armamento, stabilendo che gli appartenenti al Corpo, in possesso della qualifica di 'agente di pubblica sicurezza', sono armati secondo le modalità definite dal Regolamento sull'armamento, in conformità alla delibera consiliare del 13 febbraio 2025. L'uso, la dotazione e la custodia delle armi sono oggetto di specifiche disposizioni interne e di formazione obbligatoria che stabiliscono che il servizio armato è obbligatorio per tutto il personale avente la qualifica di 'agente di pubblica sicurezza'; le modalità di porto prevedono tra l'altro che l'arma sia portata senza colpo in canna e senza sicura, secondo le procedure dettagliate sia dal Regolamento del Corpo che dal Regolamento sull'armamento. Peraltro l'accesso al Corpo avviene solo previo accertamento di stringenti requisiti fisici, psico-attitudinali e tecnici".
"Il personale - ha spiegato - frequenta un corso di formazione iniziale, che si conclude con una valutazione formale. L'aggiornamento e riqualificazione professionale sono obbligatori e prevedono la partecipazione alle sessioni di tiro, alle giornate di studio e agli addestramenti tecnici, inclusi quelli relativi all'uso delle armi. Come previsto dall'articolo 17 del Regolamento del Corpo, la disciplina e la responsabilità individuale costituiscono principi cardine del servizio. Il personale è tenuto al costante e pieno adempimento di tutti i doveri inerenti alle proprie mansioni, tra cui la scrupolosa osservanza delle regole sull'uso, la custodia e la conservazione delle armi. In caso di violazione, operano i meccanismi di responsabilità disciplinare".
Sull'applicazione delle regole di armamento e formazione (articolo 9 del Regolamento), Cardini ha riferito che "tutto il personale armato ha sostenuto e superato il percorso formativo previsto, comprendente sia l'addestramento teorico-pratico all'uso dell'arma che l'esame di idoneità. Per quanto concerne gli obblighi di servizio e dei doveri di diligenza, correttezza, prudenza, responsabilità e osservanza delle disposizioni organizzative e di sicurezza gravanti sul personale appartenente al Corpo di Polizia Locale, si richiama quanto disposto dal Decreto ministeriale 145 del 1987, dal Regolamento del Corpo di Polizia Locale della Città di Siena, nonché dal Regolamento sull'armamento del Corpo. In sintesi il decreto prevede che gli addetti al servizio armato indossino l'uniforme e portino l'arma nella fondina esterna corredata di caricatore di riserva e che l'agente a cui è assegnata un'arma deve controllarla al momento della consegna, custodirla e mantenerla con cura, maneggiarla sempre in sicurezza e mantenersi addestrato mediante esercitazioni di tiro; il Regolamento del Corpo impone una condotta irreprensibile, con senso di responsabilità e consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni; richiede che il personale operi in conformità alle norme vigenti e alle direttive impartite dai superiori; prevede sanzioni disciplinari per le violazioni regolamentari; impone 'massima diligenza' nella custodia e conservazione di ogni cosa appartenente all'amministrazione. Sono espressamente regolati il porto dell'arma, l'osservanza delle procedure di sicurezza ed è stabilito in particolare che l'arma sia portata senza colpo in canna; sono disciplinati le modalità di porto, i doveri dell'assegnatario, i protocolli di sicurezza e la verifica dello stato dell'arma; presso i locali del Comando è collocato un deposito armi video sorvegliato ed è stato predisposto (omologato da un perito) un luogo di carico e scarico dell'arma in dotazione".
Sulle iniziative di aggiornamento individuale, collettivo e supporto operativo, anche in tema di rafforzamento della sicurezza, Cardini ha detto che "saranno organizzate sedute operative coordinate dai sei agenti che hanno frequentato, presso la casa produttrice Beretta, uno specifico corso tecnico di approfondimento su montaggio, smontaggio e pulizia dell'arma in dotazione. Tali agenti metteranno a disposizione dei colleghi le competenze acquisite, garantendo un supporto operativo per tutte le esigenze relative alla manutenzione e gestione in sicurezza dell'arma. Tali sedute saranno inoltre implementate anche con l'ausilio di un tecnico specializzato proveniente dalle forze dell'ordine che già in passato ha prestato la propria competenza professionale in ausilio al Corpo di Polizia Locale. L'amministrazione sta valutando, inoltre, l'acquisto di un simulatore di tiro interattivo (una sorta di poligono virtuale), strumento che consente un addestramento immersivo e sicuro. I simulatori permettono, infatti, di ricreare scenari reali e complessi, in cui l'agente si trova a dover gestire la precisione del tiro, il processo decisionale rapido, la gestione dello stress operativo, la valutazione sull'impiego di strumenti letali o non letali e la capacità di mantenere lucidità in presenza di eventi imprevisti o ambienti caotici".
"E' intenzione dell'amministrazione - ha concluso Cardini - aumentare il numero delle sedute di tiro al poligono, attualmente fissato in tre annuali. In conclusione la formazione, l'addestramento periodico, il controllo interno e la responsabilità individuale costituiscono presidio di sicurezza irrinunciabile, attuato secondo i più elevati standard operativi e normativi. Episodi incidentali, seppur gravi, devono essere affrontati con serietà e rigore, senza che da essi derivino giudizi sommari e generalizzazioni ideologiche sulla funzione e sulla professionalità dell'intero Corpo di Polizia Locale, che, svolge compiti ben più ampi e complessi della sola attività amministrativa, agendo anche come polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza a servizio della collettività".
Il consigliere Alessandro Masi del gruppo Partito Democratico, che ha illustrato l'interrogazione per il gruppo consiliare, ha replicato: "Il senso di questa interrogazione è il profondo il rispetto istituzionale e civico nei confronti del Corpo di Polizia Municipale. Mi ritengo quindi parzialmente soddisfatto dalla complessa risposta dell'assessore, che ci ha aiutato a comprendere come, accanto ai regolamenti specifici sulle armi, che conosciamo, siano presenti anche disposizioni interne per quanto riguarda l'uso il porto e la custodia dell'arma. Tuttavia, all'interno del principio di cautela del Comune nell'investimento sull'aggiornamento professionale degli agenti, la Giunta ha riconosciuto che si è dimostrata necessaria una nuova serie di aggiornamenti e formazione specifica per l'amministrazione dell'arma ed il suo uso anche in movimento. Erano quindi fondate le nostre preoccupazioni già espresse con l'interrogazione dell'anno scorso, dove si contestavano tempi ristretti di formazione degli agenti all'uso delle armi, dato che per le altre forze armate si registrava invece la consegna ed il porto delle armi dopo circa un anno di attività formative. L'auspicio dunque è che si dia subito corso a questa attività di aggiornamento e di preparazione continua degli agenti per la loro sicurezza e che, soprattutto, si attuino in parallelo percorsi di valorizzazione professionale che la nostra Polizia Municipale merita, dato che rappresenta quotidianamente l'immagine ed il primo riferimento di vicinanza del Comune tra i cittadini ed i visitatori".
23/07/2026, 11:26