07/14/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/14/2026 05:10
Il 13 luglio il Consiglio Affari esteri dell'Unione europea non ha adottato alcuna delle misure presentate dalla Commissione europea per limitare gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani illegali nel Territorio palestinese occupato.
La mancata decisione si inserisce nel persistente rifiuto della maggioranza degli stati membri, con Germania e Italia in testa, di sospendere l'accordo di associazione tra Unione europea e Israele.
Erika Guevara-Rosas, direttrice delle campagne e delle ricerche di Amnesty International di Amnesty International, ha dichiarato:
"È più che vergognoso che la maggioranza degli stati membri dell'Unione europea, con Germania e Italia in testa, continui a bloccare la sospensione dell'accordo di associazione con Israele. Gli stati che si sono impegnati a rispettare il diritto internazionale non devono restare in silenzio mentre altri minano attivamente proprio i principi che affermano di difendere".
"L'Irlanda ha attualmente la presidenza del Consiglio dell'Unione europea e si trova quindi in una posizione privilegiata per influenzare la linea d'azione nei confronti di Israele. Deve cogliere questa occasione cruciale e contribuire a garantire che gli stati membri rispettino gli obblighi previsti dal diritto internazionale. L'esperienza storica dell'Irlanda, segnata da colonizzazione, carestia e conflitti, il ruolo di primo piano svolto negli sforzi internazionali per porre fine all'apartheid in Sudafrica e i recenti progressi, seppur limitati, verso il divieto di importare beni provenienti dagli insediamenti israeliani conferiscono al paese una prospettiva e un'autorevolezza uniche. L'Irlanda dovrebbe metterle a frutto per chiedere l'accertamento delle responsabilità di Israele per le gravi violazioni commesse e per porre saldamente la tutela dei diritti umani alla base della politica dell'Ue riguardo al Territorio palestinese occupato".
"Se l'Unione europea non agirà in modo unitario, gli stati membri dovranno farlo singolarmente sospendendo unilateralmente tutte le forme di cooperazione con Israele che possano contribuire alle sue gravi violazioni del diritto internazionale. Dovranno, tra l'altro, imporre un embargo totale sulle esportazioni di armi, attrezzature di sorveglianza e relative tecnologie, nonché un divieto totale degli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani illegali nel Territorio palestinese occupato e degli investimenti al loro interno".
"L'Unione europea deve smettere di consentire che Israele eviti conseguenze concrete per il genocidio in corso contro la popolazione palestinese a Gaza, per il sistema di apartheid imposto alla popolazione palestinese, compresa la campagna di pulizia etnica nella Cisgiordania occupata, per l'occupazione illegale del territorio palestinese e per i crimini di guerra commessi in Libano. Nelle pagine della storia resterà netta la distinzione tra chi non ha agito di fronte al genocidio commesso da Israele contro la popolazione palestinese a Gaza e chi ha scelto di difendere l'umanità".
Da 25 anni Amnesty International denuncia le violazioni dell'accordo di associazione da parte di Israele. Un anno fa la Commissione europea ha constatato, tardivamente, che Israele non rispettava l'accordo.
L'Unione europea e tutti i suoi stati membri hanno il chiaro obbligo di impedire gli scambi commerciali e gli investimenti che contribuiscono al mantenimento dell'occupazione illegale del territorio palestinese da parte di Israele, compresi quelli che favoriscono la creazione, l'espansione e il mantenimento degli insediamenti illegali, come stabilito nel parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024.
Come minimo, il primo passo per rispettare tale obbligo deve essere un divieto, valido in tutta l'Unione europea, del commercio con gli insediamenti, che comprenda le importazioni e le esportazioni di beni e servizi da e verso gli insediamenti, nonché gli investimenti al loro interno.
Il 1° luglio l'Irlanda ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell'Unione europea. L'Irlanda ha denunciato apertamente le atrocità commesse da Israele nel Territorio palestinese occupato e in Libano.