06/15/2026 | Press release | Distributed by Public on 06/15/2026 11:52
15 giugno 2026
(AVN) - Venezia, 15 giugno 2026
Il Veneto ha definito un'intesa concreta che garantisca la piena operatività delle sue Case di Comunità, con l'obiettivo primo di rafforzare la medicina territoriale. Nel corso dell'incontro odierno tra il presidente Alberto Stefani, l'assessore alla Sanità Gino Gerosa, il direttore dell'Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti e i rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale in Veneto, è stato raggiunto un accordo che consentirà di assicurare la presenza dei professionisti nelle Case di Comunità e di valorizzarne pienamente il ruolo al servizio dei cittadini. L'intesa, di cui si stanno definendo gli ultimi dettagli, arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario nazionale e dimostra la capacità del Veneto di trovare risposte ai bisogni dei cittadini, trasformando una criticità in un'opportunità di innovazione organizzativa.
"Il Veneto è laboratorio di buone pratiche oltre che modello di riferimento per l'intero Paese - dichiara Stefani -. Fin dalla loro progettazione abbiamo sostenuto che le Case di Comunità dovevano diventare il punto di riferimento della medicina territoriale, il luogo in cui il cittadino trova assistenza e continuità di cura in modo diffuso. Abbiamo attivato una task force e ho voluto seguire personalmente l'accordo fino ad oggi, giorno per giorno. Scegliamo di investire nel territorio, riattivare il circuito delle visite domiciliari, aprire le porte della sanità al cittadino. Oggi dimostriamo che, quando ci sono responsabilità e volontà di collaborare, le soluzioni si trovano".
"Il Veneto - prosegue Stefani - ha scelto la strada del confronto e del pragmatismo. Le Case di Comunità saranno un presidio fondamentale per avvicinare la sanità ai cittadini e migliorare le cure ai pazienti".
L'accordo prevede che i medici di medicina generale convenzionati con quota capitaria e oggi afferenti alle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) garantiscano la presenza nelle Case di Comunità dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20, attraverso una turnazione che assicurerà la copertura del servizio, fermo restando l'attività della continuità assistenziale nelle restanti fasce orarie. Per quanto riguarda invece i medici operanti a regime orario, l'intesa conferma il loro impiego nelle Case di Comunità per 38 ore settimanali, con una prevalente attività nelle ore notturne e nei fine settimana, garantendo così un ampliamento dell'offerta assistenziale.
Entrambe le categorie di professionisti potranno inoltre svolgere ulteriori attività fino a un massimo di 6-10 ore aggiuntive settimanali, remunerate a 60 euro lordi l'ora. In tali fasce operative, i medici delle Case di Comunità potranno assistere non soltanto i propri pazienti ma tutti i cittadini che accederanno alle strutture.
"Con questa intesa - sottolinea l'assessore Gerosa - diamo piena concretezza a un progetto che rappresenta uno degli assi portanti della nostra sanità. Le Case di Comunità diventeranno luoghi realmente operativi e capaci di intercettare i bisogni assistenziali prima che si trasformino in emergenze e prima dell'accesso alle strutture ospedaliere. Puntiamo, oltre a ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, a garantire una maggiore prossimità ai cittadini, soprattutto alle persone fragili e ai pazienti cronici. Ringraziamo i rappresentanti dei Medici di medicina generale per l'approccio responsabile e per il dialogo che hanno sempre mantenuto con la Regione: insieme stiamo costruendo un modello organizzativo che mette al centro il cittadino e valorizza il ruolo dei professionisti sanitari".
(PRESIDENTE-SANITA')