Consiglio Regionale della Toscana

03/04/2026 | Press release | Distributed by Public on 03/04/2026 09:32

Economia: moda, interventi per salvaguardia e rilancio del settore

Economia e Imprese4 Marzo 2026

Economia: moda, interventi per salvaguardia e rilancio del settore

In commissione Sviluppo economico, presieduta da Brenda Barnini (Pd), proposta di risoluzione licenziata all'unanimità. La presidente: "Occorrono ruolo della Regione sistemico negli interventi e una strategia complessiva che superi i compartimenti stagno". Accolti emendamenti FdI, presentati dalla vicepresidente Marcella Amadio: "Valorizzare il marchio made in Tuscany"

Comunicato n. 0155
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Credit: rawpixel.com

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di Benedetta Bernocchi

Firenze - "Dare una visione completa ed articolata del comparto moda che metta insieme i diversi punti di vista, la complessità di un settore difficile da definire in un solo spicchio e portante nel sistema economico regionale e una crisi ormai diventata strutturale e in larga misura, dipendente da fattori geopolitici di instabilità internazionale." Questa la filosofia alla base della proposta di risoluzione licenziata all'unanimità, questa mattina, in commissione Sviluppo economico, presieduta da Brenda Branini (Pd), in merito alla crisi del settore della moda e alla necessità di interventi strutturali per la salvaguardia del sistema produttivo e occupazionale.

"Il ruolo come Regione - ribadisce la presidente - deve diventare sempre più sistemico nella visione degli interventi che mettiamo in campo, questo vuol dire che i 102milioni destinati ai bandi e quello che residuerà, le risorse destinate alla formazione, le politiche per far crescere la produzione di energia da fonte rinnovabile, le scelte da fare sulle politiche industriali, tutto ciò deve far riferimento ad una strategia complessiva - prosegue Barnini- non che non ci sia già stata ma credo che il perdurare della crisi e la sua complessità debbano spingere, e questo è il ruolo della commissione, a rafforzare questo approccio a fronte di una visione a compartimenti stagno".

Uno degli elementi di arricchimento del dibattito, secondo Barnini, "è la necessità di rimettere al centro la lettura dei distretti e non solo delle filiere" e ancora, "abbiamo bisogno che i distretti produttivi possano indirizzare una parte delle scelte che facciamo sui fondi per la spesa destinata alla formazione".

Tra gli impegni richiesti alla Giunta, nell'atto di iniziativa della commissione, quello di attivarsi nei confronti del Governo affinché siano rifinanziati gli ammortizzatori sociali per il comparto moda; assicurati interventi sistemici e stabili per garantire continuità e copertura agli strumenti di tutela dell'occupazione, superando logiche emergenziali e frammentarie; siano adottate misure a sostegno della liquidità e della tenuta delle imprese della filiera, in particolare delle micro e piccole imprese, definito un quadro di politiche industriali di medio-lungo periodo per il settore, coerente con le specificità delle filiere e dei distretti produttivi.

Nell'atto, come ha spiegato la presidente Barnini, si invita a rafforzare le azioni già messe in campo a sostegno del comparto. "Occorre proseguire il monitoraggio sulla crisi del settore - ha detto - convocando urgentemente il 'tavolo regionale sulla moda come sede strutturata di confronto e coordinamento, con il coinvolgimento delle parti sociali, delle rappresentanze economiche e dei grandi committenti, dei vertici di Arti, Sviluppo Toscana e Fidi Toscana, per costruire una governance di filiera capace di accompagnare il sistema produttivo nella fase di difficoltà e di prevenire ulteriori processi di indebolimento occupazionale e produttivo".

Nell'atto si chiede, inoltre, di rafforzare la capacità di intervento dei distretti e dei relativi tavoli per rispondere con tempistiche più adeguate alle crisi e alle dinamiche di mercato. Tra gli elementi sottolineati dalla presidente la necessità di "perseguire con sempre maggiore efficacia, per quanto di competenza regionale e nel quadro di un necessario coordinamento con le politiche di livello nazionale, un approccio di natura integrata alle criticità del settore della moda, favorendo il coordinamento tra politiche industriali, formazione, innovazione, digitalizzazione e organizzazione del lavoro". E ancora, a sostenere forme di collaborazione per rafforzare il potere contrattuale e la capacità innovativa delle piccole imprese fornitrici, supportando queste scelte con specifiche azioni di formazione e informazione preventiva e rafforzare il dialogo tra istituzioni e sistema produttivo e promuovere misure specifiche per garantire la legalità, la trasparenza e l'etica lungo tutta la filiera della moda. Importante anche "mettere a sistema i diversi percorsi formativi esistenti che possono supportare il comparto moda; sottoscrivere un patto per lo sviluppo e la coesione sociale con tutte le parti sociali coinvolte e semplificare i percorsi di accesso ai bandi per l'innovazione per le imprese".

Barnini ribadisce la necessità di "elaborare un documento, da condividere con le parti sociali, che illustri la strategia specifica individuata per il rilancio del settore della moda e ad informare periodicamente il Consiglio regionale, tramite la Commissione consiliare competente, in merito alle misure che verranno ulteriormente implementate, anche in attuazione della presente risoluzione, per fronteggiare la crisi del settore della moda toscano".

La risoluzione è stata licenziata all'unanimità dopo l'accoglimento di alcuni emendamenti presentati dalla vicepresidente Marcella Amadio (FdI), tra i quali la richiesta di aggiungere nella premessa, tra le filiere che comprendono il tessile, l'abbigliamento, il calzaturiero, la pelletteria, il conciario e la produzione di accessori, "anche quelli di natura metalmeccanica destinati agli ambiti dell'oreficeria e bigiotteria".

Riguardo all'impegnativa, sono state accolti gli emendamenti di FdI che impegnano la Giunta a "semplificare i percorsi di accesso ai bandi per l'innovazione per le imprese, privilegiando il sostegno alle fasi di ricerca e sviluppo, progettazione, distribuzione, marketing e servizi post vendita, modulando altresì i requisiti previsti dai bandi alle caratteristiche delle piccole imprese, affinché risultino accessibili anche a queste ultime, pur privilegiando percorsi di aggregazione dal basso che consentano di cogliere le economie di scala delle innovazioni". "L'impegno ad operare per la piena valorizzazione del marchio Made in Tuscany, favorendone il riconoscimento valoriale anche in termini di sostenibilità sociale ed ambientale" e "a predisporre un monitoraggio costante della situazione del settore con analisi e dati che permettano una pronta osservazione e analisi dei principali indicatori".

L'atto sarò all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare.

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