07/23/2026 | Press release | Distributed by Public on 07/23/2026 10:18
Sono 31 le bambine e i bambini Saharawi accolti quest'estate in Toscana nell'ambito dei programmi di solidarietà con il popolo Saharawi promossi da comuni e associazioni, prevalentemente dell'area fiorentina.
Questa mattina i piccoli ambasciatori di pace Saharawi e i loro accompagnatori sono stati ricevuti a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana, dalla vicepresidente della Regione, Bintou Mia Diop, e dall'assessora regionale Alessandra Nardini. All'incontro hanno partecipato anche i consiglieri regionali Irene Galletti, Lorenzo Falchi e Serena Spinelli, i rappresentanti delle amministrazioni comunali coinvolte e delle associazioni impegnate nella solidarietà con il popolo Saharawi.
"Quella di stamani - ha dichiarato la vicepresidente Diop - è stata un'iniziativa veramente bella, sentita, che ci ha emozionato tutti e con cui abbiamo lanciato un messaggio davvero importante. In un mondo segnato dall'individualismo, dalle guerre e dalla sopraffazione dei più forti sui più deboli, abbiamo dimostrato che la Toscana rafforza la propria identità nella direzione dell'accoglienza, dell'integrazione, della pace e dei diritti. Il fatto che questo avvenga proprio nella nostra regione, la prima ad abolire la pena di morte, dà continuità alla nostra cultura e alla nostra storia, che guardano alla pace e scelgono di stare dalla parte dei civili. Siamo particolarmente contenti ed emozionati di avere qui con noi questi bambini, che portano freschezza, gioia e tanti colori".
"Sono felice e orgogliosa di essere qui insieme alle bambine e ai bambini Saharawi accolti in Toscana", ha affermato l'assessora Nardini. "Ringrazio le amministrazioni comunali coinvolte, le tante associazioni di solidarietà con il popolo Saharawi e i rappresentanti del Fronte Polisario, che anche oggi, grazie alla presenza di queste piccole ambasciatrici e di questi piccoli ambasciatori di pace, contribuiscono a tenere alta l'attenzione sulla causa del
popolo Saharawi. Un popolo che - ha sottolineato Nardini - da anni porta avanti una battaglia pacifica per vedere riconosciuto il proprio diritto all'autodeterminazione, un diritto giusto che purtroppo ancora oggi non viene riconosciuto. Oggi, pronunciando queste parole, il mio pensiero non può non andare anche ad altri popoli che si vedono anch'essi negato il diritto all'autodeterminazione, penso a quello palestinese e a cosa continua ad accadere a Gaza ed in Cisgiordania. La Toscana è da sempre legata al popolo Saharawi con un rapporto profondo e radicato: sono tante le amministrazioni che negli anni hanno siglato gemellaggi e patti di amicizia. Vogliamo continuare a lavorare in questa direzione e a mantenere alta l'attenzione sulla causa del popolo Saharawi, che continuiamo a sostenere con convinzione".
Le bambine e i bambini rimarranno in Toscana fino al prossimo 21 agosto, ospiti nei comuni della Val di Sieve, dell'Empolese Valdelsa e dell'hinterland fiorentino che aderiscono al progetto di accoglienza.