SCUOLA. PELLEGRINO (AVS): NO A SCHEDATURE IDEOLOGICHE DEI DOCENTI
(ACON) Trieste, 26 gen - "Quanto accaduto al liceo Leopardi-Majorana di Pordenone è un fatto gravissimo e tutt'altro che isolato. La diffusione di un questionario che invita gli studenti a segnalare ed etichettare i 'professori di Sinistra', da parte di Azione Studentesca, introduce nelle scuole pubbliche una logica di controllo e schedatura ideologica che va respinta con la massima fermezza".
Lo dichiara in una nota Serena Pellegrino, consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, annunciando la presentazione di un'interrogazione alla Giunta regionale.
"Esprimo piena solidarietà a tutte le insegnanti e gli insegnanti coinvolti e all'intero corpo docente. Mettere sotto accusa gli insegnanti sulla base di un'etichetta politica - evidenzia Pellegrino - significa delegittimare il loro ruolo e colpire uno dei pilastri della nostra democrazia. L'insegnamento è un atto libero. Chi tenta di trasformare la scuola in un luogo di sorveglianza politica lavora contro questi valori fondamentali".
"La Regione Friuli Venezia Giulia ha una responsabilità politica evidente. È una Regione che non si è opposta alla presenza delle forze militari nelle scuole medie, contribuendo a normalizzare un'idea di scuola come spazio da controllare e disciplinare, anziché come luogo libero di formazione. C'è poi un elemento storico che non può essere ignorato: questa è la Regione che, meno di novant'anni fa - continua la consigliera -, vide annunciata la promulgazione delle leggi razziali che, con le loro etichette e delazioni, hanno portato a ghettizzazioni di massa. Proprio per questo dovremmo avere una sensibilità maggiore verso ogni deriva che richiami pratiche di esclusione e controllo ideologico."
"Con l'interrogazione chiederò alla Giunta se intenda prendere una posizione chiara, se ritenga accettabili pratiche di delazione ideologica nelle scuole pubbliche e quali azioni concrete intenda intraprendere per tutelare docenti e studenti. La scuola pubblica - conclude Pellegrino - non è una caserma, né un terreno di propaganda, è uno spazio libero. Difenderlo è un dovere democratico". ACON/COM/sm