02/09/2026 | Press release | Distributed by Public on 02/09/2026 01:19
Il ritorno al terrorismo?
«Serve cautela, ma in alcuni casi sono riapparsi vecchi personaggi di un passato ancora doloroso. Per funzionare, il blocco navale prevederà accordi con Paesi terzi che continueremo a sviluppare. Il diritto di asilo verrà garantito. Quanto accaduto a Torino deve preoccupare tutti. Con le nuove norme, i professionisti della violenza si potevano fermare. Abbiamo esteso il sostegno economico agli agenti che devono affrontare dei processi connessi al difficilissimo lavoro che svolgono».
di Fiorenza Sarzanini
Ministro Piantedosi, le violenze nei cortei e il sabotaggio dell'Alta velocità. Che succede?
«Evidentemente c'è chi mira al caos generalizzato, una dinamica che abbiamo denunciato e che siamo preparati, impegnati e determinati a fronteggiare. Ho sottolineato in Parlamento la gravità di questi comportamenti non senza rilevare che, purtroppo, c'è chi cerca di minimizzarli. Con ciò rischiando, anche involontariamente, di concedere un margine di giustificazione alla strategia che c'è dietro».
Non le sembra comunque esagerato evocare rischi di ritorno agli anni di piombo?
«Ogni comparazione deve essere equilibrata e improntata alla cautela. La storia non si ripropone quasi mai con le stesse sembianze e nulla ritorna dal passato in maniera identica. Il punto è un altro: il movimento antagonista dichiara pubblicamente il suo obiettivo di stampo eversivo che persegue il sovvertimento del sistema democratico. Lo hanno detto e scritto chiaramente, con parole che hanno accompagnato gravissimi atti di violenza politica. C'è il rischio di ulteriori salti di qualità. È proprio questo ciò che ci insegna la storia. Dovremmo sottacerlo solo per non contraddire o offendere chi la pensa diversamente?».
Scusi ma perché non fa qualche esempio di fatti uguali a quelli che 50 anni fa portarono al terrorismo?
«Le dichiarazioni di principio e le rivendicazioni che ci sono state, in particolare in questi ultimi anni, e la crescente propensione alla violenza. In alcuni casi sono riapparsi vecchi personaggi, protagonisti di un passato ancora doloroso. Si sono fatti vedere anche solo come osservatori, forse erano interessati a cogliere spunti per riproporre vecchi insegnamenti ai più giovani. E poi ci sono organizzatori di iniziative pubbliche che dichiarano chiaramente di voler sovvertire il sistema democratico e di voler giungere alla resa dei conti con lo Stato democratico. Si susseguono micro attentati alle infrastrutture di trasporto. In passato lo Stato ha potuto contare sulla collaborazione di tutte le forze civili e democratiche. Spero che possa accadere ancora».
In realtà l'opposizione vi accusa di fare solo propaganda.
«Quanto è accaduto a Torino e quello che è successo in molte manifestazioni negli ultimi due anni, dovrebbe preoccupare chiunque abbia a cuore la legalità e la sicurezza come valori della nostra democrazia. Isolare e neutralizzare i professionisti della violenza dovrebbe essere obiettivo condiviso».
E lei è davvero convinto che riuscirete a farlo con le nuove norme?
«Se non fossi stato convinto della loro utilità non le avrei proposte. Un fenomeno così articolato, vario e mutevole come quello della violenza politica e del terrorismo urbano deve essere affrontato con tutti gli strumenti possibili. Solo così i cittadini che vogliono davvero manifestare in santa pace, potranno sfilare con un delinquente in meno accanto a loro. Il capo della polizia è già al lavoro per dare le giuste direttive per organizzare un'applicazione equilibrata ed efficace dell'istituto introdotto».
Per gli arrestati di Torino il fermo preventivo non poteva scattare perché sono incensurati.
