Fondazione Don Carlo Gnocchi - Onlus

11/05/2026 | News release | Distributed by Public on 11/05/2026 10:51

Vent’anni di cura: il Centro Spalenza-Don Gnocchi guarda al futuro

Una giornata di memoria e gratitudine, ma anche di riflessione sul valore della cura, quella che ha celebrato, nella giornata del 5 novembre, il ventesimo anniversario del Centro "Ettore Spalenza" della Fondazione Don Gnocchi di Rovato, realtà che in questi due decenni è diventata un punto di riferimento per la riabilitazione specialistica. Un traguardo che ha riunito istituzioni civili e religiose, professionisti della struttura di Rovato e delle altre sedi della Fondazione Don Gnocchi, operatori, volontari e rappresentanti del territorio per ripercorrere una storia divenuta nel tempo un esempio significativo di innovazione sanitaria.

La giornata si è aperta nella chiesa di Chiesa di "Santa Maria Assunta" di Rovato con la celebrazione eucaristica presieduta da don Vincenzo Barbante, Presidente della Fondazione Don Gnocchi e concelebrata dal parroco della stessa, Mons. Mario Metelli e da Don Felice Olmi, curato e assistente spirituale del Centro "Don Gnocchi" di Rovato. Nel corso dell'omelia, il presidente della Fondazione ha ricordato come, nei vent'anni di storia del Centro, si sia manifestata concretamente la Provvidenza. Ha richiamato la figura di don Carlo Gnocchi, che a sua volta si affidò alla Provvidenza quando decise di dedicare la propria vita e la propria opera al servizio della carità e delle persone più fragili. «Ripercorrendo questi vent'anni di attività - afferma il Presidente - il Centro Spalenza-Don Gnocchi si è distinto non soltanto per l'eccellenza sanitaria e la professionalità degli operatori, ma anche per la qualità delle relazioni umane e per un modello di cura attento alla persona nella sua interezza, con l'obiettivo di non lasciare mai nessuno solo nella sofferenza». Ha quindi evidenziato l'importanza della collaborazione tra la Fondazione, le istituzioni e il territorio, ribadendo la necessità di continuare a servire i più fragili: «tutte le istituzioni - continua il Presidente - sono chiamate a camminare insieme, mantenendo sempre vivo il valore dell'opera di carità, per continuare a servire con competenza e compassione»

Durante l'offertorio, alcuni volontari del Centro hanno portato all'altare i segni concreti dell'impegno quotidiano che anima la vita della struttura e della sua comunità. Tra questi, un quadro composto da fotografie che ripercorrono vent'anni di storia, custodendo le esperienze e i momenti più significativi di un cammino condiviso.

Al termine della celebrazione eucaristica, i partecipanti si sono trasferiti presso il Centro Spalenza-Don Gnocchi per il momento istituzionale dedicato alla commemorazione del ventennale. Un'occasione per ripercorrere le tappe più significative della storia della struttura, valorizzandone il percorso di crescita e il contributo offerto al territorio, senza rinunciare a uno sguardo rivolto alle sfide e alle opportunità del futuro. Nel corso dell'incontro sono intervenuti i vari direttori e responsabili della struttura e i rappresentanti delle istituzioni locali, che hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto in questi vent'anni e confermato l'importanza di una collaborazione sempre più stretta tra realtà sociosanitarie, enti pubblici e comunità locale, per continuare a garantire risposte efficaci e umane ai bisogni di cura della comunità.

Antonio Troisi, Direttore dell'Area Nord di Fondazione Don Gnocchi, ha aperto l'incontro ringraziando tutti i partecipanti, soffermandosi su come il Centro, nel corso dei vent'anni, ha saputo affrontare tutti i cambiamenti innovandosi costantemente, sia sul piano tecnologico che organizzativo, senza mai perdere la propria identità : «anche nell'era digitale, la vera forza della struttura risiede nelle relazioni umane costruite nel tempo; il nostro è stato un percorso fatto di sfide e successi condivisi, un risultato reso possibile dall'incontro tra un'elevata professionalità, sempre garantita, e una cultura della cura fondata sulla relazione, la vicinanza, l'ascolto e sulla collaborazione fattiva con le istituzioni e l'intera comunità ».

