02/11/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/11/2026 00:08
Sempre più imprese energetiche utilizzano l'IA
La quota sale al 33,2% delle aziende del settore. Dai data center l'8,6% dell'incremento della domanda globale di elettricità al 2030
La crescente diffusione delle applicazioni di intelligenza artificiale (IA) ha innescato un forte aumento della domanda di risorse di calcolo, con crescenti attese sui profitti e la dinamica delle quotazioni dei titoli del settore tecnologico, la quale ha contribuito per il 60% all'aumento dei corsi azionari statunitensi nel 2025. Nell'ultimo Bollettino economico di Banca d'Italia si delinea il rischio di correzioni, con un elevato contagio dato dalla crescente interdipendenza tra le imprese del comparto della IA e il resto dell'economia. "Un'eventuale correzione delle quotazioni, o un ritorno delle valutazioni su valori più coerenti con la loro media storica potrebbe avere impatti significativi sulle condizioni finanziarie e sull'attività economica a livello globale."
La tumultuosa crescita del settore dell'IA determina un impatto rilevante sulla domanda di energia elettrica (QE 23/9). Il rapporto annuale dell'IEA (International Energy Agency) Electricity 2026 pubblicato venerdì scorso conferma il crescente peso dei data center nel consumo di elettricità : su una crescita stimata della domanda globale tra il 2025 e il 2030 di 5.400 TWh i data center ne determineranno 465 TWh, pari all'8,6%.
Nel 2025 è cresciuta la diffusione dell'IA tra le imprese, con il 16,4% delle imprese con almeno 10 addetti che utilizza almeno una tecnologia di IA, con un significativo incremento rispetto all'8,2% del 2024 e al 5,0% del 2023. Il settore dell'energia elettrica e gas si conferma il comparto industriale con la maggiore diffusione dell'utilizzo dell'IA, con il 33,2% delle imprese con 10 addetti ed oltre che nel 2025 utilizza almeno una tecnologia di IA (era il 19,5% nel 2024). A seguito della minore diffusione nelle imprese di acqua e rifiuti (9,3%), nel complesso delle imprese di energia e utilities nel 2025 l'utilizzo dell'IA si ferma al 13,5% e, pur in aumento rispetto al 7,9% del 2024 e al 5,3% del 2023, rimane di quasi tre punti inferiore alla media delle imprese. Tenuto conto del trend delle imprese attive, si stima che le imprese del settore in esame che usano l'IA nel 2025 salgono del 72,8% a fronte del raddoppio (+98,5%) registrato nella media delle imprese.
Nel confronto internazionale su dati di Eurostat, disponibili solo per l'aggregato di energia e utilities, si registra una relativa minore diffusione dell'IA tra le imprese italiane a fronte del 18,2% dell'Unione europea a 27, con quote più elevate per Germania (23,0%), Spagna (22,3%) e Francia (19,1%).
Tra le imprese di energia e utilities che utilizzano IA, la tecnologia più comune riguarda l'estrazione di conoscenza e informazione da documenti di testo (72,3%). Seguono la conversione della lingua parlata in formati leggibili da dispositivi informatici attraverso tecnologie di riconoscimento vocale (39,5%), la generazione di linguaggio scritto o parlato o codice di programmazione (33,8%), l'analisi di dati attraverso tecniche di machine learning, deep learning e reti neurali (29,1%), l'identificazione di oggetti o persone sulla base di immagini (26,2%), la generazione di immagini, video e audio (24,5%) e l'automatizzazione dei flussi di lavoro o il supporto nel processo decisionale (22,5%) mentre è più contenuto l'uso dell'IA per consentire il movimento fisico delle macchine, quali robot, droni e veicoli a guida autonoma (2,5%).
Gli ambiti aziendali in cui l'intelligenza artificiale viene adottata più frequentemente nel settore energia e utilities sono l'organizzazione dei processi di amministrazione aziendale (36,8%), la sicurezza ict (28,2%), l'attività di ricerca e sviluppo o innovazione (20,8%), il marketing e le vendite (20,7%), i processi di produzione (18,4%), la contabilità, il controllo e la gestione finanziaria (11,7%) e la logistica (9%).
Tra le imprese di energia e utilities che non utilizzano IA ma ne hanno preso in considerazione l'implementazione (pari al 13,8% del totale) gli ostacoli principali evidenziati riguardano la mancanza di competenze nell'impresa (62,1%), le preoccupazioni relative alla privacy (55,8%), la mancanza di chiarezza su aspetti legali (55,5%), i costi troppo alti (42,6%) e l'incompatibilità con apparecchiature, software o sistemi esistenti (41,9%). Segnalate anche difficoltà con la disponibilità o la qualità dei dati necessari per l'utilizzo delle tecnologie di IA (34,8%) e considerazioni di natura etica (23,8%). Infine, il 12,8% delle imprese ritiene che l'adozione dell'IA non sia utile.
5_CAMBIO LINK FINALE QE
Rubrica Imprese ed energia su QE- Quotidiano Energia del 10 febbraio 2026