«Per avere elementi concreti si valuteranno anche altri comportamenti univoci ed eloquenti, ad esempio proprio quelli di essersi predisposti agli scontri, rilevabile da oggetti trovati addosso. La settimana scorsa a Torino sono stati sequestrati martelli, spranghe, chiavi inglesi, artifici pirotecnici e altro. Sabato scorso a Milano abbiamo rivisto le scene di petardi sparati verso i reparti schierati. A qualcuno sembra normale tutto questo? Il benaltrismo è sempre il riflesso condizionato di chi non vuole che si inizi mai ad affrontare un problema».
Non teme che nel corso delle manifestazioni possano esserci reazioni in piazza proprio per protestare contro gli accompagnamenti preventivi?
«Nei gruppi di antagonisti ci sono veri e propri "esperti del disordine" che si macchiano di violenze gravissime da decenni. Sono sempre in cerca di nuovi pretesti per mobilitarsi: Tav, Tap, Medio Oriente, alternanza scuola lavoro, il Ponte, l'Expo, l'ambiente e adesso perfino le Olimpiadi invernali. Ora si mobiliteranno anche per il pacchetto sicurezza? Io credo che, se non avessimo varato le norme, questi soggetti sarebbero comunque all'opera. Basta leggere i loro comunicati per capire le loro intenzioni deliranti».
Criminalizzare le piazze però rischia di innescare una spirale negativa che coinvolge proprio chi manifesta pacificamente.
«Nessuno criminalizza le piazze. Anzi. Chi va in piazza per manifestare in maniera civile offre un contributo di partecipazione democratica anche e soprattutto se esprime posizioni nette. Chi crea disordini e violenze no. Obiettivamente sono difficili il dialogo e il dibattito con chi rifiuta di comprendere o sottovaluta questa differenza abissale tra dissenso e violenza. Noi ci siamo mossi proprio perché non accomuniamo delinquenti e cittadini pacifici, proprio perché vogliamo evitare che i pochi danneggino i tanti».
Lo scudo per gli agenti alla fine è diventato per tutti i cittadini. Non sarebbe stato più efficace prevedere una vera tutela per le Forze dell'ordine, soprattutto per chi viene chiamato a rispondere in sede civile?
«Il cosiddetto scudo, che poi scudo non è, è stato previsto sin dall'inizio per tutti i cittadini e non solo per i poliziotti, che peraltro non hanno mai richiesto alcuna immunità. Abbiamo anche esteso il sostegno economico agli agenti che devono affrontare dei processi connessi al difficilissimo lavoro che svolgono. Nessun Governo prima di noi ha varato norme così nette e chiare in favore delle Forze dell'ordine, anche decidendo l'assunzione di un numero rilevante di agenti. Continueremo su questa strada con numeri ed evidenze che saranno il migliore antidoto alle fake news di segno contrario, raccontate da qualcuno, continuamente a cantilena, pensando di fare presa sulla gente, in assenza di qualsiasi concreto argomento di critica al Governo».
A chi si riferisce?
«A chi preferisce puntare il dito contro presunte mancanze da parte delle Forze di polizia invece di condannare chiaramente i delinquenti: un malcelato e ingiustificabile tentativo di assolvere dei criminali che hanno fatto della violenza il loro primario obiettivo».
Dopo i centri di permanenza in Albania ora avete proposto il blocco navale. Lei sa che con le norme attuali non è realizzabile. Serve a creare un nuovo scontro politico?
«Io dico che tra le nuove norme ci sarà anche quella che tutelerà i nostri confini - che sono confini europei - per esigenze di sicurezza nazionale in casi di particolari pressioni. E che il diritto di asilo verrà garantito sempre a chi ne ha diritto. Per funzionare prevederà accordi con Paesi terzi che continueremo a sviluppare. L'Italia, come ci hanno riconosciuto i nostri partner, ha giocato un ruolo cruciale per le nuove regole "europee". Questa è la strada».