05/19/2026 | News release | Distributed by Public on 05/19/2026 05:39
La Finlandia consolida il proprio profilo di mercato caratterizzato da un'elevata stabilità istituzionale e trasparenza, posizionandosi al secondo posto globale nell'indice di "Transparency International" 2025 per l'assenza di corruzione. Pur a fronte della contrazione registrata nel 2025, il sistema economico finlandese manifesta una progressiva ripresa, con una crescita del prodotto interno lordo stimata al +1,2% per il 2026. Questa dinamica è sostenuta da una densità abitativa ridotta e da un elevato potere d'acquisto pro capite, che garantiscono una domanda interna qualificata e una gestione efficiente dei servizi pubblici.
Il Paese opera come un ponte strategico per l'accesso ai mercati nordici e baltici, facendo leva su una forza lavoro altamente specializzata formata in un sistema educativo che riceve costantemente investimenti pari a circa il 3% del PIL.
Il baricentro dell'industria finlandese risiede nel comparto dell'alta tecnologia e dell'elettronica, profondamente ristrutturatosi dopo la transizione di Nokia verso le infrastrutture di rete, la cartografia digitale e l'innovazione, culminata con l'integrazione di Alcatel-Lucent nella Nokia Corporation. Parallelamente, il settore forestale mantiene una rilevanza strutturale attraverso la produzione di legno, cellulosa e carta, pur dovendo fronteggiare la crescente pressione competitiva dei mercati asiatici.
La solidità industriale è garantita inoltre dai comparti della metallurgia e delle macchine industriali, dove operano gruppi di rilevanza globale quali Kone, Wärtsilä e Metso. Gli shock internazionali negativi hanno colpito duramente l'economia finlandese, portando alla chiusura a tempo indeterminato del confine con la Russia, all'interruzione delle esportazioni verso di essa e a un forte calo del turismo asiatico a causa delle restrizioni sullo spazio aereo russo. Le imprese locali sono tuttavia riuscite a diversificare i mercati di sbocco, in particolare rafforzando le esportazioni verso gli Stati Uniti, pur in un contesto in cui, dalla metà del 2025, la Finlandia, al pari degli altri Paesi dell'UE, è soggetta a dazi doganali del 15% sull'export di beni non esenti.
Inoltre, grazie a un settore industriale innovativo e ai bassi costi dell'energia elettrica, la Finlandia è in una posizione favorevole per soddisfare la crescente domanda nei settori della difesa e dell'industria verde, con potenziali ricadute positive su investimenti ed esportazioni superiori alle attese. Infatti la Finlandia, leader mondiale nella costruzione di rompighiaccio, si è recentemente aggiudicata un contratto miliardario con l'amministrazione statunitense per la fornitura di undici navi rompighiaccio destinate al pattugliamento dell'Artico.
Anche la transizione ecologica rappresenta un importante driver degli investimenti futuri. La strategia energetica nazionale prevede che entro il 2030 l'utilizzo di energie rinnovabili superi il 50%, con un contestuale incremento dell'autosufficienza energetica oltre il 55% e l'eliminazione del carbone per la produzione elettrica entro il 2029. Questo percorso si inserisce nell'obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2035, favorendo lo sviluppo del polo delle tecnologie verdi nell'area di Vaasa e l'espansione del settore chimico, in particolare nei comparti della raffinazione e dei prodotti farmaceutici.
Per colmare i divari tecnologici e mantenere la competitività, il governo promuove attivamente la collaborazione tra università e imprese nel segmento delle start-up e sta indirizzando significativi investimenti verso la sicurezza cibernetica, con l'obiettivo di consolidare una leadership globale nel settore.
Sinergie industriali e specializzazione merceologica negli scambi bilaterali
Le relazioni commerciali tra Italia e Finlandia mostrano un'integrazione profonda, con un interscambio che nel 2025 ha registrato esportazioni italiane pari a 2,1 miliardi di euro e importazioni per 2,4 miliardi. L'Italia detiene una quota di mercato di quasi il 3%, posizionandosi come undicesimo fornitore del Paese. Il Made in Italy si distingue nelle forniture di macchinari e apparecchi, prima voce dell'export con 463 milioni di euro, seguiti dai mezzi di trasporto (133 milioni) e dalle sostanze e prodotti chimici (107 milioni). Sul fronte delle importazioni, prevalgono i prodotti alimentari (749 milioni di euro) e dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca (112 milioni).