Francesco Lastilla, neo responsabile della struttura di Rovato, moderatore dell'incontro, che ha richiamato il valore del percorso compiuto in questi vent'anni e la responsabilità di proseguirlo con rinnovata energia. Ha sottolineato come la preziosa opera di cura costruita nel tempo rappresenti un patrimonio da custodire e sviluppare, continuando a coniugare qualità dei servizi, innovazione e attenzione alla persona. Ha inoltre ribadito l'importanza di mantenere vivo il legame con il territorio e con le istituzioni, una rete di relazioni che ha accompagnato la crescita del Centro e che sarà fondamentale anche per affrontare le sfide future.

Nel suo intervento, Ylenia Sacco, Vice Direttore Area Nord che ha guidato la struttura nella fase intermedia di passaggio, nel suo intervento ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti i professionisti, gli operatori e i volontari che, con il loro impegno quotidiano, hanno contribuito a costruire e far crescere il Centro nel corso dei suoi primi vent'anni di attività . Ha ricordato come vent'anni rappresentano un "compleanno" importante: «è l'età di un giovane adulto che ha già consolidato la propria identità ma che guarda ancora a un futuro ricco di opportunità e sfide. Oggi il Centro è il risultato della competenza, della dedizione e della visione di quanti lo hanno guidato e animato nel tempo - continua Sacco - per questo è fondamentale saperne riconoscere il valore, esserne orgogliosi e, allo stesso tempo, assumersi la responsabilità di ciò che diventerà domani». Ha inoltre evidenziato il valore delle relazioni istituzionali che hanno sostenuto la crescita della struttura come il Comune di Rovato, la ATS di Brescia e la ASST Franciacorta. Infine, attraverso una significativa galleria di immagini che ha emozionato tutti i presenti, Sacco ha raccontato l'evoluzione del Centro in termini di servizi e prestazioni, sottolineando come la struttura ha ampliato progressivamente la propria offerta acquisendo un ruolo significativo anche negli ambiti della formazione e della ricerca scientifica, contribuendo alla crescita di una cultura della salute sempre più moderna e innovativa.

I saluti istituzionali hanno visto l'intervento del sindaco di Rovato, Valentina Bergo, che ha ringraziato la Fondazione Don Gnocchi per aver creduto nel progetto di riconversione del vecchio Ospedale di Rovato ed aver creato una struttura all'avanguardia. Ha ringraziato in particolare le diverse direzioni che si sono succedute alla guida del Centro, capaci di guardare oltre le sfide del presente e di rafforzare costantemente il legame con il territorio, un rapporto che, ha già avuto modo di percepire, nei primi mesi del suo mandato, come autentico e profondamente radicato: «vent'anni non rappresentano un punto di arrivo, ma piuttosto l'inizio di una nuova fase di crescita e sviluppo condiviso; un cammino da fare insieme, mettendo a disposizione della comunità il bene più prezioso che ciascuno possiede: il proprio tempo con le proprie competenze e il proprio impegno al servizio degli altri».

A portare il saluto della Direzione Generale e della Direzione Sanitaria di ATS Brescia è stato Paolo Lodetti, Direttore della Struttura Complessa Appropriatezza e Controllo delle Prestazioni, che ha espresso apprezzamento per il percorso compiuto dal Centro Don Gnocchi di Rovato in questi vent'anni di attività . Nel suo intervento ha evidenziato come la struttura si sia affermata come un punto di riferimento per la neuroriabilitazione, distinguendosi per qualità delle cure, capacità di innovazione ha inoltre sottolineato il valore e l'importanza del servizio MAC (Macroattività Ambulatoriale Complessa) della struttura a testimonianza della capacità del Centro di evolvere la propria offerta sanitaria in linea con le nuove esigenze assistenziali.

Il Direttore Generale della ASST Franciacorta, Alessandra Bruschi, ha ricordato ai presenti che il Centro Spalenza-Don Gnocchi è nato grazie a un progetto di sperimentazione gestionale pubblico/privato avviato tra l'Azienda Ospedaliera "Mellino Mellini" di Chiari (ora ASST Franciacorta) e la Fondazione Don Gnocchi, sottolineando il ruolo che l'allora Azienda Ospedaliera Mellino Mellini di Chiari ebbe nel credere e sostenere il progetto che ha portato alla nascita e allo sviluppo del Centro oggi. «Questi vent'anni di storia rappresentino un motivo di orgoglio per l'intero territorio, testimoniando la capacità di costruire servizi di qualità attraverso una visione condivisa. Oggi - afferma Bruschi - il Centro è un nodo fondamentale della rete sociosanitaria del territorio; grazie a un dialogo continuo e a una proficua sinergia con gli altri presidi dell'area. Solo attraverso questa rete di relazioni - ha concluso - sarà possibile continuare a crescere e costruire una sanità più equa, sostenibile e vicina ai bisogni delle comunità ».

