09/22/2026 | Press release | Distributed by Public on 09/22/2026 09:29
Alla vigilia dell'inizio della fase a gironi della Uefa Nations League maschile 2026/27, in programma dal 24 settembre al 6 ottobre e che vedrà Austria, Irlanda e Kosovo giocare contro Israele, Steve Cockburn, direttore regionale di Amnesty International per l'Europa, ha dichiarato:
"Anziché mandare un messaggio chiaro sul fatto che l'occupazione illegale da parte di Israele del Territorio palestinese occupato e i crimini atroci commessi contro la popolazione palestinese avranno delle conseguenze, la Uefa offre a Israele un palcoscenico internazionale mentre questo stato porta avanti la sua brutale occupazione, il suo sistema di apartheid nei confronti di tutte le persone palestinesi e il genocidio contro la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza".
"Uefa e Fifa avrebbero dovuto sospendere da tempo la Federazione calcistica israeliana (Fci), che si rifiuta di escludere dai campionati israeliani i club con sede negli insediamenti illegali nel Territorio palestinese occupato. La loro continua partecipazione a quei tornei costituisce una palese violazione dello statuto della Fifa ed è contraria al diritto internazionale. Proseguendo a finanziare la Fci, sia la Fifa che la Uefa rischiano di contribuire al mantenimento degli insediamenti illegali e dell'occupazione illegale del Territorio palestinese occupato da parte di Israele e, di conseguenza, alle violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione palestinese".
"Negli ultimi decenni, decisioni e pareri di organi di giustizia internazionali e risoluzioni dell'Assemblea generale e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno ripetutamente condannato Israele per le sue numerose e gravi violazioni".
"Lo sport non dovrebbe mai essere usato come vetrina propagandistica dagli stati che commettono atrocità. Mentre la nazionale israeliana si prepara a giocare in Europa, famiglie palestinesi vengono sfollate e private dei loro beni, le loro terre vengono sottratte, i loro ulivi sradicati e le tracce della loro storia cancellate dai coloni con il sostegno dell'esercito israeliano. Il calcio dovrebbe unire le persone, non mettere il proprio sigillo sull'apartheid".
Mentre i leader politici e le autorità sportive scelgono di restare a guardare, alimentando l'impunità di Israele, i tifosi scendono in campo per chiedere assunzione di responsabilità, giustizia e rispetto delle regole. Quando le regole vengono violate, quando occupazione, apartheid e genocidio sono ancora in corso, non possiamo voltarci dall'altra parte".
La nazionale maschile di calcio israeliana parteciperà alle prossime partite della fase a gironi della quinta edizione della Uefa Nations League. La fase a gironi si articolerà in due finestre: le prime quattro partite si disputeranno tra il 24 settembre e il 6 ottobre, le altre due si svolgeranno tra il 12 e il 17 novembre 2026. Israele è inserito nella Lega B insieme ad Austria, Irlanda e Kosovo.
In Irlanda è forte l'opposizione dell'opinione pubblica alla partecipazione di Israele alle competizioni calcistiche, anche nell'ambito della campagna Stop the Game. Diverse associazioni di calcio, calciatori e calciatrici, attivisti e attiviste, sindacati, artisti e rappresentanti politici hanno chiesto sanzioni, un boicottaggio o la sospensione delle prossime partite tra Irlanda e Israele, in programma il 27 settembre e il 4 ottobre.
La Federazione calcistica irlandese ha presentato formalmente alla Uefa una richiesta affinché valuti la sospensione di Israele dalle competizioni dell'Uefa. La Uefa ha tuttavia confermato le partite della Nations League e, ove necessario, il ricorso a "campi neutri" in stati diversi da Israele e Irlanda. Le partite tra Irlanda e Israele sono già previste in "campi neutri" in Ungheria e Serbia e si disputeranno a porte chiuse, senza la presenza di tifosi negli stadi.
Nell'ottobre 2025 Amnesty International aveva scritto alla Fifa e alla Uefa, chiedendo la sospensione della Fci qualora i club con sede negli insediamenti illegali nel Territorio palestinese occupato non fossero stati immediatamente esclusi dai campionati israeliani.
Nel marzo 2026 la Fifa ha annunciato che su tale questione non avrebbe adottato alcun provvedimento. Con questa posizione, la Fifa legittima indirettamente l'occupazione illegale di Israele e rischia di contribuirvi, così come rischia di contribuire alle gravi violazioni dei diritti umani commesse da Israele contro la popolazione palestinese della Cisgiordania occupata, tra cui il crimine contro l'umanità di apartheid. Inoltre, ignora il parere consultivo emesso nel 2024 dalla Corte internazionale di giustizia sull'illegalità dell'occupazione israeliana.
A seguito della decisione della Fifa di respingere i suoi ricorsi relativi ai club degli insediamenti israeliani, la Federazione calcistica palestinese ha presentato un ricorso al Tribunale arbitrale dello sport.
Il recente rapporto di Amnesty International, "Cancellare ogni traccia palestinese: la pulizia etnica israeliana delle comunità di beduini e pastori della Cisgiordania", documenta come l'attuale governo israeliano abbia fatto dell'annessione formale, ai sensi del diritto interno, delle terre palestinesi nel Territorio palestinese occupato illegalmente un'esplicita politica di stato, la cui attuazione ha subito una forte accelerazione, anche attraverso la violenza dei coloni sostenuta dallo stato.