05/20/2026 | Press release | Distributed by Public on 05/20/2026 07:11
Comune e biblioteche hanno messo a disposizione dei ragazzi una pila di libri da leggere; l'assessora: «Una risposta di apertura e luce alla pira di libri fatti bruciati dai nazifascisti come censura»
Si sono ritrovati stamattina a Palazzo Gradari, le decine di studentesse e studenti dei licei Mamiani e Mengaroni, che hanno partecipato all'incontro "Il rogo dei libri di Berlino - 10 maggio 1933", promosso dall'Amministrazione insieme alle Biblioteche comunali, all'Ente Olivieri nell'ambito dell'iniziativa nazionale "Libri Salvati" dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB).
«Sono orgogliosa e grata di questa iniziativa, che trasforma una delle pagine più buie della nostra storia in uno strumento luminoso di educazione civica e consapevolezza - ha sottolineato l'assessora alle Politiche educative Camilla Murgia -. Voglio ringraziare le Biblioteche, in particolare la San Giovanni e la Braille, insieme ai licei Mamiani e Mengaroni, ai dirigenti, agli insegnanti e soprattutto ai ragazzi che hanno partecipato con grande attenzione e sensibilità a questa iniziativa che abbiamo promosso insieme al vicesindaco e assessore alla Cultura Daniele Vimini».
Murgia ha poi richiamato il valore educativo dell'iniziativa: «Quel 10 maggio 1933 furono proprio dei giovani, studenti universitari, a eseguire materialmente il rogo dei libri, alimentati da una propaganda feroce che aveva individuato nella cultura il nemico da abbattere. Oggi noi chiediamo ai nostri studenti di fare l'esatto opposto: capire che la libertà di stampa e di espressione non è un bene acquisito per sempre, ma qualcosa che va difeso e coltivato ogni giorno attraverso il senso critico».
Protagonisti della mattinata, le ragazze e i ragazzi sono stati coinvolti in un percorso di riflessione storica e civile accompagnati anche da Brunella Paolini, direttrice dell'Ente Olivieri - Biblioteca e Musei Oliveriani, sui temi della censura, della libertà di espressione e del valore della cultura come presidio democratico ripercorrendo una delle pagine più drammatiche del Novecento: il rogo dei libri avvenuto il 10 maggio 1933 nella Opernplatz di Berlino, oggi Bebelplatz. Fu qui che il regime nazifascista fece distruggere circa 25mila volumi considerati "non conformi" al pensiero dominante.
A conclusione dell'incontro, il gesto simbolico costruito insieme alle Biblioteche cittadine: una "pila di libri" collocata nella sala e messa a disposizione degli studenti e dei partecipanti. A sottolineare come il "Rogo dei libri di Berlino" sia «un episodio che colpisce ancora oggi anche per il coinvolgimento diretto di giovani studenti universitari, spinti dalla propaganda a trasformarsi in strumenti della censura. Per questo, abbiamo voluto creare una sorta di "pira rovesciata" - ha spiegato Murgia -. Non libri da bruciare, ma libri da salvare, prendere e portare a casa. Un gesto semplice ma potente: salvare un libro dal fuoco dell'indifferenza e della censura significa leggerlo. Finché ci saranno giovani pronti ad aprire un libro, leggerlo e discuterlo, nessuna fiamma dell'intolleranza potrà avere l'ultima parola».
L'iniziativa si inserisce nella rassegna nazionale "Libri Salvati" promossa da AIB, dedicata alla memoria dei libri e degli autori colpiti dalla censura e dai totalitarismi.