In conclusione il Presidente della Fondazione, Don Vincenzo Barbante, ha ribadito l'importanza di una cura di prossimità: «accanto all'eccellenza sanitaria di questo Centro e alla sua innovazione tecnologica, c'è il grande impegno umano di tutti i suoi professionisti, operatori e volontari. L'approccio che dobbiamo continuare ad avere verso la sofferenza è quello della solidarietà oltre che dell'efficienza in termini di cure; competenza e compassione ci devono caratterizzare tutti, in una logica di sviluppo per affrontare le nuove sfide future è necessario fare rete, per non lasciare indietro nessuno e continuare a fare bene il bene».

La sperimentazione gestionale: un modello pionieristico

Alla base della nascita del Centro c'è una delle più significative esperienze di sperimentazione gestionale pubblico-privato realizzate in Lombardia. La collaborazione tra istituzioni, sistema sanitario e Fondazione Don Gnocchi ha reso possibile la realizzazione di un modello capace di integrare competenze diverse attorno a un obiettivo comune: offrire percorsi riabilitativi d'eccellenza e garantire continuità assistenziale alle persone dopo la fase acuta della malattia.

A distanza di vent'anni, quella scelta appare ancora più significativa. Lo "Spalenza" rappresenta infatti una testimonianza concreta di come la collaborazione tra soggetti pubblici e privati non profit possa generare valore per il territorio, favorendo innovazione, qualità delle cure e sostenibilità dei servizi.

Vent'anni sotto il segno della Fondazione Don Gnocchi

L'inaugurazione del Centro nel novembre 2006 ha segnato l'avvio di un percorso pienamente inserito nella missione della Fondazione Don Gnocchi. In questi vent'anni il Centro ha accompagnato migliaia di pazienti nei loro percorsi di recupero e riabilitazione, contribuendo allo sviluppo di una cultura della cura orientata non soltanto al trattamento della patologia, ma al recupero della migliore qualità di vita possibile. Accanto all'attività assistenziale, la struttura ha saputo crescere investendo nelle professionalità, nelle tecnologie e nell'aggiornamento continuo, consolidando il proprio ruolo all'interno della rete sanitaria lombarda. Lo sviluppo dello "Spalenza" è stato caratterizzato da un costante dialogo con la comunità locale, le istituzioni e il sistema sanitario. La vicinanza al territorio ha consentito di costruire relazioni solide e percorsi assistenziali integrati, capaci di accompagnare la persona lungo tutte le fasi della riabilitazione.

Il centro "Spalenza" oggi

Il Centro oggi accoglie pazienti provenienti da ospedali e dal territorio, affetti da patologie post-acute di natura cardiorespiratoria, neurologica ed ortopedica, che necessitano di trattamento riabilitativo specialistico.

Il Centro è impegnato da anni nelle attività di cura e riabilitazione di pazienti affetti da esiti di Gravi Cerebrolesioni Acquisite (GCA). I pazienti vengono curati secondo diversi livelli di intensità clinico-assistenziale-riabilitativa (alta, media e bassa intensità).
La struttura si avvale di moderne tecnologie riabilitative, tra cui anche sistemi robotici. Sono attivi un ambulatorio polispecialistico di medicina fisica e riabilitazione, cardiologia, pneumologia, diagnostica per immagini, neurologia e ortopedia; un servizio di riabilitazione ambulatoriale e domiciliare e un'attività di riabilitazione ambulatoriale complessa ad alta intensità assistenziale (MAC).

Grazie a équipe multidisciplinari altamente qualificate e a un approccio fondato sulla centralità della persona, il Centro continua a guardare al futuro con lo stesso spirito che ne ha accompagnato la nascita: trasformare l'innovazione in opportunità di cura, promuovere l'eccellenza riabilitativa e rispondere in modo concreto ai bisogni delle persone e delle loro famiglie.
Vent'anni dopo la sua inaugurazione, lo "Spalenza" continua così a rappresentare non soltanto una struttura sanitaria d'eccellenza, ma anche una testimonianza viva della capacità della Fondazione Don Gnocchi di innovare senza perdere di vista la propria vocazione originaria: essere accanto ai pazienti con competenza e prossimità .

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