Amnesty International – Sezione Italiana OdV

02/05/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/05/2026 01:01

Gaza: persone anziane tra crisi sanitaria e blocco degli aiuti

Una ricerca condotta da HelpAge International e Amnesty International ha rivelato che nella Striscia di Gaza le persone anziane sono vittime di una crisi di salute fisica e mentale largamente trascurata nel contesto del blocco, tuttora in corso, degli aiuti e dei medicinali essenziali da parte di Israele e del recente divieto imposto alle organizzazioni umanitarie.

Da un sondaggio effettuato da HelpAge International è emerso che, a causa della scarsità di cibo, le persone anziane sono costrette a saltare i pasti, anche per assicurare che altri familiari possano mangiare. A causa della mancanza d'accesso ai medicinali, le cure cui sono sottoposte vengono razionate.

Le persone anziane sfollate più volte dall'ottobre del 2023 hanno riferito ad Amnesty International che non hanno accesso a cibo nutriente, alloggi e a cure mediche di livello adeguato. Il continuo blocco imposto dalle autorità israeliane procura loro gravi danni.

"Nel corso dei conflitti armati le necessità delle persone anziane sono spesso trascurate. Nella Striscia di Gaza, stanno subendo un decadimento della salute fisica e mentale senza precedenti, risultato diretto dell'intenzionale inflizione, da parte di Israele, di condizioni di vita intese a causare la distruzione fisica delle persone palestinesi", ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, alta direttrice delle campagne e delle ricerche di Amnesty International.

"Il sondaggio di HelpAge International mostra l'impatto delle illegali, crudeli e inumane restrizioni imposte da Israele all'ingresso di aiuti salvavita sulla possibilità delle persone anziane di ricevere cure e medicazioni, di alimentarsi con sostanze nutrienti e di vivere in rifugi adeguati", ha aggiunto Guevara-Rosas.

"I diritti e i bisogni delle persone anziane della Striscia di Gaza non devono essere ignorati. Molte di loro continuano a vivere in condizioni degradanti e in una situazione umanitaria disperata a seguito della distruzione delle loro abitazioni e dei ripetuti sfollamenti. Israele deve porre immediatamente e incondizionatamente fine al blocco e consentire l'accesso, privo di ostacoli, dei servizi essenziali, compresi i medicinali e i materiali per i rifugi", ha proseguito Guevara-Rosas.

Nei mesi invernali le persone palestinesi della Striscia di Gaza, la maggior parte delle quali vive in tende fatiscenti o in rifugi improvvisati, devono anche subire le conseguenze dello straripamento dei rifiuti, delle inondazioni e dell'esposizione a venti forti. Israele ha poi sospeso, dal 1° gennaio 2026, la registrazione di 37 organizzazioni non governative che operavano nella Striscia di Gaza e nella Cisgiordania, ordinando loro di porre fine alle loro attività entro 60 giorni da quella data.

Il sondaggio di HelpAge International

HelpAge International ha intervistato 416 persone anziane della Striscia di Gaza e ha pubblicato oggi i risultati nel rapporto "Spinte oltre i propri limiti: la sopravvivenza delle persone anziane nella Striscia di Gaza".

Tra la grave privazione di cibo e il collasso dei servizi essenziali, queste persone vanno incontro a rischi specifici della loro età e spesso trascurati. I loro bisogni rimangono ampiamente invisibili.

Ecco i principali risultati del sondaggio di HelpAge International:

  • le persone anziane vivono in rifugi in condizioni di estremo degrado: il 76 per cento vive in tende spesso sovraffollate; l'84 per cento afferma che tali condizioni di vita danneggiano la loro salute e la loro privacy;
  • gli sfollamenti sono costanti e hanno un effetto destabilizzante: dall'ottobre del 2023 il 79 per cento è stato sfollato più di tre volte, con la conseguente interruzione del sostegno familiare e un crescente isolamento;
  • le condizioni di salute sono generalmente cattive e ampiamente trascurate: nonostante l'alta prevalenza di malattie e dolori cronici, l'accesso ai medicinali è estremamente limitato tanto che il 42 per cento li ottiene solo "qualche volta" e il 18 per cento "raramente". Complessivamente l'accesso alle cure mediche è basso e solo il 17 per cento le dichiara interamente disponibili. Per il 31 per cento, i trattamenti per le malattie croniche sono considerati il principale servizio sanitario mancante;
  • l'insicurezza alimentare è acuta e può minacciare la sopravvivenza: metà delle persone ha dichiarato che l'accesso all'assistenza è diventato più facile dal cessate il fuoco; l'11 per cento non aveva mangiato affatto nelle ultime 24 ore; il 48 per cento aveva ridotto l'assunzione di cibo per consentire ad altre persone di mangiare;
  • i problemi di salute mentale sono gravi e hanno un impatto diretto sull'alimentazione: il 77 per cento dichiara che la tristezza, l'ansia, la solitudine o l'insonnia hanno ridotto l'appetito e avuto conseguenze sul benessere complessivo.

