05/12/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/12/2026 07:55
(Arv) Venezia, 12 maggio 2026
"La proiezione del docufilm sulla vita di Stefano Gheller non sarà solo l'occasione per rimettere al centro della discussione politica il tema del fine vita, ma soprattutto l'occasione per parlare a quelle consigliere e a quei consiglieri regionali che su questo tema hanno ancora dubbi e paure. Perché prima di discutere e votare una legge, mi piacerebbe che si conoscessero le vite di cui stiamo parlando". È quanto dichiara la consigliera regionale Elena Ostanel, di Alleanza Verdi e Sinistra, promotrice della proiezione di "Lasciatemi morire ridendo", il docufilm dedicato alla storia di Stefano Gheller, in programma il 13 maggio a Palazzo Ferro Fini.
"Mi sono battuta molto - spiega Ostanel - per ottenere questa proiezione in Consiglio regionale, ma non ho voluto in alcun modo mettere il cappello sull'iniziativa o trasformarla in un'occasione politica. L'obiettivo è creare uno spazio di ascolto e responsabilità. La storia di Stefano riguarda tutte e tutti: maggioranza, opposizione, persone favorevoli, persone contrarie e soprattutto chi non ha ancora maturato una posizione definitiva. Voglio riconoscere anche a Zaia un interessamento rispetto a questa proiezione che va oltre il semplice ruolo istituzionale di Presidente del Consiglio regionale. È un segnale positivo, che mi auguro possa avere un seguito concreto. Anche perché fu proprio Zaia, nel primo Consiglio di questa legislatura a dire di essere pronto a votare una proposta sul fine vita. Quindi oggi abbiamo l'occasione per riaprire davvero il confronto e per arrivare finalmente a una legge chiara, che non lasci sole queste persone e le loro famiglie".
"La proposta di legge di iniziativa popolare Liberi Subito, sottoscritta da oltre 9.000 cittadine e cittadini veneti, può tornare presto in Aula. Noi siamo pronti anche con alcuni emendamenti che servono a recepire le indicazioni arrivate dalla Corte costituzionale. Non ci sono più scuse, nemmeno per chi utilizza falsità o confonde il necessario supporto alle cure palliative con una norma che sia di sollievo alle persone per le quali le cure palliative non bastano o non funzionano. Ora però è la maggioranza che deve chiarirsi le idee e decidere se dare una risposta a quelle firme e soprattutto alle persone che potrebbero usufruire di una norma sul fine vita, oppure se scegliere ancora una volta di ignorarle", conclude Ostanel.