CNCA - Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza

02/18/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/18/2026 06:16

Il nuovo Ddl immigrazione riduce tutele e diritti: anche i minorenni migranti soli sotto attacco

Comunicato stampa

Il nuovo Ddl immigrazione riduce tutele e diritti:
anche i minorenni migranti soli sotto attacco
Il CNCA chiede al Parlamento di respingere le modifiche previste
e di aprire un confronto serio e trasparente con le organizzazioni
che operano nell'accoglienza e nella tutela dei minorenni


18 febbraio 2026

Il CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti esprime una netta contrarietà e una profonda preoccupazione per le norme contenute nel Ddl sull'immigrazione varato dal Consiglio dei ministri, che incidono in modo significativo sulla tutela dei minorenni migranti soli.

Le misure annunciate - dalla riduzione del "prosieguo amministrativo" a 19 anni al trasferimento della competenza per il rimpatrio assistito dal Tribunale per i minorenni al prefetto - rappresentano un arretramento rispetto alla Legge 7 aprile 2017 n. 47 ("Legge Zampa"), riconosciuta in Europa come modello avanzato di protezione dell'infanzia migrante.

Abbassare il prosieguo amministrativo - e dunque il tempo in cui i ragazzi e le ragazze possono godere di sostegno e accompagnamento da parte del sistema di protezione - da 21 a 19 anni significa interrompere percorsi educativi, formativi e lavorativi in fase di consolidamento, lasciando migliaia di giovani privi di sostegno proprio nel momento più delicato della transizione all'età adulta. Introdurre un limite più restrittivo per i minorenni migranti soli - rispetto a quelli italiani - determinerebbe, inoltre, una disparità fondata esclusivamente sulla cittadinanza, in evidente contrasto con l'articolo 3 della Costituzione e con il principio del superiore interesse del minorenne sancito dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia. L'ordinamento italiano, infatti, già prevede per i minorenni collocati in comunità che non possono rientrare in famiglia la possibilità di misure di accompagnamento fino ai 21 anni. Ridurre tale possibilità solo per i cosiddetti "minorenni stranieri non accompagnati" significa creare un doppio standard di tutela.

Anche il trasferimento della competenza sul rimpatrio assistito dal Tribunale per i minorenni al prefetto comporterebbe uno spostamento grave dall'ambito giurisdizionale a quello amministrativo di decisioni che incidono su diritti fondamentali. Le valutazioni che riguardano la vita e il futuro di un minorenne non possono essere ricondotte a logiche di gestione amministrativa o di ordine pubblico, ma devono restare ancorate alla tutela giurisdizionale e alla valutazione individuale del superiore interesse del minorenne.

"Non si può parlare di sicurezza mentre si smantellano strumenti che costruiscono inclusione e responsabilità", dichiara Piero Mangano, vicepresidente del CNCA e coordinatore del Gruppo Minorenni migranti soli della federazione. "Tagliare il prosieguo amministrativo significa interrompere percorsi di autonomia già avviati e spingere ragazzi e ragazze verso precarietà e marginalità. È una scelta che rischia di produrre più fragilità sociale, non meno. La protezione dei minorenni soli non è un costo da comprimere, ma un investimento sulla coesione e sulla qualità democratica del Paese."

Il CNCA ritiene che l'introduzione di tali norme - di cui non si comprendono le finalità se non in una logica di contenimento dei costi e riduzione delle tutele - non produca maggiore sicurezza. Al contrario, indebolire gli strumenti di protezione significa aumentare il rischio di precarietà abitativa, sfruttamento lavorativo e marginalità sociale, con ricadute dirette sulle comunità locali e sugli enti territoriali chiamatia intervenire in situazioni emergenziali. Ridurre la tutela dei minorenni migranti soli significa smantellare un presidio fondamentale di civiltà giuridica e di responsabilità istituzionale. Quando si abbassano le garanzie per i più vulnerabili, si erode l'intero sistema dei diritti. La protezione dei minorenni migranti soli non è una concessione, ma un obbligo costituzionale e internazionale. Arretrare su questo terreno significa allontanarsi dai principi su cui si fonda il nostro ordinamento democratico.

Il CNCA si allinea alla presa di posizione del Tavolo Minori Migranti (TaMM), sottoscritta da 22 organizzazioni della società civile tra cui la nostra federazione, e chiede al Parlamento di respingere le modifiche proposte e di aprire un confronto serio e trasparente con le organizzazioni che operano quotidianamente nell'accoglienza e nella tutela dei minorenni.

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