La presenza industriale italiana, benché non estesa a livello numerico e priva di filiali bancarie, si caratterizza per operazioni di rilievo. Tra queste figurano l'acquisizione di Sako da parte di Beretta, quella di Meira da parte del Massimo Zanetti Beverage Group, il controllo di Nautor da parte del gruppo Ferragamo e la gestione di Finnlines da parte del Gruppo Grimaldi. A ciò si aggiungono i più recenti investimenti di Gridspertise nel settore delle smart grid attraverso l'acquisizione di Aidon Oy, fornitore di soluzioni per reti intelligenti.
Notevoli sono inoltre gli investimenti industriali di Prima Industrie in Finn-Power Oy e del Gruppo Prysmian per l'ammodernamento degli impianti di cavi sottomarini a Pikkala. Queste dinamiche testimoniano gli sforzi di investimento pubblico e privato da parte della Finlandia verso settori ad alto contenuto tecnologico, con particolare attenzione all'elettronica e alla transizione energetica.
La navigazione nell'Artico funge da opportunità per i cantieri navali finlandesi
Negli ultimi mesi è stato reso pubblico un accordo del valore stimato di 6,1 miliardi di euro tra la Guardia Costiera degli Stati Uniti e i cantieri navali di Helsinki per la costruzione di undici rompighiaccio. In base a tale intesa, la Finlandia avvierà la costruzione di quattro unità presso i cantieri navali di Helsinki e Rauma, mentre le restanti sette saranno prodotte in territorio statunitense, di cui tre presso il cantiere navale di Galveston (Texas), controllato dalla canadese Davie, proprietaria anche del cantiere navale della capitale finlandese.
L'ordine si inserisce nell'ambito dell'Icebreaker Collaboration Effort (ICE Pact), lanciata nel 2024 con l'obiettivo di intensificare la cooperazione tra Finlandia, Canada e Stati Uniti nello sviluppo di rompighiaccio artici e polari di livello mondiale e delle relative capacità industriali. Attraverso l'ICE Pact, l'amministrazione statunitense sta realizzando il più grande e trasformativo investimento in ambito artico e marittimo nella storia del Paese.
La progressiva riduzione dei livelli di ghiaccio causata dal cambiamento climatico rende l'Oceano Artico sempre più navigabile per le navi mercantili, con le rompighiaccio che svolgono un ruolo chiave nell'apertura e nel mantenimento delle rotte. Ciò favorisce lo sviluppo di nuovi corridoi commerciali tra Asia ed Europa, sia lungo le rotte a nord della Russia, sia attraverso il passaggio artico a nord dell'Alaska e del Canada, fino alla Groenlandia.
La Finlandia si conferma leader mondiale nel settore delle rompighiaccio. Secondo Arctia, società statale che gestisce la flotta nazionale, il 60% delle navi rompighiaccio mondiali attualmente in servizio è stato costruito nei cantieri navali finlandesi mentre l'80% è stato progettato da aziende finlandesi.
Il comparto del legno alla prova della sostenibilità: resilienza produttiva e mercati globali
L'industria finlandese dei prodotti forestali si trova in un momento cruciale. I cambiamenti del mercato globale, l'inasprimento delle normative UE con il Regolamento sulla deforestazione (EUDR), la debole domanda nel settore della cellulosa e della carta e le pressioni sui costi nel settore della segheria stanno spingendo le aziende a ottimizzare la capacità produttiva e a investire in impianti più moderni e automatizzati, con l'obiettivo di coniugare efficienza e sostenibilità.
In tale contesto, il segmento delle segherie ha tuttavia mostrato segnali di espansione: secondo i dati del portale Resource Wise, all'inizio del 2025 la produzione di legname segato è aumentata di circa il 15% su base annua, con esportazioni in crescita di oltre il 20%, raggiungendo più di 70 Paesi. La crescita è risultata particolarmente marcata in Egitto, Estonia e Regno Unito.
