04/08/2026 | Press release | Distributed by Public on 04/08/2026 13:27
Commentando l'odierna escalation senza precedenti in Libano dell'esercito israeliano, che ha dichiarato di aver portato a termine "la più grande ondata coordinata di attacchi" contro 100 obiettivi nel giro di dieci minuti, uccidendo e ferendo centinaia di persone, la direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l'Africa del Nord, Heba Morayef, ha dichiarato:
"Appena ore dopo che il mondo aveva accolto con cautela la notizia di un cessate il fuoco tra Usa, Israele e Iran, l'incubo per la popolazione civile libanese è diventato ancora più terrificante. Oggi è stato il giorno più mortale da quando, il 2 marzo, sono iniziati gli attacchi israeliani nel sud del Libano, nella valle della Bekaa e in aree densamente abitate dei quartieri centrali di Beirut, molti dei quali senza preavviso. Gli ospedali hanno lanciato appelli a donare il sangue, sopraffatti dal numero dei feriti".
"Anche prima degli attacchi di oggi, che l'esercito israeliano ha denominato 'Operazione oscurità eterna', più di 1500 persone erano state uccise e oltre un milione era stato costretto a lasciare le proprie case. La popolazione civile libanese aveva già pagato un prezzo insopportabile e tra gli uccisi c'erano stati anche bambini, giornalisti e operatori sanitari: gli ultimi attacchi non faranno altro che accrescere queste devastanti perdite umane".
"Ribadiamo l'urgente necessità che Israele rispetti i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e garantisca che i civili siano protetti. Israele vanta un agghiacciante precedente di attacchi illegali in Libano e di sprezzante disprezzo per la vita dei civili, alimentati dall'impunità di cui i suoi militari sentono di beneficiare".
"Il recente messaggio del portavoce dell'esercito israeliano, secondo il quale Hezbollah ha riposizionato le proprie forze dai quartieri meridionali a quelli settentrionali di Beirut e in zone miste della capitale, alimenta il timore di nuovi attacchi contro aree civili. Le forze israeliane sono obbligate a distinguere tra obiettivi civili e obiettivi militari e a non compiere attacchi diretti contro civili e obiettivi civili, attacchi indiscriminati e attacchi sproporzionati. Devono prendere tutte le precauzioni possibili per ridurre al minimo i danni ai civili e alle infrastrutture civili, evitando tra l'altro l'impiego di armi esplosive con effetti di vasta portata per colpire aree residenziali densamente popolate. Non rispettare tali obblighi costituisce una grave violazione del diritto internazionale umanitario e mette in imminente pericolo la popolazione civile".
"Gli attacchi di oggi ci dicono ancora una volta che gli stati devono immediatamente interrompere i trasferimenti di armi e di munizioni a Israele, dato l'enorme rischio che saranno usati per commettere gravi violazioni del diritto internazionale umanitario".
Fatima, testimone oculare di uno degli attacchi che ha colpito un palazzo nel quartiere di Salim Salam di Beirut, ha raccontato:
"Ho preso il mio computer e sono corsa in strada. Era l'apocalisse, c'erano corpi in terra, sangue ovunque, non si riuscivano a contare gli adulti e i bambini feriti. Mi sono spostata ma ovunque c'era la stessa scena. Non sapevo dove andare. Camminavo senza una meta cercando di allontanarmi il più possibile. Era un incubo".
L'8 aprile l'esercito israeliano ha emesso avvisi di evacuazione per i quartieri meridionali di Beirut e la città di Tiro e ha rinnovato l'ordine di evacuazione di massa verso il nord del fiume Zahrani.
Alle 14.30, nel giro di dieci minuti, l'esercito israeliano ha lanciato una serie di attacchi contro almeno 48 luoghi diversi, compresi quartieri densamente abitati e infrastrutture civili nel nord e nel sud del Libano, nella zona del Monte Libano, nella valle della Bekaa, nella periferia e nel centro di Beirut.
Secondo l'esercito israeliano, gli attacchi coordinati hanno colpito "100 centri di comando e siti militari di Hezbollah" situati "nel cuore della popolazione civile". Si è trattato, nelle parole del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, "del più grande colpo coordinato contro Hezbollah dai tempi dell'operazione contro i cercapersone".
A partire dal 2024 Amnesty International ha documentato l'uso, da parte dell'esercito israeliano, del fosforo bianco e di esplosioni indiscriminate di massa contro congegni elettronici. Le operazioni militari israeliane in Libano hanno causato grandi perdite civili e hanno compreso attacchi aerei illegali contro zone residenziali così come attacchi a giornalisti, strutture sanitarie, ambulanze e personale medico.
Amnesty International ha anche denunciato distruzioni e danni massicci a infrastrutture civili e terreni agricoli nel sud del Libano dal 1° ottobre 2024 al 26 gennaio 2025, ben oltre il cessate il fuoco del novembre 2024.
Amnesty International ha anche denunciato azioni illegali da parte di Hezbollah, come i lanci di razzi privi di guida contro centri abitati di Israele, che hanno causato morti, feriti e la distruzione di abitazioni civili.