"Vivere è diventato ancora più miserabile"

Le conclusioni del sondaggio di HelpAge International trovano conferma nelle ricerche di Amnesty International, che ha intervistato 12 persone anziane provenienti da ogni zona della Striscia di Gaza, le quali si trovano tuttora in accampamenti per persone sfollate nella zona di Zawayda, in condizioni di vita estremamente dure. Nella maggior parte dei casi c'è stato bisogno di un familiare per facilitare le comunicazioni con le persone anziane, molte delle quali sono disabili o hanno avuto bisogno di aiuto per usare un telefono cellulare.

Le persone intervistate hanno dichiarato di essere state costrette a interrompere o a razionare le cure mediche per malattie croniche, perché indisponibili o diventate tre-quattro volte più costose. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità , all'ottobre del 2025, neanche 14 dei 36 ospedali della Striscia di Gaza erano operativi, peraltro solo parzialmente, così come meno di un terzo dei servizi di riabilitazione.

Alcune persone anziane hanno perso molto peso. La maggior parte di loro si affida alle cucine comunitarie che non sempre forniscono cibi con adeguati livelli di sostanze nutrienti. Il terreno nei campi per le persone sfollate, spesso irregolare e sabbioso, impedisce alle persone che usano sedie a rotelle o stampelle di muoversi liberamente, rendendole ancora più dipendenti dall'aiuto dei familiari.

Mohammed Bili, 61 anni, è stato sfollato sette volte a partire dall'ottobre del 2023. Ha bisogno di dialisi tre volte alla settimana ma la struttura presso la quale si recava è stata distrutta. Ora fa due sedute di dialisi alla settimana, più brevi del necessario. Si muove a fatica sulla sua sedia a rotelle e ha perso quasi 20 chili:

"Devo fare i conti con l'estrema rigidità delle mie braccia e con la debolezza muscolare, poiché non posso accedere alla dialisi quanto ne avrei bisogno".

Samira al-Shawa, 88 anni, usava un deambulatore per muoversi autonomamente. Ora vive in un campo per persone sfollate e il terreno sabbioso le rende impossibile camminare. Passa la maggior parte del tempo su un letto arrangiato nella sua tenda. Le cucine comunitarie danno da mangiare alla sua famiglia ma il cibo è insufficiente e con scarse sostanze nutrienti. Dall'ottobre del 2023 ha perso una ventina di chili.

Sadiqa al-Barrawi, circa 90 anni, è stata sfollata tre volte dall'ottobre 2023. Vive attualmente in una tendopoli per persone sfollate a Salam insieme al figlio, alla moglie di quest'ultimo e ai loro quattro figli. Una notte, nel gennaio del 2025, mentre si stava recando ai servizi igienici è caduta e si è ferita. Ora non riesce a stare in piedi né tantomeno a camminare: "Da allora vivere è diventato ancora più miserabile", ha detto ad Amnesty International.

Sadiqa soffre di diabete e di pressione alta. Ha perso circa 25 chili e riceve cibo attraverso le cucine comunitarie:

"Eravamo contadini. Al villaggio avevamo la terra e i migliori prodotti freschi. Ora non abbiamo nulla".

Ulteriori informazioni

Le persone ultrasessantenni costituiscono il cinque per cento della popolazione della Striscia di Gaza. Secondo dati forniti all'inizio di dicembre del 2025 dal ministero palestinese della Salute, dall'ottobre 2023 erano state uccise 4813 persone anziane: questo numero, tuttavia, non include le morti indirette, ad esempio quelle derivanti dalla distruzione delle strutture sanitarie.

Secondo l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (Unrwa), molte persone anziane hanno perso i contatti con le persone che si prendevano cura di loro a causa del conflitto o degli sfollamenti.

Amnesty International ha documentato come, in situazioni di conflitto armato, le persone anziane siano a più alto rischio e i loro bisogni umanitari vengano sistematicamente ignorati.

Nel dicembre del 2024 Amnesty International è giunta alla conclusione che Israele stava commettendo il crimine di genocidio nella Striscia di Gaza, attraverso atti vietati dalla Convenzione sul genocidio del 1948 con l'intento specifico di distruggere le persone palestinesi compiendo uccisioni, procurando gravi danni fisici o mentali e infliggendo volutamente condizioni di vita intese a causare la distruzione fisica delle persone palestinesi.

Nonostante una riduzione del numero degli attacchi a partire dall'accordo sul cessate il fuoco dell'ottobre del 2025, non c'è stato alcun cambiamento significativo delle condizioni che Israele sta infliggendo alle persone palestinesi della Striscia di Gaza e non è stata riscontrata alcuna prova che possa indicare che l'intento israeliano di commettere il crimine di genocidio è mutato.

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