Parallelamente, le imprese del settore continuano a svilupparsi in ambiti legati alla transizione verde. I mercati dei crediti ambientali, i materiali di origine biologica e il miglioramento della contabilità dei pozzi di carbonio rappresentano opportunità emergenti. Inoltre si attende una ripresa del settore edilizio europeo a partire dal 2026, sostenuta dagli investimenti infrastrutturali finanziati dall'UE e da condizioni di credito più favorevoli.
Intervista all'Ambasciatore d'Italia in Finlandia, Nicola Todaro Marescotti
Ambasciatore, può spiegare il trend del Made in Italy in Finlandia? Esistono prodotti o competenze italiani particolarmente ricercati nel Paese?
Il Made in Italy mantiene una posizione di altissimo profilo in Finlandia, dove si apprezza in primis la qualità ma anche il design e in generale il processo creativo che si esprime nelle nostre produzioni, dalle alte tecnologie all'agroalimentare. I settori che hanno acquisito maggiore visibilità, e che assumono anche una forte valenza evocativa in termini di immagine del nostro Paese (qui amatissimo, anche come destinazione turistica), sono: arredamento e design d'interni, moda e accessori, agroalimentare di alta gamma (vino e olio) e più in generale i prodotti che incarnano quella capacità tutta italiana di coniugare estetica e funzione.
Un aspetto che inoltre occorre sottolineare è che il Made in Italy, oltre all'export di beni materiali, è sempre più "export di competenze" e di cultura del progetto. E su questo piano si manifesta una complementarità molto interessante tra il sistema produttivo italiano e quello finlandese, in particolare nei settori dell'innovazione tecnologica, della ricerca applicata e della digitalizzazione.
Università, centri di ricerca e imprese dei due Paesi stanno sviluppando forme di collaborazione che vanno oltre il rapporto commerciale tradizionale. Un segnale significativo in questo senso è la crescente presenza di ricercatori, scienziati, professionisti e imprenditori italiani negli ecosistemi di Helsinki, Espoo e Tampere, in aggiunta a consolidati "cluster" tecnologici e produttivi a Oulu e a Vaasa. Si tratta di un vettore naturale di cooperazione bilaterale che l'Ambasciata segue con grande attenzione e che intende continuare a valorizzare. I nostri ricercatori e imprenditori, ma anche i professionisti quali Architetti, Personalità dello sport (allenatori, per esempio) e gli Artisti italiani che vanno sviluppando le proprie carriere in Finlandia sono in definitiva i nostri migliori Ambasciatori del Made in Italy, secondo una circolarità dei talenti professionali che costituisce il frutto più concreto della libertà di stabilimento promossa nel mercato unico europeo, a beneficio di entrambi i nostri Paesi.
La Finlandia è un Paese in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici: secondo Lei, qual valore aggiunto possono portare le aziende italiane in questo impegno?
La Finlandia ha fissato obiettivi climatici tra i più ambiziosi al mondo (neutralità carbonica entro il 2035), un orientamento questo che permea l'intera struttura economica e industriale del Paese. Per un'azienda italiana che guarda alla Finlandia, questo rappresenta un'opportunità concreta di posizionarsi in un mercato che premia l'innovazione e la qualità della soluzione tecnica. Il valore aggiunto che le imprese italiane possono portare è duplice. Da un lato, l'Italia ha sviluppato negli ultimi decenni competenze di assoluto livello nell'economia circolare, nelle energie rinnovabili, nella bioedilizia e nell'efficienza energetica, settore quest'ultimo particolarmente rilevante in un Paese nordico con climi rigidi e un elevato fabbisogno di soluzioni per il riscaldamento. Dall'altro lato, la tradizione manifatturiera italiana porta con sé una cultura del "saper fare" orientata all'ottimizzazione dei processi produttivi, alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione della sostenibilità in ogni fase della filiera.
