02/22/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/22/2026 05:19
Germogli di luppolo, semola di grano duro, ma anche marroni essiccati, nocciole e mandorle, vino, miele, ma in assoluto pasta, birra e soprattutto olio extravergine d'oliva i big player del biologico nelle tavole degli italiani e non solo. Pilastri indiscussi del comparto bio Made in Italy sempre più alla conquista del mondo, con un +174% di export in dieci anni. A raccontarli è Cia-Agricoltori Italiani al Sana Food, da oggi al 24 febbraio, al Padiglione 18 (C12 - D11, C14 - D15), con le sue aziende al centro di mostra-mercato, show cooking e degustazioni.
La storia agricola il filo conduttore di un comparto in pieno consolidamento e con l'Italia esemplare in Europa sia per ettari che per operatori. Ne sa qualcosa chi in Val d'Orcia ha trasformato una tradizione mezzadrile in una filiera integrata "dal chicco alla pasta", chi in Sicilia ha riconvertito l'orticoltura all'ingrosso in un laboratorio bio ad alto valore aggiunto, chi nel cuore dell'Appennino ha verticalizzato il business del marrone, trasforma secondo tradizione e alimenta attraverso fonti energetiche 100% rinnovabili. E ancora chi nel ravennate ha scommesso sul luppolo come leva di diversificazione strategica (la birra artigianale sta andando alla conquista del fuori casa con un +5%), mentre dalla Toscana un olio bio Igp ha scalato la guida più prestigiosa del settore e dalla Puglia arrivano sempre grandi testimonianze da precursori nella produzione dell'olio extravergine d'oliva biologico, forte di tradizioni millenarie, ma anche di nuove generazioni di olivicoltori. Il comparto dell'EVO bio resta tra i più premiati nel carrello della spesa con +31,8%.
Questi, volti e produzioni che sono espressione autentica del biologico nazionale e la portano a tavola, direttamente dalla collettiva Cia al Sana 2026: 18 aziende associate e provenienti da tutta Italia - Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia e Toscana - per contribuire alla valorizzazione di un modello agroalimentare fondato su qualità, sostenibilità e radicamento territoriale.
Asset -sottolinea Cia con la sua associazione Anabio- che potranno fare la differenza e dare forza al "marchio biologico italiano", strumento chiave per lo sviluppo del settore, a sostegno dei produttori, in termini di tracciabilità e competitività, a tutela dei consumatori, quanto a scelte consapevoli e fiducia condivisa.
Al Sana Cia sarà anche voce degli Stati Generali del Biologico, con il presidente nazionale, Cristiano Fini, a "Rivoluzione Bio", lunedì 23 febbraio alle 10.30, in Sala Opera, Padiglione 18, mentre il presidente di Anabio-Cia, Giuseppe De Noia, interverrà nella sessione pomeridiana, alle 14:30, sul tema "Consumi away from home".
Il programma dettagliato con tutti gli eventi Cia e i suoi protagonisti, è disponibile qui