CISL - Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori

09/21/2026 | News release | Distributed by Public on 09/21/2026 01:54

Puglia. Arsenale di Taranto: la Marina perde l’autonomia sui bacini, a rischio la flotta

Dopo il confronto del 7 settembre con il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare che, in visita a Taranto, ha assunto impegni nei confronti del territorio, la CISL FP torna ad allertare le istituzioni con una Lettera Aperta ai vertici della Forza Armata e del Ministero della Difesa.

La denuncia evidenzia una situazione ormai critica: la Marina Militare ha perso la propria autonomia nelle operazioni di messa in bacino delle Unità Navali, finendo per dipendere dal settore privato. La causa di questa grave perdita di capacità operativa è paradossale: mancano i lavoratori!

Allarmante la situazione dei profili tecnici, in particolare nautici: attualmente sono operativi appena 20 Assistenti Nautici, a fronte dei 50 previsti dalla dotazione organica. «A rendere questo scenario ancora più critico è il comportamento degli organi centrali - dichiara Umberto Renna, Segretario Territoriale della CISL FP Taranto Brindisi.

"Nonostante le continue denunce" prosegue Renna "non meno di un due anni fa, per motivi di servizio, è stato concesso per addirittura il via libera per il trasferimento di ben 3 Assistenti Nautici dall'Arsenale verso altri comandi".

E pensare che, dopo l'esito disastroso del Concorso per l'Arsenale del 2024 (appena *145 assunti a fronte di 315 posti a bando), nello stabilimento sono entrati appena 6 Assistenti Tecnici Nautici a fronte dei 15 previsti mentre le successive 2.000 assunzioni nazionali hanno continuato a ignorare le esigenze del territorio.

Nessun seguito neppure a quanto dichiarato dal Ministro Crosetto in risposta alle varie interrogazioni parlamentari quando aveva assicurato: "Si precisa che all'Arsenale di Taranto sarà destinato un adeguato numero di vincitori delle selezioni pubbliche in itinere per il reclutamento, a livello nazionale, di 1.000 Assistenti tecnici e 100 Funzionari tecnici, nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa".

Già nel tavolo del 7 settembre avevamo lanciato un forte appello per fare sistema e mantenere in house le manutenzioni e le lavorazioni, avvertendo che senza il personale civile, la flotta rischia di fermarsi. Alla luce di questa continua spoliazione di risorse e competenze, sorge oggi il legittimo e amaro sospetto che il disegno strategico sia lo smantellamento deliberato delle nostre capacità interne.

Ma la Politica non avrà mai il coraggio di dichiarare apertamente un'esternalizzazione: si preferisce lasciare che il servizio pubblico perda progressivamente la sua capacità di risposta, trasformando le sue carenze in un'opportunità per le lobby di settore, pronte a proporsi come uniche salvatrici.

Ma noi non rimarremo in silenzio. La città non rimarrà in silenzio!

«Invertire subito la rotta è l'unica via per evitare lo smantellamento delle capacità interne" conclude Umberto Renna "Serve un intervento non più rinviabile per restituire all'Arsenale e alla Marina Militare l'autonomia, le risorse e la dignità necessarie».

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