Vi è inoltre un ambito in cui la sinergia italo-finlandese potrebbe dare risultati molto promettenti, quello dell'agritech e della filiera alimentare sostenibile. L'Italia eccelle nella biodiversità agricola e nelle tecniche di produzione di qualità e la Finlandia investe massicciamente in tecnologie per l'agricoltura di precisione.
Ci sono specifici settori economici a cui consiglierebbe a un'azienda italiana di guardare per investire o entrare nel mercato finlandese?
La Finlandia è un mercato relativamente piccolo per dimensioni ma sofisticato, esigente e aperto all'innovazione e alla proiezione internazionale, in particolare verso il Far East (alte tecnologie e design), ma anche il Sud America (industria del legno). Per un'azienda italiana che intende entrarvi, il consiglio non è semplicemente "quale settore scegliere", ma "con quale posizionamento presentarsi", anche per lavorare assieme ai finlandesi alla ricerca di nuovi mercati. La realtà finlandese, infatti, non premia l'offerta generica, ma privilegia soluzioni di qualità, ad alto valore aggiunto e partner affidabili nel lungo periodo. Ciò premesso, esistono alcune aree in cui vedo opportunità concrete e ben allineate con i punti di forza delle nostre aziende.
Il primo è quello della "cleantech" e dell'energia. La Finlandia è un hub europeo riconosciuto in questo comparto, con una filiera di startup, grandi aziende e centri di ricerca molto attivi. Vale la pena di ricordare in proposito il ruolo importantissimo di "SLUSH", la più grande fiera mondiale dedicata alle startup e alle tecnologie emergenti.
Slush si svolge ogni anno a Helsinki nel tardo autunno e rappresenta il principale appuntamento per promuovere l'ecosistema italiano dell'innovazione e facilitare connessioni con investitori e acceleratori locali. Si tratta di una manifestazione dove le start-up italiane (sempre più numerose ogni anno anche grazie allo sforzo di ICE Agenzia che, d'intesa con il MAECI, realizza un imponente Padiglione nazionale) trovano una vetrina di grande visibilità. Aziende innovative e Start up italiane con elevate competenze in efficienza energetica, mobilità sostenibile o tecnologie per le rinnovabili promuovono le loro idee e progetti davanti ai maggiori investitori del mondo e qui potrebbero anche trovare un ecosistema molto ricettivo e partenariati interessantissimi.
Il secondo è il settore delle costruzioni e "smart building". La domanda di edifici ad alta efficienza energetica è strutturale, e l'Italia ha molto da offrire in termini di materiali innovativi, soluzioni di domotica e progettazione sostenibile.
Terzo, è il comparto della salute e del benessere, inteso in senso ampio. È un settore in forte crescita in tutta la regione nordica, e l'Italia ha una tradizione consolidata sia nella ricerca farmaceutica che nella cultura del benessere.
Segnalo inoltre il settore della manifattura avanzata e della subfornitura industriale, dove la fiera "Alihankinta" di Tampere è il riferimento principale e dove (grazie all'impegno di ICE Agenzia) l'Italia tornerà da quest'anno a essere protagonista con una partecipazione strutturata. Le imprese italiane di meccanica, automazione e componentistica troverebbero qui in Finlandia (e nella regione Nordico - Baltica in cui la Finlandia si afferma sempre più come hub industriale ad alto livello) un mercato maturo che premia la qualità tecnica. Infine, sempre più rilevante, è il comparto della sicurezza, difesa e industria militare, settori dove la Finlandia, a seguito dell'adesione alla NATO, ha dato un fortissimo impulso agli investimenti, come anche nelle tecnologie spaziali (per scopi civili e militari).
In tutti questi casi, il mio consiglio pratico è di non affrontare il mercato finlandese da soli. È importante partecipare alle fiere di settore, stabilire contatti e partenariati con interlocutori locali, anche sul piano istituzionale, e, in tutto ciò, contare sempre sull'Ambasciata e sull'antenna ICE di Helsinki, a disposizione per accompagnare le imprese italiane in questo percorso.
Abbiamo grandi storie di successo nei partenariati industriali e commerciali, e siamo qui per realizzarne altre!