09/25/2026 | News release | Distributed by Public on 09/25/2026 08:09
Ictus, emorragie cerebrali, crisi epilettiche, meningiti, encefaliti e altre patologie: teleconsulti entro 24 ore e visite programmabili entro sette giorni
25 settembre 2026
Un paziente ricoverato. Davanti a lui un vero e proprio robot, che lo osserva e si muove come fosse un medico. A pilotarlo a distanza è uno specialista in carne e ossa che tramite questa tecnologia di ultima generazione è in grado di portare a termine visite neurologiche urgenti e non rinviabili come fosse sul posto.
È la nuova frontiera della telemedicina in Emilia-Romagna. Il servizio è già attivo all'ospedale di Porretta, nel comune di Alto Reno Terme sull'Appennino bolognese, grazie a un collegamento diretto con i professionisti dell'Irccs Scienze neurologiche e della Rete Stroke metropolitana dell'Ospedale Maggiore di Bologna.
A illustrarlo in conferenza stampa, l'assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. Con lui anche la direttrice generale dell'Ausl di Bologna, Anna Maria Petrini, il direttore della Neurologia del Maggiore e della Rete Stroke metropolitana, Andrea Zini, e la vicesindaca di Alto Reno Terme, Elena Gaggioli.
Un importante passo avanti nell'innovazione dei servizi sanitari e nell'equità di accesso alle cure specialistiche, soprattutto nelle aree montane, che permette di integrare le competenze professionali presenti sul territorio con quelle dei centri specialistici di riferimento.
"La telemedicina ci permette di accorciare le distanze e di portare competenze e professionalità dove fisicamente è più difficile arrivare- spiega Fabi-. E questo è particolarmente importante per la montagna e per le aree più periferiche, dove garantire servizi sanitari di qualità significa anche mettere le strutture ospedaliere e territoriali nelle condizioni di poter contare, in tempo reale, sul supporto degli specialisti e dei centri di riferimento regionali. Un ospedale di montagna non deve essere un ospedale isolato: attraverso la telemedicina può essere sempre più connesso alla rete regionale, condividere dati e immagini diagnostiche, confrontarsi con gli specialisti e offrire ai cittadini risposte più tempestive senza costringerli, quando non necessario, a percorrere decine di chilometri. Per l'Emilia-Romagna- aggiunge l'assessore- investire nella telemedicina significa quindi investire anche nel diritto alla salute di chi vive lontano dai grandi centri: vogliamo una sanità capace di utilizzare tutte le opportunità offerte dall'innovazione per ridurre le distanze, rafforzare i presidi territoriali e garantire a tutti, indipendentemente dalla distanza da un grande ospedale, la possibilità di accedere a competenze e servizi di qualità".
"Grazie a questa innovazione organizzativa rafforziamo l'integrazione tra i nostri ospedali- sottolinea Petrini-, offrendo ai cittadini un accesso più tempestivo alle competenze neurologiche specialistiche. La telemedicina rappresenta uno strumento concreto per migliorare la qualità dell'assistenza, supportare i professionisti sanitari e garantire una presa in carico sempre più efficace e vicina ai bisogni delle persone. Questo nuovo servizio si affianca al parallelo rafforzamento della presenza degli specialisti neurologi territoriali nelle aree dell'Appennino bolognese in giornate dedicate a Porretta, Vergato, Castiglione dei Pepoli e Vado, integrati con la Neurologia del Maggiore".
"Negli anni l'ospedale di Porretta si è sempre più qualificato come riferimento per tutto il territorio dell'Appennino bolognese- le parole di Gaggioli-: è quindi molto rilevante cogliere le opportunità offerte dalla tecnologia e aumentare la quantità e la qualità delle prestazioni che un paziente può ricevere senza doversi spostare verso il capoluogo, in particolare quando si parla di cure specialistiche. Non si tratta di un superamento della presenza dei professionisti, ma di un loro affiancamento dato che l'utilizzo di queste soluzioni sarà accompagnato da un rafforzamento della presenza di medici neurologi in tutte le strutture dell'Appennino".
Il servizio permette di effettuare sia teleconsulti entro 24 ore dalla richiesta, sia visite neurologiche programmabili entro sette giorni, a seconda delle necessità cliniche del paziente. É rivolto ai pazienti che necessitano di una consulenza neurologica urgente o programmabile in presenza di sintomatologia neurologica acuta o di una riacutizzazione di patologie neurologiche croniche. Tra le condizioni che possono beneficiare della valutazione specialistica a distanza rientrano, ad esempio, alcuni casi di ictus non candidabili a trattamenti in fase acuta, emorragie cerebrali, crisi epilettiche, meningiti, encefaliti e altre patologie neurologiche acute.
La televisita si svolge attraverso una piattaforma tecnologica dedicata, simile a un piccolo robot dotato di telecamere, monitor, microfono e altoparlante, che può essere spostato nei vari reparti dell'ospedale. Il sistema, comandato a distanza dal neurologo dell'Ospedale Maggiore, consente di interagire in tempo reale con il paziente, anche a letto o in barella, e al contempo con i professionisti presenti sul posto, per valutare congiuntamente il paziente, condividere informazioni cliniche, documentazione sanitaria e immagini diagnostiche necessarie.
L'attivazione del servizio è coerente con le indicazioni nazionali e regionali per lo sviluppo della telemedicina e con le più recenti evidenze che ne riconoscono efficacia e sicurezza nella gestione delle patologie neurologiche acute, in particolare nell'ambito dell'emergenza-urgenza e dei percorsi dedicati all'ictus cerebrale.
L'Emilia-Romagna utilizza servizi di telemedicina da oltre vent'anni, con esperienze consolidate come la telerefertazione radiologica ed elettrocardiografica e il monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili. La diffusione dei servizi è cresciuta nel tempo. Nel 2020 una rilevazione ministeriale censiva 33 servizi di telemedicina attivi a livello aziendale sul territorio emiliano-romagnolo. Nel 2024 una successiva rilevazione della Regione ne individuava 46, confermando l'accelerazione della diffusione di questi servizi, favorita anche dall'esperienza pandemica.
Nel 2025 in Emilia-Romagna sono state 8.376 le prestazioni eseguite in telemedicina. Ad agosto 2026 già quasi 6mila.
Ultimo aggiornamento: 25-09-2026, 15:51