05/08/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/08/2026 13:27
50° sisma: Zilli, il concerto di Artegna è una preghiera per chi resta
L'assessore ha assistito a Requiem for the Living con oltre cento artisti
Artegna, 8 mag - "Il 6 maggio è una cicatrice nel cuore del Friuli che la musica del concerto di stasera può trasformare in memoria consapevole e in radici profonde, capaci di sostenere il futuro con la stessa dignità e speranza di chi, il giorno dopo il terremoto, trovò la forza di ricostruire".
È il commento dell'assessore alle Finanze Barbara Zilli che stasera, nella Pieve di Santa Maria Nascente ad Artegna, ha assistito al concerto "Requiem for the Living" del compositore contemporaneo Dan Forrest, appuntamento inserito nel programma delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976. L'opera, composta nel 2013, propone una lettura moderna del Requiem nell'intento, espresso fin dal titolo, di esprimere una memoria consapevole del dolore della perdita e della ricostruzione rivolgendosi ai vivi, a chi ha saputo rialzarsi dopo la tragedia.
Protagonisti della serata sono stati il Coro Panarie e il Coro del Rojale, accompagnati da un'orchestra da camera diretta dal maestro Paolo Paroni. Complessivamente sono saliti sul palco quasi cento tra coristi e musicisti.
"È per me un onore e una profonda emozione essere qui in una serata così densa di significato - ha sottolineato Zilli -. La Pieve di Santa Maria Nascente è una splendida cornice architettonica, un simbolo vivente della nostra identità e della capacità di rinascita della comunità di Artegna".
Zilli ha quindi rimarcato il valore della scelta artistica: "Ascoltare un autore contemporaneo come Dan Forrest consente alla memoria del terremoto di parlare anche il linguaggio del presente. Questo Requiem for the Living non è una musica per la fine, ma una preghiera per chi resta: un abbraccio alla nostra terra e a chi ha saputo rialzarsi".
Il Coro Panarie, nato ad Artegna nel 1975 per custodire la tradizione musicale friulana e della villotta, ha progressivamente ampliato il proprio repertorio verso la musica colta, barocca e contemporanea. Il Coro del Rojale, fondato nel 1976 a Reana del Rojale, si è distinto negli anni per il lavoro sulla polifonia sacra e contemporanea. La collaborazione tra le due realtà corali rappresenta un simbolo della coesione sociale che caratterizzò il "modello Friuli" durante la ricostruzione post sisma.
L'assessore regionale ha inoltre evidenziato il forte significato collettivo dell'esecuzione: "Vedere quasi cento persone tra coristi e orchestrali condividere questo palco è l'immagine più bella di un Friuli che sa fare squadra. Coordinare due cori e un'orchestra richiede armonia, disciplina e coesione: le stesse qualità che cinquant'anni fa permisero alle nostre comunità di rinascere dalle macerie".
"In serate come questa comprendiamo quanto la cultura e la musica siano strumenti essenziali per tenere unite le generazioni: chi c'era nel 1976 e i giovani che oggi cantano queste note. Dove le parole si fermano, perché il ricordo o il dolore sono troppo grandi, la musica continua a camminare", ha conluso Zilli. ARC/SSA/ma